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L'obiettivo generale che caratterizza e qualifica il Master Plan Navigli,
promosso dalla Regione Lombardia, può essere individuato nella
sintesi complessiva dei seguenti obiettivi parziali e delle conseguenti
azioni necessarie e connesse:
- conservazione e riqualificazione,
- consolidamento, restauro e manutenzione,
- recupero e riuso per funzioni attuali e compatibili,
- coordinamento continuo degli interventi e della gestione della intera
rete e dei manufatti che definiscono e compongono lo storico "sistema"
dei Navigli milanesi e pavesi.
Conservazione e riqualificazione dell'intero
sistema
Si tratta di un sistema di obiettivi parziali tra loro fortemente connessi
e conseguenti. La prioritaria necessità di tutta una serie di
operazioni di "conservazione" (dalla mera conservazione fisica
dei manufatti alla conservazione funzionale) di questo "sistema",
particolarmente compromesso da un disuso e da un decadimento che dura
ormai da troppi decenni e che, se trascurato ulteriormente, potrebbe
arrivare a compromettere ogni possibilità di riuso, costituiscono
l'indispensabile premessa ad ogni operazione di riqualificazione dell'intero
sistema dei Navigli e dei singoli suoi rami.
Se l'obiettivo principale della strategia del Master Plan, data la
sua natura di Piano delle Azioni (Actions Plan) riguarda ovviamente
la definizione e l'individuazione di tutte le azioni e di tutti gli
interventi progettuali per la "riqualificazione" del "sistema",
sia per il complesso delle reti che per tratti o punti dei singoli Navigli
(ovvero azioni che non lo qualificano come un piano di mera conservazione
dell'esistente) il Piano non potrà non guardare al binomio "conservazione"-"riqualificazione"
connesso ad ogni forma di intervento.
Ogni progetto puntuale di intervento e di riqualificazione individuato
e approvato dal Master Plan (sia di iniziativa pubblica che privata
o mista), mentre sicuramente dovrà fornire un proprio contributo
diretto alla "riqualificazione" di tratti o punti particolari
del "sistema", sarà valutato anche in relazione alla
sua capacità di fornire, contemporaneamente, un suo contributo
alla rifunzionalizzazione e "conservazione" dell'intero sistema
alla più vasta scala territoriale.
Consolidamento, restauro e manutenzione
Il decadimento dei manufatti superstiti che compongonooggi l'intero
"sistema" dei Navigli è stato causato da molteplici
fattori, conseguenti al più generale "decadimento"
del funzionamento e dell'uso - in particolare per quanto riguarda il
trasporto di persone e merci - dei Navigli. Essendo queste cause tuttora
operanti è facile prevedere che questo degrado - in assenza di
pronti interventi - sia destinato ad aumentare progressivamente col
passar del tempo. Tutto ciò ha prodotto notevoli danni ai manufatti
fisici che componevano il "sistema" (che oggi non funziona
più nemmeno come tale, dopo la copertura dei canali entro Milano
avvenuta tra il 1929-30) ed i suoi singoli rami.
Se questa situazione di abbandono e di disuso - che ha comportato anche
l'abbandono delle necessarie opere di manutenzione minime e necessarie
- si dovesse protrarre ancora a lungo nel tempo, si potrebbe arrivare
a condizioni limite tali da rendere molto ardua ed onerosa ogni operazione
di recupero. Diventa dunque urgente e necessario che il MASTER PLAN
proponga immediati interventi di consolidamento e restauro relativi:
- alla pulizia dei canali;
- alla stabilità e alla sicurezza statica delle sponde sia
per restaurare e consolidare prioritariamente i tratti più
dissestati o in pericolo a rischio di crollo, sia per contribuire
al sostegno delle alzaie;
- a promuovere analisi e rilievi per la individuazione dei principali
punti o tratti di dissesto o di degrado delle sponde
da estendere progressivamente a tutta la rete a partire dalle situazioni
più gravi e urgenti;
- a dettare criteri e linee di guida per gli interventi di consolidamento
delle sponde
anche per determinare criteri storici ed architettonici per ripristinare
ed omogeneizzare (per tratti significativi) gli interventi necessari
sulla morfologia geometrica e materica dei muri spondali;
- a promuovere analisi e rilievi per la individuazione dei principali
punti o tratti di dissesto o di degrado delle alzaie;
- a dettare criteri e linee di guida per gli interventi di consolidamento
e di pavimentazione delle alzaie
tenendo conto del fatto che il recupero ciclo-pedonale di tutte le
alzaie è destinato a costituire uno degli interventi più
importanti del Master Plan
- alla organizzazione di attività di manutenzione continua
e garantita.
Recupero e riuso dell'intero "sistema"
per funzioni attuali e compatibili
Il Master Plan non si propone un recupero e un riuso totale del "sistema"
dei Navigli "così com'era e funzionava una volta".
Bisogna riconoscere che il recupero di vecchie funzioni, come ad esempio
quelledel trasporto delle merci pesanti o quelle, più pittoresche,
delle "lavandaie" al lavoro lungo le loro sponde, non sono,
oltretutto, più proponibili o pensabili. Si tratta invece di
puntare ad un ricupero e un riuso rivolto a funzioni attuali, che corrispondano
ad una domanda attuale e che comportino usi, ovviamente, compatibili
e non distruttivi.
Tra le principali "azioni di piano" proponibili si segnalano:
- Utilizzare il recupero e il riuso dei Navigli come occasione
di riqualificazione paesistico-ambientale sia alla scala territoriale
che locale e urbana
I Navigli, o alcuni loro tratti o luoghi, considerati in primo luogo
come elementi di valore storico-culturale e paesistico-ambientale,
si prestano a costituire occasione per operazioni di riqualificazione
territoriale, sia alla scala vasta che alla scala microurbanistica
locale o urbana.
Sotto questo profilo la gamma degli interventi o dei riusi possibili
si presenta vastissima, oscillando dagli interventi estesi alla intera
"rete" o singoli rami (come, ad esempio, il recupero della
navigabilità o del complesso delle alzaie) o alla scala minuta
locale (come, ad esempio, il recupero multifunzionale, di tratti di
canale e di parti di centri storici che si affacciano sul Naviglio,
o, facendo un altro esempio, operazioni di recupero di palazzi o ville
storiche prospicienti i Navigli, a fini culturali
o di uso pubblico).
- Restituire ai Navigli la loro funzione di vie navigabili per
il diporto e il tempo libero
E' questo uno dei più importanti obiettivi perseguiti dal MASTER
PLAN. Operazione sicuramente lunga e costosa, da affrontarsi per gradi,
anche perché, per rendere attuabile questo obiettivo, si dovrà
restaurare gradualmente tutto il complesso delle conche di navigazione
che è decaduto da lungo tempo. Si tratta ovviamente di un recupero
finalizzato ad organizzare una navigazione con fini ludici, sportivi,
per il diporto e anche per tutte le azioni di fruizione messe in moto
dal piano. La navigazione via acqua si può prestare a sostenere
dai grandi itinerari internazionali (come la navigazione continua
da Locarno a Milano e a Venezia) come itinerari locali rivolti a rendere
ancora più piacevole la fruizione del territorio dai Navigli
e delle sue emergenze storiche, monumentali e paesistiche.
- Recupero delle alzaie per la costruzione di un sistema di piste,
percorsi e circuiti ciclo-pedonali
E' questa una forma di recupero tra le più logiche e compatibili
e, si potrebbe dire, di riuso spontaneo già in atto.
La Regione e le Province interessate hanno già infatti investito
molto in questa direzione, con progetti ed opere così che questo,
già da oggi, rappresenta una forma quasi completa di recupero
per funzioni attuali e compatibili dell'intera "rete".
La rete delle alzaie così recuperata potrà, a sua volta,
essere connessa e integrata con altri circuiti e percorsi di interesse
culturale e ambientale.
- Usare i Navigli come rete di connettivo tra parchi regionali,
aree verdi di interesse sovracomunale, parchi urbani e ambienti naturali
E' questo un uso nuovo che diventa conseguente e consentito dal mutato
quadro della organizzazione della mobilità lungo e per mezzo
dei Navigli (recupero delle alzaie, organizzazione di una navigabilità
da diporto, nuove connessioni con le reti di accessibilità).
Si pensi alla possibilità di connettere l'utenza di Milano,
via acqua o via alzaie recuperate, con il Parco del Ticino (via Naviglio
Grande) o con il Parco dell'Adda (via Martesana - Naviglio di Paderno)
o anche con Parchi metropolitani minori. O le altre grandi occasioni,
a livello comunale, offerte dalla possibilità di organizzare
ai lati o a cavallo del Naviglio aree verdi o di connettivo.
- Riutilizzo e valorizzazione dell'enorme patrimonio di architetture,
monumenti, ville, palazzi e giardini allineati lungo il corso dei
canali
- Potenziamento e razionalizzazione delle funzioni irrigue e valorizzazione
e riqualificazione delle aree agricole
I Navigli non hanno mai smesso di funzionare come principali collettori
del sistema irriguo milanese, anche se questo sistema si è
in qualche misura alterato.
Questi interventi di riqualificazione della rete irrigua vanno posti
in relazione a contestuali e necessari interventi di riqualificazione
delle fasce agricole laterali ai Navigli, spesso degradate e compromesse
e comunque dequalificate dall'agricoltura delle monocolture maidicole
o risicole denaturalizzata dai processi di meccanizzazione e industrializzazione.
Processi che mal si conciliano con i territori a parco in cui l'ecosistema
dei Navigli è inserito. I Navigli potrebbero rappresentare
la spina dorsale di un complesso di reti ecologiche in grado di portare
a sistema un processo di rinaturazione dello spazio rurale per una
valorizzazione paesistico/ambientale, fitodepurativa e in termini
di produzione di biomassa vegetale.
Coordinamento continuo dei progetti, degli interventi
e della gestione
Per il coordinamento degli interventi che il Master Plan e le altre
iniziative pubbliche e private metteranno in moto, sia sulla intera
rete dei Navigli che negli specifici contesti, attraverso gli interventi
localizzati nei diversi Comuni, occorre effettuare una azione continua
di osservazione, coordinamento e controllo gestionale e che sappia riportare
costantemente a coerenza tutti i progetti e gli interventi con gli obiettivi
strategici definiti dal Master Plan.
Questa esigenza è resa più pressante dalla situazione
di disarticolazione amministrativa e gestionale dei Navigli (come, più
in generale di tutte le acque pubbliche e private) avvenuta nel corso
dei tempi, nella ripartizione e attribuzione tra diversi soggetti e
competenze - compresa la proprietà dei diversi manufatti o le
responsabilità della manutenzione - che ha creato una pericolosa
confusione e sovrapposizione tra soggetti, responsabilità, poteri
d'intervento e doveri di manutenzione.
A tale esigenza è stata data una risposta che appare adeguata
con l'iniziativa della costituzione dell'Ente Unico di Gestione.
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