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Bilancio ambientale

 
 
ARIA
SUOLO
 
 
ACQUA
 


Relazione finale

Al bilancio delle risorse idriche del Sistema Navigli contribuiscono oltre ai fiumi (Olona, Seveso, Lambro) ed ai torrenti (Molgora, Trobbia, Rio Vallone), i canali artificiali, i fontanili ed i pozzi irrigui.

Il Sistema dei Navigli lombardi si articola in bacini idraulico agrari. Il metodo irriguo prevalente dei terreni è rappresentata ai metodi di irrigazione tradizionale con particolare riferimento allo scorrimento superficiale, ma sono pure presenti vaste superfici irrigate per sommersione e alcune servite per aspirazione e micro-irrigazione.

Le qualità delle acque superficiali (sulla base di monitoraggi effettuati dalla Provincia di Milano dal 1987 e dal 2000 dall'ARPA) è controllata da due stazioni di campionamento per il Naviglio Grande (Gaggiano e Turbigo), da tre stazioni per il Naviglio Pavese (Milano, Casarile e Pavia) e da tre stazioni per il Naviglio Martesana (Milano, Bellinzago lombardo e Trezzo sull'Adda).

Sul Naviglio Grande la stazione di Gaggiano denuncia uno stato qualitativo di naturale criticità, con valori dei parametri che non rispettano i limiti nell'86% dei casi.

I fenomeni d'inquinamento a Gaggiano sono dovuti essenzialmente a scarichi urbani (solo sporadicamente a scarichi industriali) ed in particolare ai coliformi totali, fecali ed ai tensioattivi con valori che superano i limiti nel 75% dei casi. Mentre a Turbigo per i coliformi totali si superano i limiti solo nel 25% dei casi e non vengono mai superati i fecali.

Per il Navigli Pavese nel passaggio all'ARPA è stata soppressa la stazione di rilevamento di Milano (Conca Fallata - che aveva visto superare i valori limite dei coli nel 70% dei casi) e sono rimaste quelle di Casarile e Pavia.
Per Casarile dall'anno 2000 sono stati rilevati campioni di coli oltre ai limiti nel 13% dei casi, mentre a Pavia nel 30% dei casi.

Nella Martesana i paramteri rilevati dalla Provincia di Milano per i coli eccedevano i limiti nel 50% dei prelievi per i totali e nel 70% dei fecali per la stazione di Milano, mentre per la stazione di Trezzo d'Adda i valori limite vengono superati solo in casi del tutto eccezionali.

In definitiva si può osservare che la rilevanza sistematica delle caratteristiche idrauliche abiotiche dei Navigli è ovunque scarsa con un'informazione del tutto carente riferita alle portate lungo il loro corso e su quelle circolanti nelle canalizzazioni derivate. Trascurato è il monitoraggio delle portate restituite dalla rete irrigua ai corpi idrici naturali.

Non ci sono studi aggiornati sull'efficienza del sistema di irrigazione alla luce dei mutamenti delle pratiche agronomiche.

La stessa qualità delle acque circolanti è monitorata in numero molto limitato di punti solo lungo i canali primari, mentre mancano informazioni sulla qualità delle acque circolanti nella rete dei derivatori.

Per le acque sotterranee sono state sviluppate negli ultimi anni conoscenze migliori anche se permangono incertezze per la presenza dei pozzi non censiti, per l'inadeguatezza del monitoraggio delle quote piezometriche, per l'insufficienza dei dati relativi alla qualità delle acque della falda più superficiale.

In conclusione i problemi più rilevanti riguardano: l'inadeguato livello di efficienza idraulica; gli oneri di esercizio quasi insopportabili per il settore agricolo; il deterioramento qualitativo (anche per l'incremento degli scarichi immessi nei canali) della risorsa idrica che può risultare non adeguato all'uso irriguo; gli effetti indesiderati dell'irrigazione sull'ambiente; la scarsissima efficienza della rete idraulica le cui perdite di adduzione sono ingenti; le possibili criticità idrogeologiche per scambi fra acque di superficie dei Navigli e acque sotterranee.

Si sono pertanto profilate alcune linee di intervento.

Con riferimento all'incremento dell'efficienza irrigua interventi sulle reti di adduzione e distribuzione anche se le spese per un riordino integrale potrebbero essere elevatissime, interventi sulle utenze irrigue (riordino utenze, riconversione dei materiali irrigui); interventi sulla gestione (razionalizzazione dei criteri di erogazione dell'acqua).

In particolare in un'ottica di multifunzionalità l'attuale assetto delle reti richiede una corretta valutazione dei diversi fabbisogni idrici. Sarebbe inoltre necessario, con riferimento alle diverse tipologie colturali ed alla valutazione delle portate minime da mantenere nei corsi d'acqua ad elevata valenza ambientale, una diffusione dei sistemi di telecontrollo e telecomando delle opere di regolazione.

Per quanto riguarda gli aspetti gestionali risulta fondamentale anche il controllo qualitativo delle acque (oltre che controllando i punti di immissione degli scarichi) anche mediante un più corretto uso delle sostanze nutrienti e fertilizzanti, controllando sia le acque utilizzate che quelle restituite anche mediante l'utilizzo di fasce vegetazionali per l'abbattimento di alcuni inquinanti (con particolare riferimento ai nitrati).

Con riferimento alla valorizzazione ambientale (stante l'accertato regresso delle specie floro-faunistiche) e l'insufficienza dello strumento delle aree protette occorre avviare una politica di reti ecologiche che trovino un supporto naturale nella rete dei corsi d'acqua equipaggiati appropriata vegetazione ripariale.

Infine con riferimento alla gestione delle reti s'impone una revisione dei criteri di riparto dei costi (di sviluppo, gestione e manutenzione della rete) tra i fruitori, individuando criteri oggettivi sulla base dell'entità del beneficio ricevuto nonché una maggiore efficacia della distribuzione tra i diversi usi che ha come presupposto l'adozione disistemi informatici di monitoraggio e di automazione degli organi di regolazione e di teletrasmissione e telecontrollo.

Tali procedure si accompagnano alla disponibilità di modelli matematici di simulazione sempre più affidabili.

ARIA

 

Si è in primo luogo sviluppata un'analisi che ha consentito d'individuare le principali criticità presenti nell'area dei Navigli per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico. I risultati ottenuti per i diversi inquinanti si possono così riassumere:

  • SO2: già da alcuni anni non rappresenta più un'emergenza, sia per la protezione della salute umana che per la protezione degli ecosistemi. I valori misurati nell'area milanese sono leggermente più alti rispetto al restodell'area, soprattutto a causa dell'uso del gasolio per il riscaldamento domestico, ma comunque rispettano i limiti di legge;
  • NOx: i valori presentano un calo a partire dagli anni '90, grazie soprattutto alla normativa più severa. Alcuni superamenti del livello di attenzione per l'NO2 si registrano nell'area milanese e nella stazione di Pavia;
  • CO: sono ormai rarissimi casi di superamento;
  • Ozono: è il principale tracciante dello smog fotochimico e rappresenta una delle effettive criticità dell'area in esame, in particolare nei mesi caldi. Il maggior numero di superi si verifica nelle aree verdi della città di Milano e nelle zone più tipicamente rurali;
  • PM10: esistono serie storiche molto limitate e questo non permette di individuare l'andamento storico; nel caso delle polveri fini i superi dei limiti si registrano in modo abbastanza diffuso su tutta la zona.

Pur nella difficoltà di individuare misure a scala locale per migliorare a scala locale le criticità segnalate (specie per il particolato fine e per l'inquinamento fotochimico) è possibile valutare alcuni scenari evolutivi delle principali sorgenti emissive specie per il traffico veicolare sui principali archi stradali (stimando il ricambio del parco autoveicolare nel prossimo quadriennio e valutando talune significative variazioni per alcuni composti organici volatili) e per le emissioni da riscaldamento civile (che possono essere ridotte usando combustibili con basso rapporto C/H o combustibili di origine vegetale).

In particolare la riduzione delle emissioni da riscaldamento civile (che nell'area dei Navigli contribuiscono in maniera significativa alle emissioni totali) può essere affrontata con:

  • una razionalizzazione della distribuzione del calore negli impianti centralizzati (contabilizzazione del calore, valvole termostatiche)
  • l'introduzione di nuove tecnologie di combustione a bassa emissione (sistemi attivi e passivi di riduzione delle temperature di fiamma, ricircolazione fumi, caldaie a tre giri di fumo)
  • l'utilizzo di tecnologie di miglioramento del rendimento (caldaie a condensazione)
  • una maggiore diffusione del teleriscaldamento da cogenerazione, da impianti di termoutilizzo dei rifiuti e biomasse
  • un aumento della percentuale di utilizzo di gas naturale nelle aree metanizzate
  • l'uso di combustibili alternativi (metano, olio combustibile a bassissimo tenore di zolfo, emulsioni di olio con acqua addittivata, biodiesel).
  • sistemi con pompe di calore che utilizzano l'acqua dei Navigli o della falda.

Si sono individuati tre scenari di riduzione dell'uso dei combustibili più inquinanti a favore del metano con riduzioni differenziate dell'uso di gasolio, olio combustibile e legno con le conseguenze di efficacia che ne derivano. Si sono poi sviluppate alcune proposte di interventi possibili da effettuare a livello locale come:

  • La realizzazione, completamento e miglioramento di piste ciclabili;
  • La messa a sistema della rete di mobilità ciclopedonale di immediata pertinenza dei Navigli
  • Interventi di realizzazione e sistemazione di greenways.
  • Il ripristino della navigabilità su alcuni tratti dei Navigli
  • La formazione di un nuovo grande bosco di pianura in Gaggiano.

Prescindendo dalle misure adottabili a scala superiore a quella locale riferibili agli inquinanti che destano maggiori preoccupazioni (particolato fine ed ozono) ma trascendenti le politiche disponibili per il Sistema dei Navigli, sono state individuate misure per mitigare l'inquinamento atmosferico riferibili alle emissioni da traffico , ai sistemi di riscaldamento degli immobili., alle greenways e piste ciclabili ed agli interventi di piantumazione e realizzazione di boschi.

Per il traffico le variazioni di emissioni sono riferibili al rinnovo del parco circolante, alla diminuzione del chilometraggio percorso, alla penetrazione di tecnologie meno inquinanti.

Per il riscaldamento è possibile adottare incentivi per migliorare le caratteristiche degli impianti termici , per l'utilizzo di teleriscaldamento, per adottare sistemi con pompe di calore utilizzando acqua dei Navigli o di falda.

La realizzazione di greenways e di piste ciclabili può incidere positivamente sulla qualità dell'aria come incentivo all'utilizzo di mezzi meno inquinanti specie realizzando reti integrate di percorsi aventi come dorsali i Navigli.
Del resto la vegetazione può svolgere un importante ruolo di mitigazione ambientale locale sia per gli effetti sul microclima, sia per la rimozione di sostanze inquinanti in particolare introducendo specifiche specie finalizzate alla riduzione di concentrazione di ozono (ciliegio, tiglio, gelso) e modificando il bilancio atmosferico del carbonio.

 

Relazione finale
Allegati
Scenari di rischio
Scenari di rischio
Tabelle di rischio
Parco regionale
Ozono
Max autorizzato
Max proposto
Medie autorizzato
Medie proposto
Uso del suolo
   
 
 
SUOLO

Relazione finale

La lettura delle informazioni desunte dalla cartografia pedologica e dalle altre basi informative ambientali prodotte dall'E.R.S.A.F. ha messo in particolare evidenza:

  • il valore produttivo dei terreni, basato sulla capacità d'uso dei suoli e sul loro uso reale. Tale indicatore è finalizzato alla valorizzazione delle risorse produttive;
  • la qualità ambientale dei suoli agricoli, desunta da elaborazioni che valutano sia gli aspetti qualificanti del contesto rurale interessato dai navigli, sia i fattori di disturbo, con l'obiettivo di fornire utili indicazioni per la pianificazione di iniziative di valorizzazione o di tutela finalizzate alla migliore gestione del territorio rurale;
  • l'entità dei rischi ecologici legati alle dinamiche idrologiche, valutata analizzando in particolare il comportamento e la capacità protettiva dei suoli in relazione sia all'idrologia di superficie (per individuare le aree maggiormente sensibili ai fattori d'inquinamento o soggette a rischi legati a possibili fenomeni di ristagno o di ruscellamento superficiale) sia all'idrologia profonda.

Le analisi si sono concentrate nell'ambito di otto Comuni: Abbiategrasso, Albairate, Boffalora s. Ticino, Gaggiano, Inzago, Morimondo, Robecco sul Naviglio, Zibido S. Giacomo.
Con riferimento al valore produttivo dei terreni, si è sottolineato quanto segue come si evince dalla cartografia che è stata fornita:

  • per il territorio di Boffalora i suoli migliori per fertilità agricola si situano ai margini della parte occidentale dell'abitato ad ovest del Naviglio Grande. Mentre i suoli del restante territorio sono caratterizzati da limitazioni molto severe delle colture,
  • per Robecco sul Naviglio i terreni più fertili sono localizzati a sud della frazione di Castellazzo ad est del Naviglio Grande,
  • per Abbiategrasso ed Albairate i suoli più fertili si situano ad est dell'abitato di Abbiategrasso in prossimità del Naviglio Grande,
  • per Morimondo i suoli più pregiati si trovano in prossimità di Cascina Fornace,
  • per Gaggiano si evidenziano come suoli più fertili quelli compresi fra S. Vitoe la cascina Bettolina lungo il Naviglio Grande,
  • per Zibido S. Giacomo ampi territori sono caratterizzati da suoli fertili salvo la parte nord fra Zibido e Badile
  • per Inzago i suoli sono omogeneamente caratterizzati da severe limitazioni colturali specie ai lati della S.S 525.

E' stata poi realizzata una Carta del Valore produttivo dei suoli sulla base del Metropolitan Landscape Planning Model da cui si evincono per i Comuni campionati la loro collocazione in termini di grado di produttività agricola.

Con riferimento alla qualità pedoambientale dei suoli agricoli si è prodotta una serie di cartografie tematiche d'analisi riferite ad un sistema di punteggi che consente di individuare le zone di particolare pregio per la qualità ambientale dei suoli fornendo utili valutazioni per pianificare l'iniziativa di valorizzazione e di tutela nelle diverse aree dei territori comunali analizzati.

Con riferimento ai rischi ecologici ed ambientali legati alle dinamiche idrologiche si sono messe in evidenza le aree potenzialmente soggette a fenomeni di ruscellamento superficiale per la limitata capacità di assorbimento dei suoli e quindi alle aree alluvionabili e passibili di fenomeni erosivi da parte delle acque superficiali.

E' stata poi prodotta una Carta dei rischi ambientali legati alle dinamiche dell'idrologia sotterranea e quindi alle aree con bassa capacità protettiva nei confronti delle acque profonde esposte all'infiltrazione di sostanze dannose.

Questo apparato cartografico ha consentito di evidenziare nei territori campione studiati le aree a maggior rischio di inondabilità o di permeabilità o rischio d'infiltrazione di elementi inquinanti nell'ambito delle dinamiche dell'idrologia profonda.

La lettura consente di ridurre o di prevenire i danni ambientali provocati da infiltrazioni indesiderate.

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