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La storia del Naviglio Martesana


Il Naviglio, ideato sotto il duca Filippo Maria Visconti fu costruito grazie a Francesco 1 Sforza e al suo consulente idraulico l´ingegner Berola da Nosate tra il 1457 e il 1460 per la prima parte e collegato definitivamente con la cerchia interna della città di Milano sul finire del secolo. Fu infatti ideato con il proposito di fornire acque alla Bassa e forza motrice per le macine, i torchi d´olio, i filatoi e le cartiere e di permettere il collegamento navigabile con la Valle dell´Adda e la Bergamasca; la sua realizzazione seguiva quella del Naviglio Grande: da qui il termine di "Naviglio Piccolo".


Il dislivello tra l´inizio del percorso e Milano era di 18 metri, ripartiti sul fondo, ad eccezione di circa due metri superati dall´unica conca, quella di Cassina de Pomm, che era un albergo o osteria, che costituiscono tuttora un manufatto e un luogo suggestivo, insieme ai sabbioni cioè le zone dove stazionavano i barconi che trasportavano sabbia e ghiaia, che saricavano vicino a dei silos cilindrici e che d´estate diventavano luoghi di villeggiatura. Altra località suggestiva era "El canton Frecc" che vorrebbe dire " logo ombroso e fresco" dove le donne si inginocchiavano a filo d´acqua per lavare i panni. Lungo il corso del naviglio correva una strada detta Alzaia nella quale i cavalli o i buoi ma anche gli uomini trainavano con le funi le barche contro corrente.


Prima che venisse interrato il Naviglio finiva nel laghetto di san Marco (che era il porto a est corrispondente alla darsena per il Naviglio grande), che si diramava da un lato lungo via Pontaccio per morire nel fossato del Castello Sforzesco (da ciò la denominazione di naviglio morto); e dall´altro lato attraverso il "Tombum di San Marc" s´immetteva nella fossa interna alla città per raggiungere la darsena di Porta ticinese a sud-ovest. Nella fossa interna 6 conche regolavano il livello dell´acqua.

Il territorio attraversato dal corso del Naviglio è contrassegnato da quei segni di una civiltà fatta di acque e di terre che includono al proprio interno nuclei urbani di antica formazione, case coloniche rivierasche, case nobili, opere idrauliche, opifici idraulici, fabbriche, edifici di culto, ponti di attraversamento, manufatti idraulici, rogge, segni che condividono con il canale una civiltà più che secolare.

Nel suo percorso incontra il torrente Molgora che gli passa sotto per tomba, indi il fiume Lambro ed il torrente Seveso che sboccano nel medesimo a bocca aperta. L´ambiente circostante è caratterizzato da una folta e ricca vegetazione nelle zone dove il canale fiancheggia il Fiume Adda, da un paesaggio agrario di interessante ricchezza connotativa dovuta all´estensione dei campi, al sistema irriguo ed alla presenza di cascine storiche, dalla prevalenza di aree urbanizzate, dove però sono ancora riconoscibili testimonianze storiche residue, mano a mano che ci si avvicina alla città di Milano.