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Lo sviluppo della navigabilità nel territorio dei Navigli

La navigabilità dei Navigli

Il tema della navigazione nelle acque interne della Lombardia è, di competenza primaria della Direzione Generale Infrastrutture e Mobilità della Regione. Per la sistemazione specifica dell'ecosistema dei navigli, il Master Plan Navigli nella sua natura molto operativa di selezione e di progettazione di opere di breve periodo si è preoccupato di scegliere quali potevano essere gli interventi cantierabili nel prossimo biennio.

Si è quindi proceduto per piccoli passi al fine di creare le premesse per l'attivazione di alcuni tratti agibili a breve, senza con questo rinunciare a scenari aventi prospettive di più lunga durata.
In quest'ottica si sono identificati i seguenti tratti di navigabilità per i quali si è dato corso ad una progettazione che formasse le premesse per la loro attivazione.

Tratto da Abbiategrasso a Castelletto di Cuggiono

Rappresenta come è noto uno dei tratti più affascinanti dell'intero ecosistema dei navigli per la presenza di splendide ville, palazzi ed edifici storici, di monasteri, (come quello di grande pregio di Bernate Ticino), di centri storici in stretta adiacenza con i Navigli (come quelli di Cassinetta di Lugagnano, di Robecco di Boffalora e di Bernate), di emergenze naturalistiche importanti nell'ambito del Parco del Ticino. Va detto a proposito del tratto di cui stiamo parlando che la Regione Lombardia ha posto significative premesse per una fruizione qualificata di questo tratto con una serie di interventi e di contributi per il restauro, la riabilitazione di siti, manufatti spondali ed edifici di pregio sia attraverso i finanziamenti della l.r. 31/96, sia mediante più recenti convenzioni con i Comuni che utilizzano fondi della D.G. Opere Pubbliche resi disponibili per interventi tuttora in corso.

La verifica delle precondizioni per attivare la navigabilità di questo tratto di 18 chilometri è partita dal coinvolgimento attivo degli otto comuni interessati e da alcune valutazioni di fattibilità.

Nel tratto in questione è stata progettata una rete di approdi che rappresenta uno dei cardini della navigabilità. Questa progettazione è stata sviluppata con un'interlocuzione con i Comuni per valutare le localizzazioni più idonee per la presenza di spazi a terra, possibilità di creare centri d'interscambio con altre modalità (veicolare a motore, ciclabile, ferroviaria) individuando quindi idonee aree di parcheggio. Le località previste per gli approdi sono: Abbiategrasso, Cassinetta di Lugagnano, Robecco sul Naviglio, Pontevecchio di Magenta, Boffalora Ticino, Bernate Ticino e Castelletto di Cuggiono.

In particolare le località di Abbiategrasso e Castelletto di Cuggiono sono state considerate come terminal meridionale e settentrionale del percorso nautico e pertanto sono state previste dotate di pontili. Mentre le altre cinque località intermedie sono state valutate come sedi di attracchi di tipo fisso.

Questi attracchi intermedi sono stati previsti costituiti dall'infissione in alveo di pali di castagno o rovere sporgenti circa un metro dalla riva fissati con cravatte di acciaio alla muratura della banchina.

Risulta evidente che il ripristino della navigabilità può essere turisticamente tanto più interessante e imprenditorialmente praticabile quanto maggiore è la fruibilità delle risorse che quel tratto di Naviglio è in grado di mettere a disposizione.

Va sottolineato peraltro che nel tratto in questione risulta visivamente apprezzabile dal natante medesimo un buon numero di edifici di grande pregio e un quadro ambientale di notevole qualificazione paesistica rappresentato dal ricco sistema vegetazionale. Presenze che fanno da corona al tratto di percorso nautico del Naviglio Grande in esame o a quello ciclopedonale delle alzaie corrispondenti.

Tratto fra la Darsena di Milano ed il ponte a raso di Assago

La praticabilità di tale percorso nautico è determinata da due progetti di recupero/riuso. Il primo è quello della Conchetta sita all'altezza di Via Darwin. Il secondo è quello della Conca Fallata in località Chiesa Rossa all'altezza di Via Boifava.

Il primo progetto è totalmente finanziato dalla Regione per circa 500.000 €, si ritiene di affrontare entro fine anno il progetto esecutivo e si ritiene potrà essere realizzato entro la fine del 2004. Il secondo è cofinanziato dalla Regione e dall'AEM.

Per questo secondo progetto si ritiene sarà approntato entro metà 2004 il progetto esecutivo e si presume che i lavori possano essere conclusi per l'asciutta del 2005.

Con tali interventi, che si presume possano avere interesse prevalentemente didattico, in quanto potranno consentire visite guidate di scolaresche interessate a conoscere il funzionamento di conche di navigazione si potranno percorrere circa 9 km fino ad Assago dove il ponte a raso di Milano Fiori inibisce il proseguimento.

Va detto che all'altezza di Cascina Vernina al confine fra Milano e Assago un allargamento del Naviglio potrebbe consentire a imbarcazioni di limitate dimensioni un'inversione di marcia.

Ipotesi di ripristino della navigabilità nella città di Pavia fra il fiume Ticino e l'ultimo tratto del Naviglio Pavese

Le opere di ripristino della navigabilità nella città di Pavia fra il Ticino e l'ultimo tratto del Naviglio Pavese consentirebbero ai natanti che già praticano la navigazione sul fiume nei pressi della città di Pavia (che offre la possibilità di fruire di visioni di posti suggestivi come quello attorno al Ponte Vecchio) di diversificare il loro percorso praticando anche l'ultimo tratto del Naviglio Pavese.

Quest'ultima possibilità consentirebbe di apprezzare un luogo di grande fascino ambientale come quello dell'area del Confluente, nonché un paesaggio urbano di pregio nelle cui prossimità si trovano il Collegio Borromeo, San Luca e poco più distante San Michele e di sperimentare l'uso didatticamente interessante delle conche.

Il percorso richiede alcuni interventi idraulici rappresentati dalla necessità di realizzare una doppia conca. La prima nuova e la seconda di recupero della Conca immediatamente a monte per arrivare allo specchio d'acqua della Darsena di Pavia, lunga circa 550 metri. Attuata la doppia conca la realizzazione di un approdo attrezzato sulle strutture della Darsena consentirebbe l'accesso diretto alla città immediatamente prima del ponte di Via Cremona in località chiamata Porta Garibaldi.

Il costo di questi interventi potrebbe aggirarsi fra il milione e mezzo e i due milioni di euro, una cifra consistente, ma certamente di gran lunga inferiore a quella che richiederebbe il sistema degli interventi di recupero della navigabilità nel tratto fra Pavia e la Certosa. Questo tratto comporta infatti interventi su quattro ponti e tre conche e richiederebbe (oltre ad altri problemi di infrastrutture viabilistiche che qui non affrontiamo) investimenti più che tripli di quelli stimati nel tratto precedente.

Considerazioni sulla navigabilità nella tratta Abbiategrasso -Turbigo (Motonavi Andes Negrini)

Le caratteristiche del natante per la tratta considerata

Dai numerosi sopralluoghi effettuati si sono rilevate alcune criticità emergenti nel tratto in questione

  1. forte velocità della corrente (oltre 2m/s),
  2. limitato tirante d'acqua,
  3. limitatissimi tiranti d'aria (inferiori ai 3m) presentati da alcuni ponti storici.

Dette criticità costituiscono vincoli necessari alle dimensioni ed alle caratteristiche dello scafo, adatto al trasporto di persone a scopo turistico per una navigazione a domanda e cioè non di linea, che dovrebbe presentare i seguenti requisiti:

  • lunghezza 15m,
  • larghezza 4m,
  • altezza di costruzione 1m,
  • propulsione 2 motori di 180KW con elica di manovra prodiera,
  • passeggeri trasportabili 55 più 2 di equipaggio (capitano più marinaio guida),
  • materiali di costruzione lega leggera di alluminio.

L'adozione della lega leggera d'alluminio per la costruzione del battello, assicura la necessaria consistenza e sicurezza intrinseca, tipica del materiale metallico, unita alla leggerezza che limiterà il pescaggio del battello, elemento critico che può compromettere, forse più di ogni altra limitazione, l'operatività del natante. Inoltre, tale materiale non necessita di manutenzioni successive.

Il natante sarà essenzialmente suddiviso in tre vani principali:

  • castello prodiero dotato di paratie di collisione;
  • sala passeggeri a centro nave. con postazione di pilotaggio all'estremità verso prua;
  • sala macchine poppiera.

La sala passeggeri sarà realizzata in cassero con appoggio del piano di calpestio della sala direttamente sulle ordinate di scafo, al fine di contenere al minimo lo sviluppo verticale della sovrastruttura.

Il sistema di propulsione sarà affidato a due eliche intubate (alloggiate in tubi Kort), azionate da affidabili motori diesel con interposto invertitore/riduttore ad innesto idraulico.

E' da escludere nel modo più fermo l'adozione di propulsione a jet, considerata la pur modesta quantità di materiale in fluitazione che si rivelerebbe letale nel compromettere tale sistema di propulsione, già gravato da scadenti rendimenti, specie alle basse velocità.

Il governo sarà affidato a due timoni poppieri ad azionamento idraulico ed elica di manovra prodiera.
Pescaggio massimo presunto del natante in ordine di marcia (full tank e full passengers), stimato in 0,80 mt.

Lo scafo sarà del tipo monocarena e dovrà prevedere un forte slancio prodiero con parte cilindrica dotata di leggera stellatura, con ginocchio a spigolo vivo.

Si esclude già in sede di studio preliminare l'adozione di carene multiscafo (catamarani, trimarani ecc.) in quanto "barche dure" nel governo e come tali, poco adatte agli spazi ristretti di cui il Navigli dispone, considerata la grande resistenza che gli stessi presentano ai cambiamenti direzionali, dati i piani di deriva multipli che si oppongono alle manovre evolutive.

La limitazione dello scarroccio prodiero, è ottenuta con la presenza di una modesta pinna in carena, ove potrà essere alloggiata l'elica di manovra.

 

Ipotesi di attivazione di un'impresa di navigazione turistica idonea al percorso
sul Naviglio Grande Abbiategrasso-Turbigo


materiali

Le considerazioni svolte partono dai presupposti di disponibilità di uno sponsor per il completo finanziamento del natante e della realizzazione da parte degli Enti Pubblici delle Infrastrutture necessarie (approdi, darsene, approdi, ecc.).

a) L'opportunità turistica

Il tratto del Naviglio Grande, Abbiategrasso - Turbigo, è senz'altro interessante da un punto di vista turistico, non solo perché è un tratto navigabile, già da ora con un mezzo appropriato, ma perché vede come ulteriore motivazione alla visita:

  • numerose emergenze storiche e naturalistiche di grande valore,
  • un paesaggio senz'altro pregevole e mutevole nelle stagioni,
  • una storia che si legge durante l'intero percorso, attraverso la sovrapposizione di architetture residenziali e industriali, campagna e parchi, cave e canali di derivazione, ecc.,
  • il punto di visuale del panorama dall'imbarcazione sarà a sua volta elemento di forte motivazione, equivalente, come valore, al paesaggio e alla stessa esperienza di navigazione/vita di bordo,
  • un sistema di accessi e approdi praticabili in tempi relativamente brevi.

Sia durante la navigazione, che durante le visite a terra, gli ospiti saranno sempre intrattenuti e accompagnati da personale specializzato, capace di guidare - animare - controllare ogni momento di visita.

Anche i diversi imprenditori che forniranno i relativi servizi (ristorazione, bar, trasporto, alloggio, commercio, ecc.) dovranno essere coinvolti, in particolare nel piano di marketing strategico e nell'organizzazione tecnica dell'offerta.

A questa vasta platea di protagonisti vanno aggiunti, con il ruolo che gli è proprio, gli Enti gestori di Parchi, Ville, oltre, naturalmente, le Amministrazioni locali e gli Enti pubblici e privati di promozione turistica.

Cominciando a sgombrare il tavolo da idee che non sono realizzabili, se non in tempi oggi indeterminabili, va detto che ogni attività diversa dall'escursionismo nautico collettivo è fuori luogo: sia l'house boat, che il turismo da diporto, sono improponibili essenzialmente per motivi logistici, strutturali, commerciali, economici. Analogamente, nella stessa misura e per gli stessi motivi, è da escludere qualsiasi attività crocieristica fluviale, con ciò intendendo l'uso di imbarcazioni che offrono anche il pernottamento. Da ultimo sono da evitare chiatte ormeggiate stabilmente, dedicate ad attività ristorative - ricreative, ciò per evidenti motivi di contesto storico e paesaggistico, oltre che naturalistico.

L'unica attività nautica possibile è quella di escursionismo nautico collettivo: la motonave e/o bateau mouche.
Se ciò che è possibile è l'escursionismo nautico, ecco che il mercato della domanda cui ci rivolgeremo non sarà eminentemente quello di largo raggio, ma quello proprio di un'offerta turistica di breve durata di fruizione:

  • clientela di prossimità, sia individuale, ma soprattutto formata da gruppi pre-costituiti,
  • agenzie di viaggio / tour operator / aziende cui offrire escursioni in combinazione al soggiorno e altre offerte motivazionali (luoghi storici, fiere, congressi, ecc.), ad integrazione del pacchetto turistico.

Altra limitazione oggettiva, allo stato attuale, è data dal numero delle motonavi che possono percorre il tratto di Naviglio in esame: al massimo un'imbarcazione.

Ulteriore limitazione oggettiva, è determinata dall'ampiezza del Naviglio, che riduce la manovrabilità, tanto da impedire per la più parte del percorso la manovra di inversione di marcia, con ciò limitando anche il numero e durata delle corse; in pratica è possibile, al massimo, una corsa lunga (Abbiategrasso-Bernate o Castelletto e ritorno) ed una corsa breve.

L'impatto ambientale di una tale attività, che può essere svolta, per motivi idrodinamici, soltanto con un mezzo a propulsione diesel, appare relativamente modesto, comunque da monitorare costantemente.

b) L'entità della domanda

La clientela teorica limitata per età, condizione sociale, economica, culturale e propensione al viaggio, a 6 milioni di utenti è più che sufficiente a soddisfare l'offerta di un natante e va calibrata da un piano di marketing territoriale che possa evitare ogni effetto congestionante.

c) Contenuti dell'offerta

L'accompagnamento turistico sarà realizzato con guide professionali e multidisciplinari, esperte e capaci di comunicare/animare i turisti (tenendo ben presente l'età e la cultura degli stessi) sui diversi temi: ambientali, idraulici, storici locali.

L'accompagnatore, presente a bordo in tutte le tratte navigate, rappresenterà un costo contenuto nel prezzo del biglietto, mentre può determinare un prezzo supplementare in caso di accompagnamento a terra.

Si prevede che dal lunedì al venerdì si realizzino esclusivamente escursioni lunghe, con un tasso di copertura dei posti limitato; il sabato alle escursioni lunghe si aggiunge una seconda corsa breve, entrambe con un tasso medio di copertura; la domenica ed i festivi la proposta prevede l'escursione lunga, con accompagnamento a terra e pranzo in ristorante tipico convenzionato.

  1. Sono state prefigurate le tariffe proponibili e sono stati pure individuati gli investimenti nelle attrezzature necessarie: n. 2 chioschi info-point ai capolinea,
  2. attrezzatura minima d'ufficio e di arredo dei chioschi suddetti quali computer e stampanti portatili, linea telefonica/fax, mobili, ecc.
  3. n. 1 macchina biglietteria portatile e omologata.
    Il dimensionamento dell'utenza ipotizzabile è stato quantificato in 10.000 visitatori annui e in oltre 1500 copert
Esperienze estere di organizzazione, gestione e fruizione
delle vie navigabili interne
I casi inglese e francese

Il sistema francese

La scelta di concentrarsi sulle modalità di gestione delle reti di navigazione interne francese ed inglese, deriva dal loro carattere rappresentativo di due modalità contrapposte di fruizione e dal fatto che costituiscono tipologie imprescindibili di riferimento per le modalità di fruizione intermedie come quella tedesca o belga.

Il sistema francese si fonda sul presupposto ideologico del carattere "istituzionale" della rete delle acque interne; essa appartiene fino in fondo al sistema del trasporto pubblico francese, come le autostrade, gli aeroporti,etc. e viene quindi organizzato e gestito secondo modalità simili a quelle delle reti maggiori dello stato. Ne consegue che la navigazione sulle Voies Navigables Francesi è rigorosamente regolamentata. La dichiarazione preventiva secondo cui ogni persona può costruirsi il viaggio in assoluta libertà e secondo i propri interessi diportistici e culturali, va intesa strettamente all'interno di un sistema di vincoli, conoscenze e regole molto stringente.

Si comincia dall'acquisto obbligatorio di una "vignette" e dal pagamento di un pedaggio, il cui costo varia non solo secondo le caratteristiche dell'imbarcazione, ma anche del tempo di fruizione della rete - il che obbliga ad una predeterminazione della durata del viaggio. Mentre occorre poi rivolgersi alle sedi decentrate della "Commissione di sorveglianza" sui vincoli e le potenzialità dei diversi corsi d'acqua che si intendono percorrere. La normativa riguarda la priorità al traffico mercantile e commerciale, il rispetto delle procedure, dei sorpassi, della navigazione in ore serali, delle dotazioni di bordo, delle zone autorizzate alla balneazione e sport nautici, del passaggio delle chiuse.

Sono state attivate partnership fra VNF ed Enti Locali per la valorizzazione delle alzaie e lo sviluppo di attività ricreative (es. escursionismo, eco-turismo, riscoperta culturale).

Il sistema di regole inizia dall'acquisto obbligatorio di una "vignette" e dal pagamento di un pedaggio, il cui costo varia non solo secondo le caratteristiche dell'imbarcazione, ma anche del tempo di fruizione della rete - il che obbliga ad una predeterminazione della durata del viaggio. Sono state create numerose vie verdi per ciclismo, pattinaggio, escursionismo, eco-turismo, riscoperta culturale. Con riferimento ai rapporti tra navigazione e offerta territoriale va rilevato che:

  • la maggior parte dei servizi di mobilità (equitazione, biciclette, scooters, ecc.) costituiscono un pacchetto che può essere acquistato preventivamente, e che quindi ricade nel concetto dell'offerta aggregata di cui si è parlato in precedenza;
  • molte altre opportunità di tipo culturale (escursioni ai beni culturali del territorio, visita ai musei diffusi, ecc.) segnalate nel contesto della presentazione dell'offerta di navigazione complessiva, sono certo fruibili direttamente e individualmente sul posto, ma più spesso inseriti in "circuiti" che favoriscono - organizzativamente, ma anche finanziariamente - un percorso di fruizione predeterminato e sostenuto da una politica di "offerte" che rendono praticamente "irresistibile" la fruizione collettiva.
    Va anche detto che, nonostante l'esistenza di una fitta rete di mappe, carte, dépliants, guide turistiche etc. la presentazione di un'informazione essenziale, e concentrata, di tale rete di beni territoriali diffusi, contribuisce non poco alla messa in atto del sistema di fruizione collettiva e controllata di tali beni.
    La rete navigabile francese è costituita da circa 8.500 km di canali e fiumi navigabli e da 1.865 conche.
    Nel panorama Europeo, la Francia è sicuramente la nazione che più si è adoperata per lo sviluppo della navigazione da diporto.

La gestione delle vie navigabili in Francia

Nel 1991, la gestione dell'80% della rete idroviaria francese è stata affidata a Voies Navigables de France, un'istituzione pubblica a carattere industriale e commerciale, subentrata all'Office National de la Navigation. Il nuovo Ente è incaricato della manutenzione, della modernizzazione, dello sviluppo e dell'ampliamento della rete fluviale.

Sotto la tutela del Ministero dei Trasporti, l'Ente esercita le sue mansioni in conformità alle linee politiche del Governo.

Le principali competenze attribuite dallo Stato a VNF sono:

  1. gestione, manutenzione, sviluppo dei 6700 km di canali e di fiumi della rete navigabile francese (di cui 1760 a grande portata);
  2. gestione degli 80.000 ettari del demanio pubblico fluviale che costeggiano le vie navigabili;
  3. valorizzazione del patrimonio idroviario (chiuse, dighe, rive, terreni, case dei guardiani di chiusa, ponti, canali, ecc.)
  4. partecipazione alla politica dell'ambiente, sistemazione del territorio, in collaborazione con le comunità territoriali
  5. realizzazione di nuove infrastrutture in linea con le prospettive europee;
  6. incentivazione della ricerca per lo sviluppo delle vie navigabili, al fine di permettere un più completo sfruttamento del sistema;
  7. promozione delle vie d'acqua e sensibilizzazione presso il pubblico, con particolare riguardo al riconoscimento delle molteplici possibilità di fruizione del sistema.

La struttura organizzativa di VNF

Tra i funzionari dei servizi di navigazione e quelli delle direzioni dipartimentali, VNF conta su un totale di 6.000 addetti, che mettono le loro competenze ingegneristiche, tecniche, commerciali, gestionali a servizio dello sviluppo delle vie navigabili.

Per venire incontro alle esigenze dell'utenza e migliorare il servizio offerto, - in seguito ad un'inchiesta condotta su più di 7000 proprietari di imbarcazioni da diporto - nel 1995 VNF ha lanciato l'operazione "500 Punti di Servizio per il Diporto", una rete di punti di approdo dotati di servizi di particolare livello per migliorare le condizioni di sicurezza e di confort nel superamento delle "barriere" alla navigazione (approdi supplementari, punti di sosta ai bordi delle chiuse, sistemazione e aumento del numero di scale, ecc). L'operazione prevede, inoltre, la messa in opera di un gran numero di micro-impianti (punti di distribuzione dell'acqua potabile, di raccolta dei rifiuti, aree di accoglienza attrezzate, ecc...).

Un esempio lampante è Port-Colombiers, situato a metà del Canal du Midi: qui, oltre all'attracco per i battelli, si trovano servizi particolarmente attraenti per i turisti, come negozi, teatro all'aperto, realizzati nel pieno rispetto della tipica architettura locale. Ma tutto il percorso è costituito da un'offerta continua di piccoli porti, attracchi ed "espaces nature" (luoghi ombreggiati dove è facile accostarsi e scendere a terra) che rendono piacevole e interessante il viaggio.

La recente decisione dell'Unesco di inserire il Canal du Midi nel Patrimonio mondiale dell'Umanità ha premiato la lungimiranza francese e il profondo rispetto che questo Paese dimostra per l'ambiente naturale e umano. Tale riconoscimento permette inoltre di usufruire di un finanziamento permanente per la gestione ordinaria del canale e dei beni culturali inerenti.

La relazione riporta un esempio di costruzione on-line di un itinerario nautico con tutte le informazioni e le situazioni per il viaggio relative, nonché un esempio di redazione di una guida tipo delle VNF per la fruizione di un canale navigabile.

Il sistema inglese

Il principio fondamentale della gestione del sistema di navigazione britannico è quello della ricerca delle compatibilità all'interno della rete dell'associazionismo diffuso, che costituisce la base culturale del consenso sociale in Gran Bretagna, a partire dalla struttura stessa del principale organismo di gestione, la Association of Inland Navigation Authorities (AINA), una corporazione comprendente 27 Autorità di Navigazione del Regno Unito, e che gestisce un totale di 5.000 km delle vie di navigazione interna.

L'AINA è stata creata nel 1996, con un forte impulso del Governo, per fornire una voce unica sulla questione della gestione delle vie navigabili.

L'obiettivo dell'Associazione è di facilitare la gestione e il mantenimento delle vie navigabili interne in quanto risorsa economica, ambientale, culturale e sociale ed in particolare:

  • Costituire un forum di confronto per lo scambio di competenze e di informazioni;
  • Assicurare investimenti adeguati per le vie navigabili interne;
  • Promuovere la coscienza pubblica sul valore e il potenziale delle vie navigabili interne, per favorire il loro sviluppo e la loro conservazione;
  • Accrescere il valore attrattivo e la qualità delle vie navigabili interne;
  • Rappresentare le opinioni dell'Associazione di fronte al Governo, all'Unione Europea, alle Agenzie legalmente costituite, ecc.;

Coordinare, nel contesto di una strategia nazionale, le attività, le aspirazioni e i progetti delle Autorità di Navigazione delle vie navigabili interne, così da sfruttare al meglio il potenziale del loro ruolo.
Più specificamente l'AINA persegue finalità di:

  • Svago e ricreazione. Ottimizzare l'uso delle vie navigabili interne per una varietà di attività ricreative e soprattutto per la navigazione;
  • Turismo e attività commerciali. Sviluppare il contributo economico e sociale che le vie navigabili apportano al turismo sostenibile; favorire lo sviluppo dei commerci sorti in prossimità dei corsi d'acqua;
  • Patrimonio edificato e ambiente storico. Proteggere e valorizzare il patrimonio delle vie navigabili in qualità di ambiente in cui vivere e lavorare, accessibile a chiunque;
  • Ambiente naturale. Riconoscere, conservare e valorizzare, la biodiversità, la qualità del paesaggio, gli habitats naturali che caratterizzano le vie navigabili interne.;
  • Risorsa idrica. In un contesto caratterizzato dal cambio climatico e dalla sempre più pressante domanda d'acqua, elaborare un Piano Strategico per la conservazione e l'uso dell'acqua, che tenga in conto dei doveri e delle possibilità dei soci;
  • Restauro delle vie navigabili. Assistere operativamente i membri dell'AINA e gli addetti del settore del volontariato, affinché seguano le migliori strategie per il restauro e la gestione delle vie navigabili. A questo scopo, il Rapporto dell'IWAAC sulle priorità del restauro è considerato un riferimento valido e deve essere utilizzato come guida per il futuro
  • Proprietà e accesso. Assistere i membri dell'associazione al fine di identificare la strategia migliore per gestire il proprio patrimonio, fornire servizi adeguati alla navigazione e garantire un consistente accesso del pubblico, compatibile con la sicurezza e i vincoli ambientali.

Tra le più importanti Autorità di Navigazione del Regno Unito, coordinate dall'AINA, vi sono la British Waterways, la Environment Agency e la Broads Authority; includono rappresentanze dei Parchi nazionali e associazioni ambientaliste come il National Trust. Il riferimento normativo unico è il White Paper (il Libro Bianco del Governo in materia di vie navigabili).

La British Waterways, gestisce una rete di 3200Km di canali e fiumi navigabili in Inghilterra, Scozia e Galles. La strategia adottata è quella di ricorrere alle migliori e più moderne tecniche imprenditoriali per conservare il patrimonio, l'ambiente e le tradizioni che caratterizzano il contesto delle vie navigabili. La BW è proprietaria e gestisce un grande patrimonio edificato lungo i corsi d'acqua di tutto il paese. La rete della BW è utilizzato ogni anno da 10 milioni di persone per visitare il patrimonio storico, navigare, pescare, godersi la campagna, muoversi in bicicletta.

La BW si avvale della collaborazione di Enti pubblici, privati e associazioni di volontariato. BW è responsabile di 2800 beni culturali vincolati, 100 luoghi di speciale interesse scientifico e 1000 siti protetti. Numerosi volontari sostengono le iniziative di recupero e manutenzione dei beni. La sola industria del noleggio delle imbarcazioni attrae ogni anno 250.000 clienti.

Anche per il sistema inglese la ricerca produce un esempio di costruzione on-line di un itinerario; descrive le attività di gestione del restauro dei canali; specifica le attività turistico ricreative sui canali e illustra un esempio di redazione di una guida tipo per la fruizione del canale.

La ricerca relativa alla competenza 10 ha inoltre contribuito a sviluppare l'itinerario di partecipazione al progetto Interreg III C (Inclusive Waterways) che ha come capofila la Birmingham City Council (British Waterways).

 

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