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La storia del Naviglio di Bereguardo

A prima vista dunque questo nuovo canale appare un ben povero progresso rispetto al vecchio e glorioso Naviglio Grande, visto che per ben dodici volte le barche devono fermarsi per passare una conca. Più che ad una via assomiglia ad una scala. Questo problema della pendenza poteva essere superato aumentando la velocità della corrente, ossia costruendolo con lo stesso concetto utilizzato per il Naviglio Grande. Le conche potevano essere ridotte di numero o al limite se ne poteva fare a meno; il Ticinello infatti continuava a scorrere parallelo senza bisogno di conche.

C´è però una differenza fondamentale tra il Naviglio Grande e quello di Bereguardo quanto a direzione di traffico. Il primo viene scavato per convogliare materiali dal Lago Maggiore a Milano, il secondo per trasportare merci dal Po e dall´Adriatico. La prima via d´acqua è quindi destinata a funzionare in discesa, la seconda in salita.

Le merci che viaggiavano da Pavia a Milano lungo il canale di Bereguardo sono tutte quelle che provengono dall´Adriatico, ossia da Venezia e dall´Oriente, oltre a quelle raccolte lungo il percorso padano. Qui l´elenco è lunghissimo, spaziando dai vetri di Murano e dalle spezie delle Indie ai prosciutti di Parma e alle forme di formaggio grana. Ma in termini di peso nessuna di queste voci pone problemi tecnici di trasporto. Il sale è l´unica merce pesante e consumata con costanza in forti quantitativi. Il Naviglio di Bereguardo diventa quindi per Milano la via del sale. Lo stato milanese, privo di sbocchi al mare, deve dipendere per il sale dalla importazione da altri stati: la Repubblica di Venezia e la Repubblica di Genova. Venezia è quindi la fonte di approvvigionamento più frequente e il commercio del sale è oggetto di trattati fra i dogi e i signori di Milano, con tutta la solennità di trattati politici.

Quando poi Venezia perseguirà una politica di espansione di terraferma a spese soprattutto di Milano, i rapporti fra i due stati non consentiranno più la pacifica applicazione dei trattati sul commercio del sale. In funzione delle vicende politiche, Milano dovrà quindi saltuariamente approvvigionarsi anche da Genova. Il Naviglio di Bereguardo convoglia quindi il sale genovese come quello veneziano e il castello diventa il guardiano dei carichi in arrivo, in sosta o in smistamento. Il Naviglio di Bereguardo si dirama dal breve naviglietto.