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| La scelta degli interventi | |||||||||||||||||||
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Negli ultimi anni si sta assistendo da parte della RegioneLombardia
ad un rinnovato interesse per il destino dei Navigli Lombardi che nel
ventennio trascorso non aveva visto l'elaborazione di politiche molto
efficaci nonostante le ricerche ed i pregevoli studi della prima metà
degli anni 80 ed alcune iniziative nel biennio 1999/2000. Fra queste
ultime va riconosciuto l'esito positivo del Progetto Regionale "Riscopriamo
i Navigli" con contributi a favore di Enti pubblici e di privati
per riqualificare edifici e pertinenze di valore storico/artistico/architettonico
e con l'avvio di azioni di marketing anche attraverso l'attivazione
del Consorzio Leonardo che riunisce le Pro Loco per animare turisticamente
alcuni dei luoghi più interessanti del Naviglio Grande. Lo strumento ha quindi una valenza molto operativa e si contrappone
ad una visione generica e astratta o d'interventi puntuali non inseriti
in una visione strategica, che ha rappresentato probabilmente il limite
delle precedenti ricerche e dei programmi elaborati per i Navigli che
si sono rivelati di non rilevante efficacia. La singolarità del lavoro che il Master Plan Navigli ha sviluppato sta nell'esser riuscito a coinvolgere sul tema sia le Direzioni Generali regionali interessate al tema sia una serie di competenze del Politecnico, della Bocconi, della Università Statale di Milano e di Pavia e di far compartecipare alle scelte più livelli di governo del territorio e di impegnarli per attivare una sussidiarietà delle risorse economiche.
Le dieci competenze attivate dal Master Plan sono:
D'altra parte oltre alla fruibilità nautica e ciclopedonale
dei percorsi dei Navigli (per quanto possibile alleggeriti dal traffico
veicolare motorizzato) ci si sta impegnando perché anche gli
spazi rurali di pertinenza (che appartengono nella quasi totalità
ai Parchi del Ticino, dell'Adda Nord ed al Parco Agricolo Sud Milano)
partecipino al processo di riabilitazione con politiche di riconversione
delle colture agricole in termini di maggiore sostenibilità ambientale
e di restauro naturalistico di campagne dove è pericolosamente
progredita un'agricoltura di monocolture ormai in pesante divorzio con
l'ambiente. Si tratta pertanto, oltre che di un'operazione di restauro e riabilitazione
di un sistema di manufatti di rilevanza storica unica in Europa, di
un vasto impegno per costruire una rete integrata di siti ambientali
in cui si possa operare un uso integrato di risorse naturali e culturali
che consentiranno uno sviluppo del tempo libero in controtendenza con
i processi di degrado degli spazi urbani e rurali cui stiamo purtroppo
assistendo con scarsissima capacità reattiva. |
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