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Assetto idrogeologico e bilancio idrico

Assetto idrogeologico
 

 

1. I problemi analizzati

Per il tematismo in argomento si è ritenuto di dar conto di questi tre aspetti:

  1. Caratterizzazione idrogeologica del territorio sotteso daiNavigli, con particolare riferimento alla minima soggiacenza della falda libera negli ultimi anni;
  2. Verifica della possibile interferenza tra il fondo dei Navigli e la fascia di oscillazione della falda libera superficiale nei tratti dei Navigli sui terreni di ridotta soggiacenza;
  3. Evidenziazione e analisi delle condizioni di criticità dell'assetto idrogeologico del Sistema Navigli.

La ridotta soggiacenza di falda costituisce elemento di criticità nei confronti del Naviglio Grande, del Naviglio di Bereguardo e del Naviglio Pavese ed ha suggerito di valutare le possibili interferenze fra la base di tali navigli e le zone di oscillazione della falda freatica. Infatti possibili vicinanze o tangenze delle strutture dei manufatti con la superficie di falda potrebbe essere concausa di riduzione delle caratteristiche meccaniche di stabilità del manufatto stesso. Per il Naviglio Martesana non sussistono invece problemi di interferenza e di criticità

2. Le situazioni di più rilevante criticità

La valutazione dei profili dei canali e le ricerche sul sistema dei pozzi esistenti in prossimità dei Navigli ha permesso di esprimere le seguenti considerazioni:

Naviglio Grande
L'incrocio dei profili dei canali e di quelli della falda visualizza chiaramente che per quasi tutto il tratto da Turbigo fino a Trezzano (circa 32 Km pari al 78% dell'intero Naviglio) il rapporto falda - Naviglio sia di massima criticità, superando spesso, le quote di falda, le quote di fondo Naviglio (da Turbigo a Bernate e da Magenta ad Albairate) e solo dopo Trezzano si rilevano situazioni di tranquillità. La criticità si manifesta più evidente nei mesi estivi per la stretta connessione tra livelli di acque superficiali e sotterranee.

Naviglio Pavese
Nella Provincia di Milano il livello di falda massimo ed il fondo del Naviglio Pavese mantengono una distanza sempre superiore ai 2m, raggiungendo addirittura 10m al confine con la Provincia di Pavia.

In Provincia di Pavia il livello di falda si pone molto prossima al fondo del canale denunciando tratti di criticità nei Comuni di Casorate Primo, Motta Visconti e Bereguardo.

I problemi di interferenza specie nei mesi estivi potrebbero al limite provocare o cedimenti delle pareti del canale o cessione di acqua della falda del Naviglio (o viceversa) con possibili inquinamenti derivanti da tali contaminazioni. In relazione ad uno sviluppo futuro della fruizione dei navigli sarà pertanto opportuno:

  • effettuare più dettagliate indagini sullo stato dell'opera, controllando i piezometrici nell'intorno con frequenze mensili;
  • effettuare rilevazioni sul tipo e spessore del fondo del canale;
  • monitorare con pozzetti-spia eventuali scambi di acque tra Naviglio e falda, verificando la qualità delle due acque con analisi chimiche;
  • tenere sotto controllo nei periodi di asciutta lo stato delle sponde e del fondo;
  • effettuare interventi manutentivi e di impermeabilizzazione dove sia compromessa la stabilità o l'isolamento dei canali.

D'altra parte riscontrando forti elementi di dubbio nell'assunzione di dati idrogeologici dalla carta della Provincia di Pavia nel settore territoriale interessato dal Naviglio di Bereguardo, la criticità di questo Naviglio andrebbe riferita alla luce di dati idrogeologici più certi.

 
 
Relazione finale
Valori di soggiacenza nei pozzi monitorati dal SIF nel periodo 1977-2003 per i Navigli Grande, Pavese e Bereguardo
Appendici
 
 
Bilancio idrico

 

Sono state preliminarmente acquisite su supporto informatico i tracciati del Sistema con la localizzazione dei punti di presa e delle opere di regolazione (sfioratori e scaricatori) e con le relative caratteristiche di portata derivata e scaricata.
POiché questi dati (in assenza di sistemi adeguati di misurazione che fra breve saranno obbligatori per legge) utilizzano valori nominali, i valori effettivi sono noti solo a livello approssimativo e solo raramente sono oggetto di monitoraggio. In particolare nei punti di derivazione è nota la portata derivabile stabilita dalla concessione, anziché la portata effettivamente derivata. Le informazioni reperite o elaborate ai fini del bilancio idrico sono:

  • portata giornaliera immessa nei Navigli ai punti di derivazione,
  • interconnessioni con elementi della rete idrografica superficiale naturale ed artificiale,
  • posizione delle derivazioni dai Navigli verso la rete secondaria e relative portate nominali.

Il Sistema dei Navigli viene descritto per singolo ramo nelle caratteristiche di tracciato, di pendenza e sezione, di natura del rivestimento, nelle modalità di regolazione della portata attraverso gli scaricatori, nei livelli idrometrici, nelle portate derivate e immesse nel Naviglio, nelle derivazioni dal Naviglio, nelle caratteristiche della falda, nella valutazione della perdita.

Da tale ricognizione si evince che, sebbene il Sistema dei Navigli milanesi sia relativamente semplice da un punto di vista idrologico ed idraulico, risulta assai arduo tracciare un bilancio idrico sufficientemente affidabile. Ciò in quanto da un lato per le portate derivate dai due Fiumi (Ticino per il Naviglio Grande e Adda per il Naviglio Martesana) i sistemi di misura attualmente a disposizione risultano inidonei a fornire dati sufficientemente affidabili e inoltre il sistema di misura dei livelli e delle portate effettivamente derivate lungo le aste dei Navigli risulta inadeguato.

In effetti lungo i quattro Navigli sono stati posizionati numerosi idrometri, ma non sono in generale noti né lo zero idrometrico, né la scala delle portate con una manutenzione che rende spesso illeggibili le informazioni che dovrebbero essere fornite.

Poco indagato risulta anche il problema della valutazione delle perdite per infiltrazioni dal fondo e dalle sponde, così come quello delle interazioni tra i Navigli e la falda acquifera che in alcuni tratti sembrano influenzare significativamente le portate defluenti. In conclusione per una razionale gestione dell'intero Sistema Navigli sarebbe molto opportuno (per non dire necessario) potenziare la rete di monitoraggio delle variabili indispensabili per l'implementazione del bilancio idrico. Si precisa la necessità di aggiornare e potenziare la rete degli idrometri presenti lungo i Navigli predisponendo situazioni di rilevamento automatizzate.

Si propone inoltre di implementare un monitoraggio periodico delle portate effettivamente derivate dai numerosi canali derivatori ed effettuare indagini per valutare l'entità sia delle perdite per infiltrazione, sia dell'interazione tra Navigli e falda. Allo scopo sono stati attivati rapporti sia con il Consorzio di bonifica Villoresi sia con Società di fibre ottiche per impostare il problema della citata informatizzazione dei dati idrici e per valutarne la fattibilità.

Relazione finale
 
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