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La navigazione del Naviglio Pavese nella storia


"Ciascuna corriera è sempre condotta da due abili barcaioli, ed oltre ciò ha un garzone per ogni cavallo d´attiraglio.

Ogni barca commerciale è sempre provveduta di due barcaioli esperimentati nella navigazione, oltre un garzone per ogni cavallo d´attiraglio come sopra.

Il carico delle barche viene regolato in modo che giammai s´immergano più di once 15 del braccio di Milano, ossia metri 0.75, compresa la grossezza del fondo della barca.

Il volume del carico delle barche viene regolato in maniera che misurato nella sua massima altezza non oltrepassi mai i metri 1.20 (braccia 2) sopra le sponde della barca. Parimente la larghezza non deve estendersi fuori del circuito delle sponde, ossia non eccedere i metri 4.75 (braccia 8), e ciò all´oggetto che non vengano in alcun modo danneggiati gli edifici ed i muri del naviglio dallo sfregamento del carico.

Le massime dimensioni permesse per le barche che sono destinate alla navigazione dei canali Camerali della Lombardia sono di metri 23.80 (braccia 40) in lunghezza e metri 4.75 (braccia 8) in larghezza.

Sul canale di Pavia la navigazione si pratica soltanto di giorno, esclusa qualunque ora della notte, abbenchè fosse vicino lo spuntare o di poco passato il cadere del giorno.

Per la navigazione del detto canale di Pavia è prescritto che tutte le barche ascendenti da Pavia dovranno tenersi dalla parte della strada alzaia, e tutte le barche discendenti da Milano dovranno tenersi dalla parte opposta. Lo stesso vale per i cavalli da tiro.

Per la condotta delle zattere sono stabilite delle particolari prescrizioni onde ovviare qualunque inconveniente.

La navigazione tanto discendente quanto ascendente per il canale di Pavia non va soggetta ad alcun inconveniente."(1)

(1)

Notizie Statistiche interno ai fiumi, laghi e canali navigabili delle provincie comprese nel governo di Milano - 1833