Il progetto Le fasi del progetto Le competenze Il convegno

Fase B

Provvedimenti urgenti da tradurre in immediati interventi operativi
da assumere d’intesa con il Comune di Milano

Indicazioni per il progetto pilota finalizzato alla conservazione delle sponde del Naviglio Grande


Il progetto pilota di cui trattasi ha preso avvio secondo l'ormai consolidata prassi del "restauro architettonico"da un'attenta analisi dei documenti storico-archivistici al fine di ricostruire non solo le principali vicende del manufatto, ma anche i materiali e le tecniche costruttive che nel tempo si cono succedute. Contestualmente è stato realizzato un rilievo geometrico del manufatto per ricostruire e verificare gli eventuali dissesti della geometria e misurarne attentamente la consistenza ed un rilievo materico che evidenziasse le patologie di degrado presenti, nonché una analisi dei dissesti rilevabili.

La ricerca ha evidenziato come il Naviglio Grande nel tratto analizzato sia frutto di una successione di interventi, dalle primitive sponde in battuto di terra o in morogna, sino alla doppia muratura in laterizio o ceppo, o più recentemente, solo in laterizio. Informazioni interessanti fornite dai documenti riguardano anche le tecniche di fondazione, dai pali in legno, sino alla fondazione continua in laterizio, raccomandata agli appaltatori delle manutenzioni ottocentesche per migliorare la stabilità delle sponde, ma non troppo spesso realizzate a regola d'arte.

E' stata infine approfondita un'analisi stratigrafica dell'elevato per definire quale fosse l'ordine di realizzazione delle differenti parti della muratura indagata.

Sulla base fondamentale degli studi precedentemente citati, con una stretta connessione tra l'indagine storica, la lettura stratigrafica e il rilievo del degrado materico, sono state individuate quali parti del manufatto sono da sottoporre ad intervento di conservazione e per quali invece devono essere fornite indicazioni per la realizzazione di nuovi paramenti di finitura. La muratura spondale del navigli si presenta attualmente composta di differenti materiali: ampie zone realizzate con blocchi di ceppo, si alternano a parte in laterizi. Mattoni pieni di fabbricazione antica sono stati impiegati in passato per risarcire lacune dovute alla caduta dei conci lapidei. Nel tratto terminale della sponda sinistra la muratura è realizzata con blocchi di granito rosa di Baveno.

Le indicazioni di intervento suggerite hanno come presupposto la massima conservazione dell'esistente. Altrettanta cura è rivolta al risarcimento delle numerose lacune presenti non solo per evasione di giunti di malta, ma per lacune e mancanze di mattoni e conci in ceppo. In tale fase, senza dubbio di grande delicatezza ed importanza, la logica di comportamento osservata è stata quella del "risarcimento della lacuna", che tanta parte ha avuto nel dibattito teorico del restauro sin dalla fine dell'ottocento, come ben testimoniano le cosiddette "Carte del Restauro".
Per quanto concerne quelle parti della muratura spondale distrutte da crolli recenti vengono, in ultimo, fornite indicazioni per la realizzazione di un "progetto del nuovo" riconoscibile dall'esistente e dichiaratamente realizzato con tecniche in uso nella contemporaneità.

Gli studi effettuati hanno messo in evidenza come il Naviglio Grande, nel tratto interessato dalla ricerca, sia stato oggetto, nei secoli passati, di continui interventi di manutenzione che utilizzavano tecniche e materiali costruttivi propri dell'epoca di realizzazione. Tali opere hanno comportato l'attuale polimatericità delle murature di sponda, in cui si alternano blocchi di ceppo dell'Adda, laterizi, graniti, nella varietà del bianco e del rosa, ciottoli di fiume legati con malta, ed altri materiali lapidei ancora. Questa situazione fa del Naviglio una sorta di opera aperta, nella quale sarebbe impossibile tentare di rincorrere un presunto aspetto originario con un'operazione sostanzialmente antistorica.
Relazione finale
MATERIALI
Catastale Argelati Lessico Lessico 1
Lessico 2
 
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