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A conclusione dei lavori che hanno impegnato il Politecnico di Milano
nella stesura del Master Plan dei Navigli ho ritenuto opportuno far
raccogliere in un CD l'intero progetto per una sua divulgazione tra
gli enti e le associazioni interessate. Dopo molti anni, con l'iniziativa del Master Plan assunta dal mio predecessore
Carlo Lio, la Regione Lombardia ha inteso avviare un processo di ricomposizione
delle competenze istituzionali (formazione della Navigli lombardi s.c.a.r.l.
s.r.l.) e finanziare significativi interventi per la difesa e la valorizzazione
dell'ecosistema dei cinque navigli lombardi: Naviglio Grande, Pavese,
di Bereguardo, Martesana e di Paderno. Non solo sono stati ripresi e attualizzati tutti gli studi e le indicazioni
accumulate nel tempo e vagliate dai gruppi di esperti e ricercatori
tecnico-scientifici, sotto il coordinamento del Politecnico di Milano,
ma si sono finanziate opere cantieristiche per oltre 21 milioni di €
Si è ricostituito un circuito virtuoso sul piano istituzionale
tra gli oltre cinquanta comuni dell'ecosistema, a partire dai comuni
capoluogo di Milano e Pavia, con le due amministrazioni provinciali
più direttamente coinvolte (MI e PV) e con le due Camere di commercio,
affidando al Consorzio Villoresi il compito di attore protagonista degli
interventi di sistemazione spondale e tecnico-costruttivi. Un forte impulso è stato dato ai temi del ripristino della navigabilità
con il finanziamento dei nuovi approdi in alcuni dei principali punti
di attracco dei mezzi di navigazione e a quelli più generali
che attengono allo sviluppo turistico e del marketing territoriale dei
Navigli. Desidero ringraziare, Carlo Lio per aver avviato questa importante
iniziativa della nostra regione, il direttore generale Dr. Ettore Bonalberti
e l'arch. Paolo Morazzoni ed il suo staff operativo, che hanno saputo
garantire all'assessorato la massima collaborazione e sottolineare l'entusiasmo
con cui hanno guidato la positiva esperienza del master plan, coordinata
dal ch.mo Prof Andrea Tosi del Politecnico di Milano. Un ringraziamento, infine, a tutti coloro che hanno partecipato all'elaborazione dei diversi progetti del master plan e, soprattutto, ai sindaci e ai rappresentanti delle istituzioni provinciali e delle camere di commercio che con la loro convinta adesione hanno permesso di portare in porto una straordinaria iniziativa che si pone in termini di modello di riferimento per altri interventi coordinati sul territorio della nostra Regione.
Assessore regionale
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Il primo è rappresentato dal Master Plan dei Navigli lombardi,
frutto di una convezione che ha visto da una parte la Regione Lombardia
attraverso la struttura Opere Pubbliche e dall'altra il Politecnico
di Milano che ha espresso il prof. Andrea Tosi come coordinatore e responsabile
scientifico. Di questo progetto conclusosi sei mesi or sono, la Giunta
Regionale ha preso atto positivamente con una delibera che assume la
relazione dell'Assessore Carlo Lio al termine dell'itinerario progettuale. Il secondo strumento per i Navigli anch'esso venuto a maturazione è
quello teso a fornire una risposta alla molteplicità di soggetti
che hanno detenuto a diverso titolo competenze sui Navigli Lombardi.
Questa situazione che ha generato inevitabili lunghezze burocratiche
esigeva una decisa inversione di tendenza; a tale scopo si è
istituito un Ente unico per i Navigli Lombardi che ha precedenti illustri,
ad esempio nell'Authority del Tamigi e che si struttura sotto forma
di Società Consortile ("Navigli Lombardi s.c.a.r.l."). Tale struttura vede la partecipazione, oltre che della Regione, del
Comune di Milano (con cui è stato siglato un apposito Accordo
di Programma) della Provincia di Milano, del Comune e della Provincia
di Pavia, del Consorzio Villoresi e delle Camere di Commercio di Milano
e di Pavia e della maggioranza dei Comuni territorialmente interessati
ai Navigli. Si sono in tal modo poste le premesse per una serie sistematica di
interventi sui manufatti d'interesse storico/architettonico, su infrastrutture
per la accessibilità nautica e ciclo-pedonale dei Navigli e per
riqualificare naturalisticamente ambienti naturali di pregio, che consentirà
di dare un volto nuovo ad un ecosistema che ha segnato profondamente
la storia del paesaggio agrario ed urbano del territorio lombardo e
che certo merita una fruizione ed una riappropriazione più adeguata
delle straordinarie risorse che possiede.
Direttore Generale
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Per dar corso a tale processo rivalorizzativo si è attuata una
convenzione fra Regione Lombardia e Politecnico di Milano per la redazione
del Master Plan dei Navigli Lombardi che rappresenta la cornice di riflessione
di tutto un sistema di competenze pluridisciplinari finalizzate ad individuare
gli interventi prioritari concreti da adottare per il riscatto dell'ecosistema
Navigli. Lo strumento ha quindi una valenza molto operativa e si contrappone
ad una visione generica e astratta o limitata ad interventi puntuali
non inseriti in una visione strategica, che ha rappresentato probabilmente
il limite delle precedenti ricerche e dei programmi elaborati per i
Navigli che si sono rivelati di non rilevante efficacia. La singolarità del lavoro che il Master Plan Navigli ha sviluppato
sta nell'esser riuscito a coinvolgere sul tema sia le diverse Direzioni
Generali regionali interessate al tema, sia una serie di competenze
del Politecnico, della Bocconi, della Università Statale di Milano
e di Pavia, nonché di far compartecipare alle scelte più
livelli di governo del territorio e di impegnarli per attivare una sussidiarietà
delle risorse economiche. La scelta degli interventi si appoggia sulla possibilità di
attivare una pluralità di sinergie per la fruibilità turistica/culturale/naturalistica/storico/architettonica
dei tratti di Naviglio selezionati garantendo importati effetti moltiplicatori
al processo di riqualificazione. D'altra parte oltre alla fruibilità nautica e ciclo-pedonale
delle straordinarie risorse dei Navigli ci si sta impegnando perché
anche gli spazi rurali di pertinenza (che appartengono nella quasi totalità
ai Parchi del Ticino, dell'Adda Nord ed al Parco Agricolo Sud Milano)
partecipino al processo di riabilitazione con politiche di rinaturalizzazione
delle campagne dove è pericolosamente progredita un'agricoltura
di monocolture ormai in pesante divorzio con l'ambiente. In particolare
si sono progettati interventi di fasce tampone boscate con funzioni
di riqualificazione paesistica, di miglioramento della qualità
del sistema minore delle acque e di produzione di biomassa da utilizzare
per generazione energetica innovativa. Si tratta pertanto, oltre che di un'operazione di restauro e riabilitazione di un sistema di manufatti di rilevanza storica del tutto eccezionale, di un vasto impegno per costruire una rete integrata di siti ambientali in cui si possa operare un uso integrato di risorse naturali e culturali che consentiranno uno sviluppo del tempo libero in controtendenza con i processi di degrado degli spazi urbani e rurali cui stiamo purtroppo assistendo con scarsissima capacità reattiva.
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