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Il secondo strumento per i Navigli che è venuto a maturazione
è quello che tiene conto della congerie di soggetti che hanno
attualmente competenze sui Navigli Lombardi. Questa situazione genera
confusione, sovrapposizione e incertezza di competenze e dequalificata
organizzazione gestionale del sistema. Per fornire una decisa inversione
di tendenza a tale situazione di "sofferenza" dei Navigli
è stata recentemente varata l'istituzione di un Ente unico per
i Navigli Lombardi (1), che ha precedenti illustri, ad esempio nell'Authority
del Tamigi, e che si struttura sotto forma di Società Consortile
che vede la partecipazione, oltre che della Regione, del Comune di Milano
(con cui è stato redatto un apposito Accordo di Programma), della
Provincia di Milano, del Comune e della Provincia di Pavia, del Consorzio
Villoresi e delle Camere di Commercio di Milano e di Pavia.
Ciò anche in relazione all'ipotesi di rilancio di una parziale
navigabilità del sistema individuando tratti prioritari da restituire
alla possibilità di fruizione nautica da diporto mediante adeguate
tipologie di natanti, anche da produrre ex novo, finalizzandoli alle
specificità dimensionali strutturali storico/architettoniche
e di battente idrico di cui i Navigli sono portatori ed animando un
processo di recupero della navigabilità realisticamente attuabile
per piccoli passi.
Mission della "Navigli lombardi s.c.a.r.l."
La frammentazione delle competenze sui Navigli ha fino ad oggi paralizzato
e reso estremamente difficoltoso qualsiasi tentativo per il recupero
di questo ecosistema.
Si è imposta quindi la necessità di un soggetto unico
di gestione per la salvaguardia, il recupero e la valorizzazione del
sistema dei Navigli lombardi (le aree territorialmente afferenti alle
aste dei Navigli Grande, Pavese, Martesana, di Bereguardo, e di Paderno),
che possa garantire un'efficace attuazione degli interventi programmati
nell'ambito del Master Plan Navigli, riconducendo ad un disegno unitario
la molteplicità degli usi attuali e potenziali. La Società
consortile non ha scopo di lucro e può svolgere - fatte salve
le competenze istituzionali dei soci consorziati - tutte le attività
tecniche, organizzative, amministrative e legali, utili per il perseguimento
della mission, quali ad esempio:
- il coordinamento funzionale allo svolgimento dei servizi realizzati
da parte dei soci consorziati per una progressiva integrazione delle
attività, nonché il superamento di sovrapposizioni nella
gestione degli interventi;
- la gestione delle attività relative al rilascio di concessioni
d'uso delle acque e delle aree demaniali dei Navigli ed alla riscossione
dei relativi canoni;
- il coordinamento dell'esecuzione delle opere di recupero e valorizzazione
dei Navigli;
- lo sviluppo di attività accessorie alla valorizzazione del
sistema dei Navigli, quali la gestione di sistemi informativi territoriali
o il coordinamento e la promozione di iniziative turistiche.
Soci fondatori e Capitale sociale
Il capitale sociale, di complessivi 100.000 Euro, è così
ripartito fra i soci fondatori:
- Regione Lombardia 30%;
- Comune di Milano, Provincia di Milano, Provincia di Pavia, Comune
di Pavia, Consorzio di bonifica Est-Ticino Villoresi, Camere di Commercio
di Milano e di Pavia, ciascuno rispettivamente 10%.
Successivamente alla costituzione della Società, la Regione
metterà a disposizione parte della sua quota (fino al 10%)
a favore degli altri 49 Comuni lambiti dai Navigli, a cui verrà
attribuita singolarmente una quota non superiore allo 0,2% del capitale
sociale.
In ogni caso le quote di partecipazione dei soci fondatori, sommate
alle quote degli altri 49 Comuni lambiti dai Navigli, non potranno mai
essere inferiori al 51% del capitale sociale.
Modalità di finanziamento della società
Per la fase di avvio (fino al 31 dicembre 2004), la Regione si impegna
ad erogare 300.000,00 Euro a copertura delle spese di gestione.
A partire dal 1° gennaio 2005, la Regione si impegna ad affidare
alla Società la riscossione di tutti i canoni di derivazione
di acque pubbliche e di polizia idraulica derivanti dal sistema dei
Navigli lombardi. I proventi dei canoni dovranno essere utilizzati nel
seguente modo: fino ad un massimo 500.000,00 Euro per le spese di gestione;
fino ad un massimo di 2.500.000,00 Euro per le spese di investimento
concordate dai soci. Qualora l'ammontare dei canoni idrici riscossi
dalla Società fosse superiore a 3.000.000,00 di Euro, l'eccedenza
dovrà essere versata alla Regione, mentre se fosse inferiore
a 3.000.000,00 di Euro, la Regione non dovrà versare alla Società
alcunché.
Tutti gli altri soci si impegnano a farsi carico delle eventuali spese
di gestione eccedenti i suddetti importi, sino ad un massimo di ulteriori
700.000,00 Euro, in proporzione alla rispettiva partecipazione al capitale
sociale.
(1)
La Società, denominata "Navigli lombardi s.c.a.r.l.",
è stata costituita il 30/12/2003
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