PREMESSA
Negli ultimi anni, soprattutto in seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione, le Regioni hanno acquisito un sempre maggiore rilievo nella gestione dei loro territori, essendo incrementate notevolmente le attribuzioni di competenze esclusive e concorrenti, in ossequio anche ai principi di sussidiarietà. Quella che si avvierà dopo queste elezioni, poi, sarà una legislatura regionale fondamentale, poiché dovrà guidare la nostra Lombardia nella sfida dell’applicazione del federalismo fiscale, una vera e propria rivoluzione nell’architettura istituzionale italiana.
INTRODUZIONE
Chi Siamo
Navigli Live è l’associazione che si impegna per una rinascita sostenibile e consapevole degli storici Canali milanesi. Essa vuole essere la concretizzazione di una lunga esperienza di collaborazione inter-associativa, ponendosi come segreteria organizzativa in grado di dialogare con i numerosi soggetti del territorio (dalle associazioni alle pro-loco) e con le diverse realtà istituzionali operanti nella Geo-comunità dei Navigli.
Nel maggio 2007, Navigli Live Estàa cunt el Giass, è il cartellone culturale dell’isola pedonale estiva, vissuto fin da subito come un <<progetto ambizioso, nato per riconciliare gli interessi di tutti coloro che amano, vivono e lavorano sui Navigli di Milano>>. Diversi soggetti associazionistici, con risorse economiche e professionali proprie, avevano creato una prima forma di coordinamento, costituita da una segreteria organizzativa comune.
Già allora, infatti, i soggetti associazionistici operanti sul territorio erano giunti alla consapevolezza della necessità di collaborare in modo sinergico per proporsi alla società ed alle Istituzioni quali validi interlocutori di un dialogo costruttivo per la Rinascita dei Navigli.
Oggi, Navigli LIve, è la concretizzazione dell’esempio di collaborazione pragmatica e virtuosa che aveva portato alla realizzazione dei cartelloni culturali dei Navigli a partire dall’estate 2007.
Riunendo diverse esperienze professionali, istituzionali ed associazionistiche già attive da tempo nella Geo-comunità dei Navigli, l'associazione propone in modo libero ed aperto il proprio ruolo di soggetto facilitatore per la realizzazione di attività complesse per la Rinascita dei Navigli, con particolare attenzione alla valorizzazione e promozione turistica e culturale degli storici Canali di Leonardo.
L'associazione NavigliLive, senza fini di lucro, si impegna ad una rinascita (1), sostenibile (2) e consapevole (3), degli storici canali milanesi, ossia:
1. Rinascita: valorizzare e promuovere dal punto di vista culturale ed ambientale i Navigli di Milano al fine di migliorarne ed incrementarne la fruizione anche in un’ottica turistica;
2. Sostenibile: dopo secoli da protagonisti e 40 anni di abbandono, restituire ai Canali di Leonardo funzioni attuali e sostenibili, rendendoli nuovamente occasione di arricchimento culturale e di riqualificazione ambientale, quindi di miglioramento della qualità della vita.;
3. Consapevole: creare reti innovative ed occasioni per la diffusione della conoscenza e dell’informazione e la maturazione di un’educazione civica ed una sensibilità nei confronti dei Navigli quali beni culturali ed ambientali, veri e propri monumenti lineari eredi della tradizione milanese e testimoni delle vicende storiche degli ultimi 9 secoli di Milano. Storia, quella con la “S” maiuscola dei grandi avvenimenti, ma anche e soprattutto quella con la “s” minuscola ed a noi più vicina della tradizione popolare.
Cosa Facciamo
Navigli Live ritiene che non basti un punto di vista meramente commerciale per dare il giusto valore ai Navigli. L’isola ambientale avrà successo nella misura in cui verrà correttamente contestualizzata nel più ampio processo di tutela, gestione, animazione, promozione e valorizzazione dei Navigli.
Nell’ottica di un coerente inserimento delle attività di recupero e valorizzazione dei Navigli milanesi nel complesso sistema di azioni indicate all’interno del MasterPlan Navigli, sviluppiamo il nostro lavoro in tre principali ambiti:
Culturale:
con la creazione di iniziative di qualità,
con la messa a sistema di tutte le iniziative già esistenti.
Le attività di questo ambito sono declinate con particolare attenzione secondo le seguenti tematiche:
Tradizione: con la progettazione, promozione e realizzazione di iniziative ed eventi di piccola, media e grande rilevanza, sviluppando un partenariato pubblico privato in grado di generare una positiva addizionalità di risorse, con il fine di recuperare le radici storiche e le tradizioni della Milanesità,
Animazione: ovvero, restituire un’Anima vitale fatta di storia, cultura ed innovazione, con la trasformazione dei Navigli cittadini, tramite un partenariato pubblico privato in grado di generare una positiva addizionalità di risorse, in un vero e proprio luogo turistico di qualità, che possa essere promosso in Italia e nel Mondo quale immagine simbolo di una Milano Città d’Acqua che ancora pochi conoscono;
Ambientale:
Il Master Plan, analizzando i compiti che i Navigli potrebbero assolvere in futuro, propone le seguenti funzioni: agricoltura di terza generazione ossia deputata a creare ambiente, fasce tampone boscate e corridoi ecologici energie alternative, vettori di mobilità e di turismo sostenibili. Appare pertanto evidente che i Navigli incarnano una serie di valori, se non di potenzialità, che li rendono, strumenti principe per:
La creazione di percorsi di studio dedicati all’educazione ambientale sull’acqua e, più in generale, su tutti i temi sopraccitati,
La sensibilizzazione verso la tutela degli ecosistemi e dell’ambiente urbano e verso tutti i valori impressi nella coscienza civica ed ecologica di ognuno di noi. Temi che, al centro di tutte le conferenze mondiali da Buenos Aires a Kyoto e Lisbona, sono strumento indispensabile per il mantenimento della qualità di vita nonché la sopravvivenza stessa: Milano, uno dei quattro motori economici d’Europa, è anche tra le aree a più alto inquinamento,
Divenire ambiti di sperimentazione di iniziative, tecnologie, esperienze virtuose in questo senso, non ultima quella del volontariato.
Turistico:
con la creazione di rapporti con Enti, Associazioni, Alberghi, Pro Loco, etc. finalizzati ad attrarre, mediante le attività promosse negli altri ambiti, flussi turistici provenienti da diverse fasce di interesse,
con la realizzazione di servizi innovativi ed integrati al turista (card, itinerari interattivi, ospitalità diffusa),
intendendo come “turisti” tutti coloro che decidono di “vivere i Navigli”, scoprendo ciò che lo storico quartiere può evocare ed offrire: a partire dai clienti dei numerosi locali, proseguendo con i Milanesi, i residenti del primo hinterland ed infine coloro che giungono a Milano dall’Italia e dall’Estero.
La Vera Forza Dei Navigli
Per la sua natura fondativa, per l’idea che ne è alla base e per quanto è stata la sua reale e concreta attività fino ad oggi in qualità di “segreteria organizzativa”, Navigli Live è il punto di intermediazione e conciliazione degli interessi differenti e contrapposti dei diversi Attori Sociali interessati e/o interessabili ai Navigli.
La finalità che ci si è proposti di perseguire con la presente nota è quella della condivisione degli obiettivi che ogni categoria ha, tramite la creazione di un senso di corresponsabilità che sia finalizzato alla realizzazione delle linee guida per la valorizzazione dell’intero Sistema dei Navigli come prefigurate nel MasterPlan Navigli.
Navigli Live ha attuato pragmaticamente tali principi, concretizzandoli in una serie di incontri:
con gruppi omogenei di Attori Sociali;
sulle diverse tematiche specifiche successivamente trattate;
mirando alla sintesi e mediazione delle diverse istanze contrapposte;
concretizzando tale sintesi negli specifici progetti successivamente presentati.
1. IL MASTERPLAN NAVIGLI
Cos’è Il Masterplan Navigli
Dopo i decenni di incuria ed abbandono della seconda parte del 1900, i primi anni del 2000 hanno visto un rinnovato interesse da parte di Regione Lombardia per il destino dei Navigli di Milano e Pavia.
Da qui, è sorta l’esigenza di dar corso alla realizzazione di uno strumento fondamentale per un serio ed approfondito processo di riqualificazione: il Master Plan Navigli rappresenta la cornice di riflessione di tutto un sistema di competenze inter-disciplinari e finalizzate ad individuare gli interventi prioritari concreti da adottare per il riscatto dell’ecosistema e della Geo-comunità dei Navigli.
La singolarità del lavoro che il Master Plan Navigli ha sviluppato sta nell’esser riuscito a coinvolgere sul tema: le Direzioni Generali regionali interessate; una serie di competenze del mondo accademico (Politecnico di Milano, Bocconi, Università Statale di Milano e di Pavia) e tutte le Istituzioni interessabili (Province, Comuni e Camere di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Milano e Pavia, il Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi).
Le dieci Competenze attivate dal Master Plan sono:
1. Bilancio idrico e assetto idrogeologico;
2. Costruzioni idrauliche e di ingegneria naturalistica;
3. Usi delle infrastrutture riferibili ai vettori delle vie d’acqua;
4. Beni storici, culturali, ambientali, architettonici, archeologici;
5. Scienze agrarie e forestali e la biologia vegetale;
6. Bilancio ambientale acqua, aria e suolo;
7. Analisi dello stato di salute del paesaggio/ambiente e dell’assetto urbano e territoriale del costruito e dei suoi rapporti con il contesto;
8. Infrastrutture di telecomunicazioni e relativi servizi applicabili;
9. Implementazione e animazione delle condizioni di riqualificazione/sviluppo del Sistema Navigli e di marketing territoriale;
10. Gestione relativa ad un nuovo uso del territorio dei Navigli indotto da uno sviluppo della navigabilità.
Con il fine di garantire una efficace attuazione degli interventi programmati nell’ambito del Master Plan Navigli, il medesimo studio prefigurava l’istituzione di un Soggetto unico di gestione (denominato Navigli Lombardi S.c.a.r.l.) per la salvaguardia, il recupero, la promozione e la valorizzazione del sistema dei Navigli Lombardi. Oggi, la Società è operativa ed è costituita da Regione Lombardia, Province e Camere di Commercio di Milano e Pavia, Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi, Comuni capoluogo di Milano e Pavia e 45 dei 51 restanti comuni rivieraschi.
Il Master Plan Navigli, quindi, si configura ad oggi quale fondamentale Documento Direttore, cui tutte le iniziative di riqualificazione del Sistema Navigli dovrebbero rifarsi, in modo tale da ricondurre ad un disegno unitario la molteplicità degli usi attuali e potenziali.
Soprattutto negli ultimi 30 anni, parallelamente al disinteresse istituzionale, i Navigli sono sempre più divenuti uno dei principali poli di attenzione e di fermento sociale dell’area metropolitana milanese.
Il quartiere di Milano che gravita intorno alla Darsena è divenuto “residenza” prediletta di artisti e storici bottegai, luogo di conservazione di molte tradizioni ed insieme centro della “movida” cittadina. Lungo le sponde degli storici Canali, cultura, sport e turismo hanno sempre spinto verso la nascita di associazioni di persone che amano i Navigli, riscrivono ed approfondiscono quello che fu il loro passato e promuovono nuove forme di rinascita.
L’Attuazione Del Masterplan Navigli
Tra le linee guida tracciate dal Master Plan Navigli grande peso ricopre la creazione, sul modello inglese di Authority per la gestione del Tamigi, di un "soggetto unico" in grado di unificare in sé tutta la frammentazione di competenze: Navigli Lombardi s.c.a.r.l. nasce nel dicembre 2004 con l’intento e la volontà di attuare quanto contenuto nel Master Plan stesso, rendendo così possibile il recupero, la gestione, la promozione e la valorizzazione di tutto il Sistema Navigli.
Divenuta operativa nel 2005 questo soggetto unico avvia la propria opera con grande entusiasmo e con grande riscontro da parte di tutta la Geocomunità dei Navigli, sia per il metodo proposto, basato sul dialogo, sul confronto, sulla trasparenza e sul coinvolgimento di tutti, enti pubblici e privati, associazioni del territorio, cittadini residenti e fruitori, che per i risultati ottenuti in breve tempo; riportiamo quelli per noi più significativi:
1. Documenti di indirizzo della mission societaria chiari, pubblicati in internet, con evidenziati gli ambiti di intervento nonché le potenzialità del Sistema Navigli e l’individuazione di una strategia per perseguirne il recupero e la valorizzazione; con in chiaro gli impegni a breve, medio, lungo periodo Business Plan 2006-2010 e Documento Programmatico 2007-2011;
2. Espressione delle decisioni e delle motivazioni societarie attraverso delibere chiare e inequivocabili pubblicate in internet;
3. Pulizie dei canali, svolte in tre metodologie:
pulizie ordinarie,
straordinarie di singoli tratti particolarmente degradati,
Giornate ecologiche - ossia pulizia dei canali organizzata su base volontaria tramite il coinvolgimento degli enti istituzionali, dei comuni e delle associazioni del Terzo settore quali la Protezione Civile e Legambiente;
4. Le opere: oltre ai 150 cantieri in collaborazione con Regione Lombardia nella cornice di attuazione del Master Plan, sono circa 22 le opere di recupero e restauro delle infrastrutture attuate da Navigli Lombardi nel primo anno e mezzo di attività per sette milioni di euro di spesa, segno di forte orientamento del denaro dei canoni al territorio;
5. Quattro le Conferenze Metropolitane per la promozione del Sistema Navigli e la condivisione delle linee strategiche, tra cui la terza del giugno 2006, condotta da Alessandro Cecchi Paone e organizzata al Castello Sforzesco di Milano, sede pochi mesi addietro della Mostra del Codice Trivulziano di Leonardo abbinata alla mostra del “Leonardo idraulico” in via Dante, entrambe sponsorizzate da Navigli Lombardi;
6. Innumerevoli inoltre gli eventi promossi per il rilancio dei Navigli come sistema e della loro immagine come ricchezza del passato a servizio del futuro (Navigli lombardi: il futuro da nove secoli): tra tutti grande risalto hanno avuto la rappresentazione, alla presenza della poetessa dei Navigli, in Duomo del “Poema della Croce” di Alda Merini, Radio Navigli Live, Navigli Estate Live 2006;
7. Assidua la presenza alle fiere del territorio lombardo - BIT 2006, Real Estate 2005 e 2006, Abbiategusto 2006 e molte altre locali -, nazionale - TTG-TTI 2006 a Rimini, BTS 2006 a Genova - e internazionali - Arabian Travel Market 2006 a Dubai, Worl Travel Market 2006 a Londra;
8. Nel 2005 nasce la L.A.Ne - Local Action Network - rete dei referenti (70 in tutto) di tutti gli Enti Soci della Società per i programmi comunitari, guidata da una cabina di regia regionale e provinciale; di peso il protocollo d’intesa sottoscritto con ELO European Landowners Organization nel giugno 2006 per un congiunto accesso ai fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea; in questo ambito numerosi gli incontri dei referenti anche attraverso percorsi di formazione;
9. Il percorso di coinvolgimento degli Enti locali e delle associazioni porta alla raccolta dal territorio di oltre 700 proposte progettuali;
10. Avvio della navigazione sperimentale e dei relativi studi sulla salute delle sponde: definizione dei criteri di salvaguardia di questi ultimi nei confronti di una navigazione non a carattere turistico (lo studio evidenziava il pericolo per la stabilità delle sponde di una navigazione di linea, più intensa e a velocità maggiori di quella turistica).
A partire dal 2007 si assiste invece ad drastico impoverimento delle attività del soggetto unico Navigli Lombardi scarl, con criteri di gestione, se prima votati alla trasparenza, ora inconoscibili:
Nessun documento di indirizzo né alcuna definizione di obiettivi, di strategie, di metodo; non si sa dove e come vengano spesi i soldi derivanti dai canoni idrici: certamente non per il territorio; risulta impossibile per il pubblico capire quali possano essere le decisioni assunte dalla Società e le motivazioni;
Nessun coinvolgimento delle realtà locali, in un clima sempre crescente di ostilità verso il territorio e verso chi lo vive (in particolare residenti ed associazioni, a parte pochissimi eletti), atteggiamento culminante in sede di Consiglio di Zona 6, con offese personali nei confronti di coloro che hanno idee diverse dai vertici societari;
Nessuna pulizia dei canali, né ordinaria né straordinaria, per altro ragione stessa di costituzione e di esistenza della Società;
Quali opere di recupero e restauro sono state compiute? Se in un anno e mezzo sono stati stanziati 7 milioni, ci chiediamo: in questi ultimi due anni dove sono finiti i fondi?
Nessuna pianificazione né vision nel finanziamento delle manifestazioni locali: il danaro sembra concesso sulla base di simpatie personali e non sulla base della bontà delle iniziative proposte;
Di fatto, unica attività visibile di Navigli Lombardi risulta essere la navigazione, gestita però in modo discutibile ed in netto contrasto con i parametri che la società stessa in una prima fase aveva dettato, anzi contravvenendo alle più elementari norme di salvaguardia ambientale dei Navigli, come reso noto da recenti articoli di giornale (Il Giornale, 25 febbraio 2010).
In sostanza, attualmente Navigli Lombardi scarl non sta facendo nulla di quanto previsto al momento della sua costituzione né di quanto sancito nel Master plan Navigli di Regione Lombardia; a questo punto ci chiediamo: qual è l’utilità di questo “soggetto unico”?
Restiamo comunque fiduciosi, almeno in parte residuale: è risaputo che, per tutti i “bambini”, l’adolescenza rappresenta un momento difficile, in cui “si perde un po’ la testa”. Con la nuova legislatura regionale, però, speriamo di intravedere i frutti della crescita.
2. I NAVIGLI: UN FATTO ECONOMICO
Non Solo Un Monumento
Oltre che un monumento all’operosità ed all’ingegno, i Navigli sono prima di tutto un “fatto economico” ed incarnano il modello della “sostenibilità”: progettati e realizzati dall’uomo per l’uomo, per il proprio benessere, per il proprio sviluppo, per la qualità della propria vita, essi detengono in sé tutte le potenzialità ambientali e finanziarie per le loro costruzione e gestione ed anzi sono produttori di ricchezza per il territorio e le Comunità attraversate. Nel corso dei secoli, infatti, le funzioni da essi svolte (vie di irrigazione, trasporto e comunicazione) hanno sempre prodotto: un ritorno economico sufficiente per le loro manutenzioni ed ampliamenti, un guadagno per i loro gestori, le condizioni per la diffusione di benessere economico e qualità impareggiabili per il nostro ambiente ed il nostro paesaggio. Si può pertanto dire che i Navigli rappresentano concretamente e simbolicamente la migliore qualità ambrosiana: nascono in periodi storici difficili e complessi e riescono, con l’innovazione scientifica e tecnologica e, soprattutto, con un’intrinseca “imprenditorialità”, a trasformare gravi problemi (ambientali, sanitari, economici, politici) in grandi opportunità, divenendo appunto fonte di sviluppo e vantaggio competitivo.
Il 30 marzo 1979, l’ultimo barcone ormeggiò alla Darsena di Milano: il trasporto su acqua era divenuto troppo lento e costoso rispetto ai concorrenti su gomma e su rotaia. È allora che i Navigli persero la loro funzione di via d’acqua per la navigazione commerciale ed iniziarono il loro declino. Difatti, senza più una funzione economica che garantisse un introito stabile, come era appunto sempre stato in passato, essi divennero sempre più un peso per le Istituzioni dati gli altissimi costi di manutenzione e insieme un danno per le Comunità che attraversavano dato che, abbandonati a sé stessi, divennero progressivamente fonte di degrado ambientale e sociale. Fu questo che la competenza su di essi, che fino ad allora era stata dello Stato, fu progressivamente frazionata tra diversi Enti regionali, locali e Consorzi di bonifica: non vi erano più risorse per la loro manutenzione e nessuna utilità dalla loro gestione. Quindi, la fine della funzione economica dei 5 Canali ha coinciso con l’inizio del degrado gestionale, strutturale, ambientale e paesaggistico: presupposto per fermare il degrado e promuovere le condizioni per il “rinascimento dei Navigli e dei territori attraversati” è ricollocarli nell’ambito economico locale, con funzione preminente e potenzialità di autosufficienza finanziaria.
Oggi, come prefigurato nel Master Plan Navigli, i Navigli devono ritrovare una loro collocazione all’interno delle economie moderne e, soprattutto, all’interno di quelle del futuro più vicino, grazie alla quale potranno ingenerare un circolo economico virtuoso di auto-sostentamento e di creazione di valore ambientale, paesaggistico, culturale, sociale ed economico per la loro Geo-comunità.
I cambiamenti globali in tutti i settori della vita, dell’economia e della società comportano l’indissolubile necessità di ripensare le organizzazioni istituzionali, i mercati ed il loro rapporto: solo con la reale consapevolezza che occorre unire gli sforzi alimentando veri rapporti di “partnership pubblico-privato” che, attraverso la condivisione, la corresponsabilità dei diversi soggetti, singoli ed associati, animino le Comunità e possano dunque rappresentare, attraverso l’innovazione, la ricerca e la formazione diffuse, reale strumento di promozione e sviluppo culturale ed economico.
Gli Ambiti E Gli Interventi
Che “i Navigli siano un fatto economico” è la logica contenuta e minuziosamente dimostrata nel Master Plan che, con grande lungimiranza, propone come presupposto alla rinascita del Sistema Navigli, l’attribuzione ai canali di nuove funzioni e quindi di nuove fonti economiche. Il Business Plan 2006-2010 ed il Documento Programmatico 2007-2011, redatti da Navigli Lombardi ed avvallati dall’allora Comitato Scientifico Navigli, formato da professori universitari e professionisti affermati, identificano dapprima le “virtù” ossia le potenzialità dei canali, quindi gli ambiti o asset che in un’economia moderna possono rappresentare la grande occasione di profitto per i Navigli, con la logica di autosostenere il proprio, altrimenti inavvicinabile, recupero e restauro. Asset, dicevamo, da mettere a frutto attraverso 6 filoni o “metainterventi”, ossia insieme di opere e servizi integrati e coordinati fra loro in grado di fare sistema e, con coerenza funzionale, tesi al raggiungimento dell’obiettivo.
Condividiamo appieno questa vision e la metodologia di intervento evidenziata, che proviamo qui a riassumere.
Una volta resa efficace ed efficiente la pulizia dei canali, assunto fondamentale e primario, l’obiettivo è quello di offrire occasioni di sviluppo sostenibile al territorio - promuovendo al contempo l´innovazione, la ricerca e la formazione diffuse - e migliorando di conseguenza la qualità della vita dei residenti.
Sono state individuate le così chiamate “sette virtù” che i Navigli incarnano, ovvero sette ambiti attuali e sostenibili in cui poter esprimere potenzialità loro intrinseche, sette nuove funzioni cui poter assolvere; in questo senso i canali non sono più solamente monumento storico lineare caratterizzante il territorio lombardo da nove secoli a questa parte (il Naviglio Grande è considerato il patriarca dei canali europei) bensì infrastruttura idraulica e rete di naturalità e di pubblica utilità:
Ambiente ed agricoltura virtuosa;
Energia;
Trasporti e comunicazioni pulite;
Insediamenti di alta qualità;
Paesaggio;
Turismo, sport e tempo libero;
Culture.
La messa a sistema delle potenzialità presenti sul territorio nell’ambito delle sette virtù ha portato alla definizione di tre asset veri e propri punti di forza del “Sistema Navigli”:
A. Ambiente: la teleclimatizzazione degli edifici mediante pompe di calore ad acqua di falda, il cui livello troppo alto è per le Amministrazioni Comunali fonte di costi e disservizi, e la rete Navigli, unica infrastruttura per il deflusso dell’acqua emunta; lo sfruttamento dei salti d’acqua lungo i canali per la produzione di energia elettrica e la riscossione dei certificati verdi, seguendo il virtuoso esempio della Conca Fallata; una conversione dell’agricoltura tradizionale, non deputata alla produzione di prodotti tipici, ad una di “terza generazione” per la produzione di ambiente e servizi ambientali e la commercializzazione di Carbon Credits, in osservanza al Protocollo di Kyoto; sperimentazioni e sviluppo di produzioni agrienergetiche quali biomassa, biodiesel, bioetanolo. Il tutto per perseguire l’obiettivo di un miglioramento della qualità ambientale ed una diminuzione della dipendenza energetica dal petrolio, gas e derivati, dei costi, dell’inquinamento dell’aria e delle acque;
B. Paesaggio: ovvero il miglioramento del paesaggio inteso come armonizzazione delle strutture urbane e rurali nel contesto ambientale e culturale di grande pregio rappresentato dai canali e dintorni, dalla loro storia, dai grandi esempi di naturalità che attraversano, dai manufatti idraulici, dalle cascine, dagli edifici storici e borghi antichi, dalla riqualificazione delle aree dismesse;
C. Tradizioni: per lo sviluppo e la promozione delle molteplici iniziative e manifestazioni culturali che caratterizzano con grande vivacità il territorio a favore di una loro messa a sistema per una più proficua attività di sponsoring e nell’ottica di una loro “esportazione”; per lo sviluppo di un consorzio turistico erogatore di servizi di alta qualità per un turismo sostenibile, alla ricerca/riscoperta di specificità locali e attento all’ambiente, coerentemente ai principi base di sviluppo sostenibile, in grado di valorizzare la ricchezza di risorse presenti (parchi, teatri, monumenti, chiese, ville, castelli, musei ), anche attraverso il servizio di navigazione.
In accordo ed in partnership con tutti i soggetti interessati ed interessabili sul territorio di riferimento, i documenti definiscono interventi guida complessi: essi rappresentano sperimentazione e attuazione concreta della possibilità complessiva di mettere a reddito i prodotti e venderne i relativi servizi:
1. Navigli Kyoto Forest: sistemi verdi per circondare le aree metropolitane e collegamenti tra zone di naturalità già presenti per connettere, attraverso corridoi ecologici e fasce tampone boscate, reti biotiche che formino una nuova matrice di naturalità.
2. Le V.I.A.E. di Leonardo: gestione di reti idriche per l’agricoltura, l’energia ed il tempo libero; ossia per l’irrigazione, per la teleclimatizzazione a pompe di calore con acqua di falda e la produzione di energia elettrica sfruttando i numerosi salti d’acqua, per la navigazione e finalità turistico sportive - (V.I.A.E. : Vie d’acqua di Intrattenimento, Agricoltura, Energia: la multifunzionalità).
3. Piano Integrato Mobilità Dolce: realizzazione di nodi di inetrscambio gomma/ferro/ acqua per rendere più fruibile il territorio e le sue risorse previo collegamenti sostenibili per una mobilità lenta - tale da poter apprezzare le risorse culturali ed ambientali disponibili - e sostenibile; una “rete” che sia anche telematica per un rapido scambio di informazioni. Il tutto a sistema per una gestione unificata, coerente, efficace.
4. Panorama Navigli: recupero edilizio e riutilizzo degli edifici agricoli e storici, dei borghi antichi, dei caselli idraulici, delle aree dismesse per una loro rifunzionalizzazione all’insegna dello sviluppo, della competitività, della ricerca, dell’innovazione e formazione diffusa, della cultura; per una gestione che sappia valorizzare, attraverso il “contenuto”, anche “il contenitore”, per la preservazione di un patrimonio tipicamente lombardo.
5. L’anima dei Navigli: ovvero il cuore della nostra tradizione; per conservare e promuovere le culture dei Navigli e sensibilizzare la geocomunità ai valori che i canali veicolano e hanno veicolato attraverso la storia.
6. Esplorando Leonardo - I Navigli: terra di canali; per “esplorare” e scoprire le vie d’acqua di Leonardo ed il loro territorio attraverso la costituzione del Consorzio Turistico “i Navigli di Leonardo” che sappia mettere a sistema tutta la ricchezza presente ed una “Navigli Card” per l’erogazione e il pagamento dei servizi turistici e del tempo libero.
A conclusione dell’iter che ha portato alla formulazione di questo modello, individuato dal Master Plan Navigli e contenuto nei documenti sopra citati, si vuole far notare l’entusiasmo con cui la Geocomunità dei Navigli nel 2006 ha risposto proponendo, per i filoni individuati dai Metainterventi, 760 idee progettuali di cui ben 51 riguardanti il territorio di Milano.
Gli Ambiti E Gli Interventi
Navigli Kyoto Forest
Ambito principale: percorsi biotici, foreste di pianura, fasce tampone boscate, colture orientate a produzioni agrienergetiche
Ambito derivato: produzioni agrienergetiche da colture orientate
Le V.I.A.E. di Leonardo
Ambito principale: gestione di reti per la fornitura idrica multifunzionale
Ambito derivato: Sfruttamento salti d’acqua per produrre energia pulita
Piano Integrato Mobilità Dolce
Ambito principale: Nodi di interscambio e reti di mobilità sostenibile
Ambito derivato: Gestione spazi di cui sopra
Panorama Navigli
Ambito principale: Riqualificazione edifici storici e rurali e loro rifunzionalizzazione
Ambito derivato: Gestione degli spazi e degli immobili
L’anima dei Navigli
Ambito principale: Cartellone culturale di Leonardo
Ambito derivato: Progetto didattico “L’Atlante dei Navigli”
Esplorando Leonardo
Ambito principale: Consorzio Turistico “I Navigli di Leonardo”
Ambito derivato: Navigli Card; per informare e quale pagamento di servizi turistici e del tempo libero
3. I NAVIGLI PER L’AMBIENTE
Energia: Forza O Limite Per La Competizione?
L’avvio della cosiddetta Rivoluzione Industriale ha posto la questione “energia” al centro delle questioni economiche, condizionando in maniera determinante la vita delle Comunità e le scelte politiche di tutti i Regni e gli Stati dal XIX secolo in poi: grandi vantaggi in campo industriale e civile, ma anche grandi conflitti ed inquinamento ambientale.
Da oltre due secoli, la questione energetica è certamente centrale nella nostra vita, sotto tutti i punti di vista: personale, familiare, professionale, politico, sociale e finanche culturale.
Il terzo millennio ha avuto inizio con l’esplosione della “questione energetica”: il forte incremento di Paesi e di popolazioni in forte sviluppo ha incrementato grandemente le richieste e l’uso di energia in tutto il mondo, mentre la riduzione delle materie prime (petrolio e gas in particolare) pone questioni di prospettiva che occorre incominciare a considerare fin da ora. A tutto ciò, si aggiungono le grandi tensioni sociali e politiche che hanno caratterizzato gli ultimi anni con guerre, terrorismo ed instabilità istituzionale diffusa. Le conseguenze di ciò sono evidenti a noi tutti: il prezzo dell’energia è in costante ascesa e non sussiste nessuna ipotesi di riduzione.
Inoltre, le tematiche ambientali stanno assumendo sempre maggiore rilievo nelle coscienze di ognuno di noi, tanto da condizionare le scelte personali e sociali in maniera evidente. La sottoscrizione e la graduale attuazione del Protocollo di Kyoto, cui l’Italia ha formalmente aderito, pone al centro dell’attenzione la questione del rapporto Energia Usata / Inquinamento Prodotto: il concetto “Chi inquina, paga” è quello posto alla base di tale Protocollo e pertanto tutti gli utilizzatori di energia devono decidere, entro pochi anni, se accollarsi i pesanti costi conseguenti a tale assunto oppure cercare soluzioni alternative che, oggi, grazie alla ricerca, all’innovazione ed alla formazione, sono alla nostra portata!
Progetto: La Teleclimatizzazione
Cos’é
Già in passato, nel Milanese, l’acqua dei pozzi veniva utilizzata per il raffrescamento estivo. Successivamente, l’industrializzazione degli anni ’60, con l’uso consistente di acqua di falda a scopi produttivi, aveva causato un abbassamento del livello della falda, tale da rendere impraticabile tale utilizzo.
Oggi, però, il profondo mutamento del profilo produttivo milanese ha riportato la soggiacenza della falda ai livelli originari, creando in conseguenza problematiche agli edifici ed alle linee metropolitane, nelle zone del Sud Milanese. Oggi, quindi, si può tornare all’antico utilizzo dell’acqua di prima o di seconda falda, tramite macchine efficienti, in grado di produrre risultati ambientali ed economici significativi. Si tratta, difatti, di un sistema di climatizzazione “pulito”, che non inquina e che, addirittura, sfruttando semplicemente il differenziale termico dell’acqua per riscaldare e raffrescare, ha come “scarto” la stessa acqua pulita inizialmente utilizzata: una volta reimmessa nei corsi d’acqua artificiali o naturali di deflusso, perciò, essa è completamente riutilizzabile, sia per fini agricoli che, più genericamente, contro le sempre più frequenti carenze idriche.
L’acqua, nel sottosuolo, ha una temperatura costante tutto l’anno di circa 12 15 °C ed è perciò una risorsa di calore pressoché illimitata che, abbinata ad una pompa di calore funzionante ad energia elettrica, consente a seconda delle esigenze di elevare o diminuire la temperatura del fluido impiegato negli impianti di climatizzazione degli edifici.
La pompa di calore è una macchina in grado di trasferire calore da un corpo a temperatura più bassa ad un corpo con temperatura maggiore. Il suo principio di funzionamento è quello del ciclo termodinamico chiamato ciclo frigorifero, analogo a quello che sta alla base di un comune frigorifero.
Utilizzare un sistema di teleclimatizzazione tramite pompe di calore ad acqua di falda produce i seguenti vantaggi:
la salvaguardia dell’ambiente: nessuna combustione, né emissione di fumi o gas ad effetto serra (con la riduzione del 40% delle emissioni di CO2) ed il consistente abbattimento delle polveri sottili. L’uso dell’acqua di falda per il raffreddamento del condensatore dell’impianto di condizionamento, inoltre, consente di eliminare le torri evaporative, con i connessi ingombri, inquinamento acustico e formazione di fumane;
abbattimento dei costi di esercizio: considerando, ad esempio, un impianto da 1.000.000 kcal/h, quale richiesto solitamente per un edificio di circa 40/50.000 m3, il risparmio varia tra € 52.000 ed € 77.500 l’anno, ovvero tra il 45 ed il 60 % rispetto agli impianti tradizionali. Ricomprendendo dunque anche i maggiori costi di investimento iniziali, al consumatore finale è garantita una minore spesa sulle proprie “bollette”, quantificabile tra il 5 ed il 10 %;
una maggiore autonomia energetica: il 75% dell’energia fornita viene prodotta in natura ed è quindi gratuita. Inoltre, si deve sottolineare la conseguente minore dipendenza da petrolio e gas naturali, estratti in regioni del mondo ad alta conflittualità: tale risparmio, quindi, si traduce anche in un vantaggio politico indiretto.
La seguente tabella, invece, esemplifica il raffronto tra i costi di gestione dei diversi tipi di impianto per 1 metrocubo di edificio:
Fonte: Comitato Tecnico Scientifico di Navigli Lombardi S.c.a.r.l.:
prof. Cesare Maria Joppolo Dip. Energetica del Politecnico di Milano
prof. Lanfranco Senn Economia Regionale dell’Università Bocconi di Milano
I piani finanziari simulati, inoltre, evidenziano che il pareggio finanziario tra i Costi di Investimento e di Gestione e gli introiti (pur ridotti del 7,5% a seguito della riduzione delle “bollette” per l’utente finale) avviene al termine del nono anno di esercizio ovvero, mediamente, al termine dell’undicesimo anno dall’inizio dei lavori necessari per l’attivazione degli impianti.
Il Coinvolgimento
Tutto ciò premesso, si ritiene che i tempi siano maturi per proporre la progettazione e la realizzazione di una vera e propria “filiera virtuosa” della teleclimatizzazione tramite pompe di calore ad acqua di falda, che sia in grado di coinvolgere e corresponsabilizzare:
tutti i soggetti Istituzionali:
Regione Lombardia, in quanto proprietaria dell’acqua e titolare delle valutazioni per l’impatto ambientale,
Provincia di Milano, in quanto titolare delle competenze amministrative sull’acqua,
Comune di Milano, in quanto proprietario del suolo e del sottosuolo necessari per la realizzazione delle reti,
Comuni di prima e seconda cintura urbana, in quanto proprietari del suolo e del sottosuolo necessari per la realizzazione delle reti;
tutti i soggetti Scientifici e rappresentativi (Università, Ordini professionali, Associazioni di categoria), per la condivisione e la validazione degli aspetti scientifici, ambientali e sociali, legati alla diffusione di tale nuova soluzione;
i costruttori degli impianti e delle reti, in quanto la teleclimatizzazione rappresenta anche un nuovo mercato economico in cui entrare con la propria offerta di know-how e di capacità produttive;
i gestori degli impianti, perché la teleclimatizzazione, oltre che un nuovo mercato, rappresenta anche un valore aggiunto dal punto di vista dell’immagine, permettendo di passare dal ruolo di “inquinatori” al ruolo di “produttori” di servizi utili, comodi, economici ed a bassissimo impatto ambientale;
i consumatori finali (sia pubblici che privati), perché, oltre che risparmiare, possono contribuire alla riduzione dell’inquinamento in modo reale e concreto, riducendo anche la necessità di blocchi del traffico dalla solamente marginale utilità;
gli operatori finanziari (Banche, Istituti di credito, Fondazioni Bancarie), perché la teleclimatizzazione rappresenta un nuovo mercato per se stessi e per i propri clienti, oltre che una fonte di redditività economica ed una modalità di migliorare la propria immagine in qualità di sostenitori concreti di iniziative per l’ambiente.
La Proposta
I Navigli rappresentano la migliore infrastruttura a servizio di questa tecnologia in qualità di via di deflusso per l’acqua utilizzata, essendo i canali stessi:
artificiali: il delta termico dell’acqua immessa non determina quindi alcuno squilibrio di eventuali ecosistemi naturali;
presenti sin nel cuore della città;
in prossimità, nel loro corso, di grandi aree da riqualificare o di strutture (scuole, ospedali, caserme, uffici pubblici o privati di grandi cubature) dove l’applicazione di questa tecnologia risulta ottimale: ricordiamo a questo pro, ad esempio, che il grattacielo Pirelli, teleriscaldato con la tecnologia in oggetto, scarica l’acqua emunta dalla falda nel naviglio Martesana.
Si evidenziano le potenziali applicazioni della tecnologia a pompe di calore utilizzando l’acqua di falda ed i Navigli (Grande, Pavese, Martesana) quale via di deflusso:
Ospedali e Case di Riposo (Ospedale San Paolo, Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli, Istituto ortopedico Gaetano Pini, Ospedale San Giuseppe, RSA Anni Azzurri, RSA Naviglio Grande)
Università (NABA, IULM, Università Cattolica Sacro Cuore, Università Luigi Bocconi)
Scuole pubbliche e private (Istituti superiori: IPSSCT Enrico Falck, Liceo Scientifico e Classico Galileo Galilei, IIS Carlo Cattaneo, Liceo Artistico di Brera, ITIS Giovanni Giorgi, IIS Giuseppe Luigi Lagrange, IIS Vilfredo Federico Pareto, Liceo Scientifico Guglielmo Marconi, British Council, IS Salesiani Sant’Ambrogio; Scuole elementari e medie: SM Carlo Porta, Scuola sperimentale Rinascita Amleto Livi)
Caserme (VVF via Darwin, Accademia Militare Teulliè)
Centri commerciali (Carrefour di Assago, Metro di Corsico, Ikea di Corsico)
Musei e grandi biblioteche (Museo Diocesano, Biblioteca e centro culturale Chiesa Rossa, Museo S.Eustorgio, Museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci”, Fondazione Arnaldo Pomodoro)
Teatri e cinema (Ducale, Orfeo)
Palestre e centri sportivi (Forum di Assago, Canottieri Milano, Nuova Canottieri Olona, Canottieri San Cristoforo, Caroli Village, Get Fit, Wellness)
Piscine (Piscina De Marchi, Piscina Solari, Piscina Argelati)
Quartieri residenziali ALER ( Quartiere Via Gola, quartiere Giambellino)
Edifici pubblici, ASL, INPS, Consiglio di Zona 5
Stazioni ferroviarie (Stazione FS di Porta Genova, Stazione FS di San Cristoforo)
Il Soggetto Unico
L’iter burocratico coinvolge principalmente la Provincia quale ente di rilascio delle autorizzazioni per l’emunzione dell’acqua di falda, per la perforazione del suolo, per la realizzazione del pozzo/i, per lo scarico dell’acqua, che ricordiamo essere possibile unicamente in corsi d’acqua superficiali.
Per questa serie di motivazioni ci sembra logico proporre la Provincia quale naturale e più competente gestore unico, sia tecnico-amministrativo che idrico, di tutto il processo, dalla progettazione alla gestione, per le seguenti funzioni:
promozione e diffusione della tecnologia
espletamento verifiche amministrative, tecniche e legali inerenti alle domande pervenute
rilascio concessioni
supervisione e verifica degli impianti
gestione dell’esercizio idraulico della rete di emunzione e di scarico, riservandosi di affidare a partner esterni le fasi di progettazione e realizzazione.
In merito alla nostra proposta, riportiamo quanto emerso nel corso di uno Steering Committee sulle energie alternative voluto e composto da Regione Lombardia nel settembre 2005.
Lo Steering Committee 2005
Lo “Steering Committee per le fonti rinnovabili ed il risparmio energetico” rappresenta un primo passo concreto verso la definizione di un progetto integrato in grado di acquisire il consenso di tutti gli attori in gioco e verificare le risorse da mettere in campo.
Gli ambiti di sperimentazione, che utilizzeranno il territorio dei Navigli come luogo privilegiato di applicazione, riguardano temi quali lo sfruttamento biomasse a ciclo combinato calore-energia elettrica, la produzione di idrogeno da biomasse, l’utilizzo dei salti idraulici per la produzione di energia elettrica, lo sviluppo dell’agricoltura no-food per la produzione di biodiesel, le pompe di calore per progetti di teleclimatizzazione, le fasce tampone boscate per produzione di biomassa a fini energetici e per la salvaguardia delle risorse idriche superficiali.
Il suddetto Comitato fortemente voluto dal Dott. Ettore Bonalberti, presidente di Navigli Lombardi, e realizzato nell’ambito di una stretta collaborazione interdirezionale di Regione Lombardia (D.G. Presidenza e Programmazione, D.G. Agricoltura, D.G. Ambiente, D.G. Industria, D.G. Casa e Opere Pubbliche, D.G. Reti e SPU, D.G. Territorio), oltre ovviamente a Navigli Lombardi scarl, Anarf, CCIAA di Milano, Agriteam, Ersaf e del Comune di Milano, ha come Coordinatore il Dott. Raffaele Tiscar (Direttore Generale DG Reti e SPU) il quale Sua volta ha individuato i Project Leader per i singoli ambiti:
Dott. Alessandro Germinario Direttore Navigli Lombardi scarl Teleclimatizziazione mediante pompe di calore
Dott.ssa Claudia Moneta DG Agricoltura ed Ing. Mario Grippa Comune di Milano Biomasse e produzione di idrogeno
Dott. Gabriele Boccasile DG Agricoltura Biodiesel
Dott. Claudio Repossi Navigli Lombardi scarl Salti d’acqua per produzione di energia elettrica
Nell’ambito delle prime analisi di fattibilità prodotte dai “Gruppi progetto” si allega di seguito una scheda riguardante i temi di immediato interesse e di più avanzato stato progettuale:
L’acqua dei Navigli, dei fontanili e della prima falda può essere una fonte energetica alternativa per riscaldare in inverno e raffrescare in estate. L’acqua di falda, in particolare, con la sua abbondanza è una risorsa importante per il nostro futuro energetico. A differenza dei combustibili fossili non ci costa né come importazione né come trasporto e, soprattutto, non inquina.
Vi è quindi la possibilità di avviare sul territorio metropolitano progetti innovativi di teleriscaldamento e teleraffrescamento con tecnologia a “pompa di calore” mediante l’utilizzo dell’acqua di falda, sfruttando così una risorsa nascosta ma abbondante e preziosa come il petrolio. Tali centrali per la produzione di calore serviranno con reti di teleriscaldamento i quartieri circostanti e possono anche essere inserite in tutte le aree di nuova edificazione, solitamente quartieri ad elevata densità edilizia che necessitano di consistenti apporti energetici.
Tecnicamente l’impianto è costituito da una sezione di cogenerazione, da un sistema a pompe di calore, da una sezione di integrazione e da serbatoi di accumulo termico integrati con sistemi di riscaldamento elettrico. La sezione a pompe di calore, che rappresenta la parte più innovativa del progetto, garantisce una consistente produzione termica, integrata dai contributi provenienti dalle sezioni cogenerazione e di integrazione.
Per massimizzare l’efficienza del sistema, l’impianto può essere dimensionato secondo le necessità, cioè il rapporto di potenza tra la sezione cogenerativa e la sezione pompe di calore viene progettato in base ad un’analisi di ottimizzazione energetico/ambientale costruita a partire dal profilo della richiesta termica dell’utenza.
Generalmente le caratteristiche termiche dell’acqua di teleriscaldamento permettono di realizzare COP (Coefficient of Performance) pari a 3÷ 4 (1 KW elettrico assorbito, 4,5 MW termici prodotti). Si raggiungono perciò anche notevoli risparmi sia di energia primaria che economici : rispetto ad un impianto tradizionale che dovrebbe utilizzare una caldaia a gas per il riscaldamento ed un gruppo frigo aria/acqua per il condizionamento (tali risparmi sono di solito quantificabili intorno al 40 %).
Le pompe di calore, che utilizzano acqua di prima falda, sono alimentate con energia elettrica; la connessione alla rete elettrica e la presenza degli accumuli termici, garantiscono la possibilità di modulare il funzionamento dell’impianto tenendo conto anche dell’andamento della domanda elettrica nazionale.
I vantaggi immediatamente visibili di questo tipo di tecnologia sono:
1. la diffusione di sistemi di produzione termica alimentati ad energia elettrica e, in special modo quelli a pompe di calore con accumulo termico, permettono di produrre in ore notturne anche a fronte di una richiesta di carico termico prevalentemente diurno.
2. aumentando la richiesta notturna si contribuisce a ricalibrare l’andamento orario del fabbisogno elettrico nazionale.
È possibile quindi ottimizzare il funzionamento dei moderni cicli combinati aumentandone l’efficienza di produzione in quelle ore di notte quando la richiesta elettrica è più contenuta.
I vantaggi principali dell’impianto a pompa di calore e cogenerazione per teleriscaldamento in ambito urbano sono riconducibili oltre che al risparmio energetico, alla riduzione di emissioni inquinanti.
Questi impianti, destinati a servire una utenza diffusa sul territorio, possono essere controllati in continuo da sistemi di monitoraggio delle emissioni inquinanti e da sistemi di controllo che ottimizzano le condizioni di funzionamento. Con la sostituzione di un gran numero di impianti termici civili tradizionali si ottengono i seguenti miglioramenti ambientali:
1. azzeramento delle emissioni di polveri e di So2
2. riduzione di emissioni di NOx (circa 70 %)
3. riduzione di emissioni di CO2 (circa 50 %)
4. riduzione delle concentrazioni di inquinanti in aria riconducibile ad una migliore dispersione delle emissioni provenienti da un’unica sorgente.
La sostituzione delle caldaie condominiali con le sottocentrali di teleriscaldamento, garantisce inoltre una maggiore sicurezza per il cliente e minori oneri di gestione e manutenzione.
Ad esempio, per ogni episodio di cogenerazione a pompa di calore previsto dai nuovi progetti dell’Aem, si prevede di servire un edificato abitativo di circa 2.500.000 metri cubi (circa 30.000 abitanti), pari ad una potenza termica assorbita di circa 50 MWt.
La dismissione degli impianti termici condominiali che alimentano i fabbricati, si tradurrà in un mancato consumo di metano ed altri combustibili liquidi, cioè un risparmio di circa 10.000 tep/anno con conseguente abbattimento delle emissioni di circa 20.000 tonnellate/anno di CO2 e 6 tonnellate/anno di NOx.
(Regione Lombardia, settembre dicembre 2005)
4. I NAVIGLI PER IL PAESAGGIO
Il Paesaggio Dei Navigli
Si assiste, in modo sempre più preoccupante ed invasivo, ad interventi sui canali e sul loro territorio, anche da parte di operatori pubblici, che non tengono conto né dei vincoli paesaggistici esistenti né dei criteri di gestione che, in molti casi, loro stessi hanno contribuito a definire.
In sostanza, ci pare che il tema della tutela del paesaggio, soprattutto per quanto riguarda l’ambito milanese, non sia affatto sentito, capito né considerato.
Per questo ci pare opportuno ricordare le considerazioni in merito effettuate dal Comitato Scientifico di Navigli Lombardi e rese pubbliche attraverso il Business Plan 2006 2010.
In esse vengono elencati vincoli e criteri di gestione del paesaggio esistenti, nonché una serie di azioni atte a meglio definirli per quegli ambiti che ne sono ancora privi, al fine di sensibilizzare ed incentivarne l’utilizzo, non considerandoli un limite ma una potenzialità.
Ricordiamo a questo proposito il concetto di “bellezza” tanto caro al Presidente Formigoni: la Bellezza è la cifra di una cultura di governo e di sviluppo del territorio che si pone in funzione della persona nella sua totalità, interagendo con tutti i diversi aspetti della sua vita. Diviene quindi il volto di un sistema di relazioni tra passato e futuro, tra identità locali e dimensione internazionale, tra valorizzazione della tradizione e creatività innovativa. E’ l’idea di una cultura in movimento, espressione di soggetti che liberamente si aggregano, vivono e lavorano, è la valorizzazione delle culture e delle specificità che rendono unico e originale quanto in un territorio si esprime e si produce. I Navigli per poter essere “fruiti” e quindi “recuperati” devono essere “belli”! Non ci pare che la Darsena e quello che la circonda, con la sporcizia, i pontili di attracco mal fatti, la vegetazione infestante, il degrado paesaggistico e sociale, sia un “bel” biglietto da visita per la Milano e la Regione dell’Expo 2015!
Scheda Comitato Scentifico Navigli
1) Definizione di linee guida per la gestione del territorio
Il sistema dei principali navigli lombardi può dirsi costituito fondamentalmente da:
Naviglio Grande,
Naviglio Pavese,
Naviglio Martesana,
Naviglio di Paderno.
I territori attraversati da questi corsi d’acqua sono tutti assoggettati, a diverso titolo, alla tutela paesaggistica di cui al D.Lgs. 42/2005 “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.
Qui di seguito se ne dà un sintetico quadro:
Stato di tutela paesaggistica dei principali Navigli .
Il territorio attraversato dal Naviglio Grande è vincolato con specifico atto amministrativo solo nei comuni di:
Milano, Abbiategrasso, Albairate, Cassinetta di Lugagnano, Robecco Sul Naviglio.
Si veda la specifica cartografia in allegato A.
Il resto del territorio è assoggettato a tutela ai sensi dell’art. 142 del D.Lgs. 42/2004 (ex legge Galasso) in quanto compreso nel parco agricolo Sud Milano o nel Parco della Valle del Ticino
Il naviglio Grande dispone di criteri di gestione del vincolo solo per la parte Milanese.
Si dispone inoltre per la parte milanese di criteri di manutenzione delle sponde elaborati nel quadro del Master Plan dei Navigli.
Il territorio attraversato dal Naviglio Pavese è vincolato con specifico atto amministrativo solo nei comuni di:
Milano, Certosa di Pavia, Giussago, Vellezzo Bellini, Borgarello, Pavia.
Si veda la specifica cartografia in allegato B.
Il resto del territorio è assoggettato a tutela ai sensi dell’art. 142 del D.Lgs. 42/2004 (ex legge Galasso) in quanto compreso nel parco agricolo Sud Milano o nel Parco della Valle del Ticino
Il naviglio Pavese dispone di criteri di gestione del vincolo solo per la parte Milanese.
Il territorio attraversato dal Naviglio Martesana è vincolato con specifico atto amministrativo in tutti i comuni rivieraschi.
Si veda la specifica cartografia in allegato C.
Il naviglio Martesana dispone di criteri di gestione del vincolo per tutto il territorio.
Il territorio attraversato dal Naviglio di Paderno è vincolato con specifico atto amministrativo in tutti i comuni rivieraschi.
a) Al fine di assicurare che il paesaggio di questo importante sistema sia tutelato con modalità congruenti ed efficaci su tutto il territorio, è importante che i Comuni, ai quali la Regione ha attribuito la competenza di valutare ed autorizzare i progetti di trasformazione, siano assistiti con opportuni strumenti a suo tempo già previsti dalla regione, ma non sempre attuati. In particolare si presentano le seguenti opportunità:
redigere criteri di gestione del vincolo come prevede il Codice dei beni culturali e del paesaggio (art. 138) richiamato dalla l.r. 12/2005 (art. 74); il modello è dato dai due precedenti di cui si dispone: i criteri per i navigli Grande e Pavese per la parte nel comune di Milano e quelli del Naviglio Martesana. I due modelli sono abbastanza diversi tra loro e possono dar luogo a correttivi e integrazioni per i criteri che si predispongano per i territori che ne sono attualmente sprovvisti. L’operazione non è di piccolo conto comprendendo gli ambiti dei comuni rivieraschi, escluso Milano, dei navigli Grande, Pavese e Paderno. È indubbiamente di grande aiuto l’ingente patrimonio conoscitivo reperibile presso gli Enti Gestori dei Parchi regionali (Valle del Ticino, Agricolo sud Milano e Adda nord), presso le associazioni locali, nei progetti europei (VEV per il naviglio di Paderno e Paesaggi Mediterranei e Alpini per naviglio Grande), oltre che nelle ricerche di corredo del Master Plan .
I criteri anche prodotti dalla Navigli Lombardi SCARL su parere della Regione e/o dei Comuni potrebbero essere sottoposti all’approvazione della G.R. dopo avere ottenuto il parere positivo delle rispettive commissioni provinciali (Milano, Pavia,), otterrebbero in tal modo una legittimazione divenendo riferimenti obbligatori per la progettazione e per l’approvazione delle opere conseguenti.
Indipendentemente da questo esito gli studi potrebbero rientrare nel quadro generale del Master Plan ed essere pubblicati su supporto cartaceo e/o su CD-ROM.
I temi delle analisi possono essere quelli contenuti negli allegati D ed E.
b) Un tema di particolare importanza è quello relativo alle modalità di “manutenzione spondale” che ha già avuto un primo importante contributo nell’ambito del Naviglio Grande milanese nel corso della redazione del Master Plan . Su questa base potrebbe essere sviluppato un manuale che indichi:
come debba essere redatto uno studio specifico di tipo storico, materico, strutturale, naturalistico e come possano essere rappresentati i risultati con rilievi grafici, fotografici, ecc.
per le principali tipologie di assetto delle sponde (muratura, declivio in terreno vegetale, …) della storicità dei manufatti (recente o storicizzata) dei materiali di realizzazione (in pietra, mattoni, materiale misto) alcune prime indicazioni risolutive;
che proponga esempi di buon intervento sia come presentazione degli studi, che come realizzazione delle opere.
c) Realizzare corsi di formazione per tecnici comunali e progettisti (anche di enti pubblici che realizzano interventi sulle sponde) sullo specifico tema della tutela paesaggistica dei territori attraversati dai navigli. La particolarità dell’ambito e del soggetto proponente (SCARL) potrebbero conferire a questi corsi un carattere diverso da quelli organizzati per ambiti più vasti e con finalità più generali (ad esempio quelli organizzati in attuazione dell’ex l.r. 18/97. In questo caso potrebbero essere presentati esempi concreti, modalità di gestione del progetto e del cantiere.
2) Realizzazione di un Centro di Documentazione dei Navigli Lombardi.
Il senso di questa istituzione è quello di offrire un luogo dove sia possibile consultare pubblicazioni e studi prodotti in tema di conoscenza dei Navigli storici con particolare riferimento al sistema dei navigli lombardi.
La raccolta potrebbe comprendere anche la documentazione riguardante Navigli appartenenti a Stati membri dell’Unione Europea e stati extra comunitari; esistono associazioni internazionali che potrebbero essere interpellate e messe in rete.
Appunti per la realizzazione:
in una prima fase è necessario provvedere alla raccolta delle pubblicazioni disponibili in Lombardia,
prendere contatti con le istituzioni europee che si occupano specificamente dei singoli navigli o sistemi di navigli. Si potrebbe in questo modo verificare la possibilità di creare una rete che ponga in connessione questi soggetti per scambio di informazioni (notizie storiche, dati tecnici, normativa specifica disponibile, manualistica, eventi periodici o eccezionali, …).
Il centro deve comprendere locali di raccolta e spazi di consultazione dotati anche di sistemi per la consultazione di materiale su supporto diverso da quello cartaceo. Deve essere possibile disporre di apparecchiature di riproduzione.
Presso il Centro deve essere disponibile anche un elenco degli archivi presso i quali sono depositati documenti relativi ai navigli (nel corso dei lavori relativi al progetto europeo VEV è stato fatto uno studio sulla disponibilità di studi reperibili in archivi lombardi).
3) Un’interessante iniziativa collaterale, ma che potrebbe risultare di implementazione tanto del manuale quanto del Centro di documentazione è quella di realizzare una campagna fotografica di riprese aeree prospettiche (sul modello di quelle realizzate nella pubblicazione “Rappresentazione del paesaggio dei navigli della Martesana e di Paderno”). Questa forma di rappresentazione del territorio dei navigli costituisce un’utile integrazione delle foto aeree zenitali disponibili presso il SIT della regione Lombardia e delle tavole di pianificazione del territorio (Comuni e parchi), oltre che di eventuali sistematiche rappresentazioni fotografiche del territorio riprese a terra. Il vantaggio di questo tipo di foto aerea è quello di comunicare la terza dimensione rispetto alle foto aeree prospettiche e la struttura paesaggistico/territoriale di contesto rispetto alle foto riprese a terra.
La Qualità Urbana
Qualità dell’aria e Qualità dell’abitare sono temi sempre più al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e, conseguentemente, tutte le Istituzioni Comunitarie, Nazionali, Regionali e Locali si sono attivate su questi fronti.
Oggi risulta evidente che le azioni volte a fronteggiare le questioni ambientali e quelle urbanistiche (l’emergenza casa nelle aree metropolitane, ad esempio, ha assunto dimensioni drastiche) sono sempre più riconnesse tra loro ma, nella quotidianità, spesso rischiano di divergere: diventa necessario perseguire forme d’equilibrio fra ambiente (agricoltura / energia) e paesaggio (infrastrutture ed edificati), raggiungibili solamente con azioni di integrazione e sinergia che derivano da ricerca, innovazione e formazione diffuse.
A seguito di ciò, si propone la centralità della Qualità Urbana, quale tematica di confronto permanente tra le Istituzioni, le Università, le professioni e le comunità locali, con il fine di promuovere e diffondere la cultura della Qualità Urbana, con l’identificazione e la realizzazione di interventi pilota.
In questo contesto, l’obiettivo che ci si pone è quello di coniugare, attraverso confronti che producano esempi concreti, le necessità ambientali con particolare riguardo alla qualità dell’aria con i necessari interventi di “trasformazione urbana”, in forma condivisa e partecipata dalle Istituzioni, dal mondo accademico e dalle Comunità Locali.
I contenuti del “Protocollo di Kyoto”, del “Quadro Strategico Nazionale 2007-2013”, il P.I.C.O. (Piano per l’innovazione, la crescita e l’occupazione) e i Documenti di Programmazione Regionale (in particolare gli assi 2 “Energia” e 3 “Mobilità Sostenibile” del P.O.R. Competività) devono essere visti quindi come punti di riferimento e di indirizzo per nuove forme di crescita.
Essi, tra l’altro, nella piena attuazione del principio di sussidiarietà, riconoscendo il valore dell’housing sociale ovvero di quelle “azioni, iniziative e strumenti volti a favorire l’accesso delle persone svantaggiate ad un contesto abitativo e sociale dignitoso” rendono disponibili risorse anche economiche alle quali gli operatori pubblici e privati, posti su un reale piano di parità e concorrenza, possono attingere per sviluppare politiche abitative ed azioni di riqualificazione urbana complessa con conseguenze positive sui sistemi sociali coinvolti.
Non bisogna infine tralasciare, tra i possibili investitori Istituzionali per operazioni di questo tipo, vista anche la sempre maggiore importanza che sta assumendo la previdenza complementare, i fondi pensione, i quali attualmente richiedono un ritorno di interesse di circa il 6 6,5% annuo.
Progetto: Le 23 Cascine
Si riporta una scheda progettuale sintetica con i dati salienti ed i criteri guida dettati dal Comitato Scientifico di Navigli Lombardi cui attenersi.
La Scheda Del Comitato Scientifico Navigli
Località: Milano - 23 Cascine poste principalmente nella zona sud della città.
Oggetto: 23 edifici storici, alcuni di grande pregio, alcuni ristrutturati ed in uso ed altre da ristrutturare, per un totale di circa 48.446 mq.
Proprietà: Demanio del Comune di Milano.
Tipologia: Da determinarsi da parte dell’Amministrazione Comunale con procedura di natura pubblica.
Obiettivo: Per ogni edificio si prevede un processo di rifunzionalizzazione coordinato che preveda attività di pubblica utilità, tra cui: residenziale, residenziale sociale e commerciale. Alcuni spazi potranno essere affidati in locazione (alcuni a tariffe commerciali ed altri a tariffe agevolate con riduzione del 70%), mentre larga parte (quella residenziale, con relative pertinenze) potrà essere venduta e locata (edilizia convenzionata ed edilizia libera, in proporzioni da concordarsi con l’Amministrazione Comunale).
Descrizione: Ristrutturazione degli edifici esistenti in funzione dei nuovi usi progettualmente indicati, secondo le seguenti ipotesi:
Scenario A
Residenziale libero per 50% - 24.223 mq,
residenziale convenzionato 30% - 14.534 mq,
usi diversi per 20% mq 9.689 mq.
Scenario B
Residenziale libero per 30% - 14.534 mq,
residenziale convenzionato 30% - 24.223 mq,
usi diversi per 20% mq 9.689 mq.
Entità: Investimenti: 82.358.200 di Euro (costo di ristrutturazione 1.700 €/mq);
Introiti (23 cascine) per:
Scenario A 125.959.950 €
Scenario B 105.612.650 €
Calcolo eseguito ipotizzando i seguenti costi di vendita al metroquadro:
residenziale libero: 3.600 €/mq,
residenziale convenzionato: 1500 €/mq,
usi diversi: 1750 €/mq.
La Proposta
Proposta per la definizione di un “progetto direttore” volto alla individuazione di modalita’ per il recupero e riuso di alcune cascine nell’area dei Navigli Lombardi per l’attivazione di iniziative imprenditoriali. (Fonte: Comitato Scientifico Navigli Lombardi)
Il Master Plan Navigli lombardi ha censito nell’area dei cinque Navigli 213 edifici agricoli singoli (cascine) di varia dimensione, tipologia, stato di conservazione, consistenza edilizia e di assetto proprietario, etc. 56 edifici produttivi agricoli (generalmente ex mulini) e 30 nuclei di antica formazione situati in ambito rurale o boschivo.
La presente proposta intende tratteggiare le prime linee di un progetto finalizzato al recupero, valorizzazione, rifunzionalizzazione di tali beni in funzione di un utilizzo economico-sociale e per costruire quattro “CASES” da estendere ad altre realtà del medesimo territorio.
Le proposte quindi mirano sia all’intervento più tradizionale di recupero ed utilizzo edilizio del contenitore, sia alla individuazione del contenuto di attività, alle forme di gestione ed ai sistemi di integrazione. Inoltre verranno fornite informazioni dettagliate ed indicazioni progettuali per il miglior utilizzo possibile del patrimonio immobiliare.
Criteri per la scelta della destinazione d’uso o riuso.
a) LE CASCINE MANTENUTE A DESTINAZIONE AGRICOLA
In via generale e di massima si ritiene che le cascine che mantengono un uso agricolo e hanno una loro produttività nel sistema agrario e una congruità nel paesaggio dei Navigli debbano conservare tale destinazione.
Tali cascine costituiscono un “presidio agricolo”, ovvero costituiscono il nodo in cui si intrecciano i rapporti tra territorio ed attività economica, un presidio importante sotto molti punti di vista.
Tale parte del patrimonio edilizio in questione è, quantitativamente parlando, la preponderante.
Rientrano in questo gruppo di situazioni sia i sistemi rurali che hanno imboccato da tempo la strada della monocoltura spinta e che probabilmente nel tempo hanno anche superfetato le strutture edilizie per il sopraggiungere di esigenze produttive, sia quelli che sono eventualmente sopravvissuti alla desertificazione della meccanizzazione agricola probabilmente non modificando le strutture edilizie.
Per entrambe le situazioni l’avanzare delle politiche e delle ipotesi delineate nel Master Plan, offrirà loro potenzialità di diversificazione, riconversione o integrazione che possono portare a importanti convergenze con l’ipotesi di un assetto territoriale e produttivo meno aggressivo.
L’uso o la rifunzionalizzazione di tali strutture passa attraverso il criterio del “privilegio al contenuto” e cioè della destinazione d’uso storica o ad essa assimilabile e compatibile.
Tale principio potrebbe esprimersi nel criterio di consentire con una certa tolleranza e ampiezza le modifiche alla struttura edilizia purchè sia mantenuta la destinazione agricola principale o prevalente.
Per questi insediamenti si pongono due problemi:
Il primo riguarda la necessità di dare loro un quadro normativo che coniuga conservazione e tutela del bene architettonico ed ambientale con le necessità produttive.
In questo senso è interessante approfondire gli esiti ad oggi delle norme del Piano di settore per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico monumentale a carattere rurale del Parco sud Milano.) Quivi venivano definiti 5 punti chiave per incentivare la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico monumentale a carattere rurale del Parco sud Milano (Agostini - Agostini,Branduini Agostini,Cerioli)
Flessibilità ed adattabilità dell’apparato normativo
Sostenibilità delle scelte
Sussidiarietà
Gestione del patrimonio
Partecipazione sociale: abaco guida alla valorizzazione e riuso del patrimonio storico monumentale a carattere rurale; repertorio dei materiali e relativo prezziario.
Il secondo riguarda il fatto che tali aziende possano avviare in parte o in toto la loro produzione verso una agricoltura che produce anche ambiente. In questo secondo problema rientra anche il fatto che l’economia della cascina, guardi verso quella che potremmo chiamare “agricoltura multifunzionale”.
Possiamo chiamare con questo nome alcune integrazioni al reddito agricolo, e compatibili con quest’ultimo, che in un primo tempo hanno dato esiti, spesso non ben regolamentati verso l’ agriturismo, successivamente ha trovato ampliamenti verso la didattica agricola, al museo agricolo (vedi l’esperienza piemontese dei musei in fattorie e cascine) vendita diretta dei prodotti, l’agricoltore imprenditore di tempo libero (lezioni di equitazione, gite a cavallo etc. etc.
Le più nuove integrazioni e ancora non molto diffuse riguardano i centri Welness per il benessere psico-fisico (Welness-factory parti di strutture agricole funzionanti o non funzionanti), ma potremmo indicare altre possibili direzioni verso le scuole e/o corsi di cucina biologica, la bio-accoglienza (vacanze o fine settimana in fattoria che applica criteri di coltivazione bio), lezioni sulla coltivazione dell’orto, porzioni di aree affittate a cittadini per coltivare l’orto, porzioni di stalle affittate per mantenere il cavallo o altri animali etc.
Il tutto deve avvenire, ed è la base per la riuscita anche economica dell’iniziativa, ovviamente in un contesto ove l’ambiente è di buon livello (possibilmente in un di Parco naturale o comunque in un ambiente protetto o salvaguardato), le occasioni (percorsi a piedi ed in bicicletta etc.) debbano essere varie ed interessanti, il sistema delle opportunità ben costruito e vario.
b) LE CASCINE TRASFORMATE
Una delle prerogative importanti dell’architettura è di non essere legata univocamente alla precisa funzione originaria, ma di contenere sempre un margine, più o meno vasto, per altre funzioni ed utilizzazioni.
L’obbiettivo in questo senso è quello di mantenere l’accordo tra le componenti formali e funzionali: data una forma si tratta di procurarle un fondamento economico-sociale compatibile con i valori formali esistenti.
Tali trasformazioni potrebbero rappresentare il “privilegio della forma” che potrebbe esprimersi nel criterio di consentire con una certa ampiezza le modifiche di destinazione d’uso purchè sia conservata la forma cioè l’aspetto esterno, l’ingombro volumetrico, il rapporto tra struttura edilizia e struttura del paesaggio di riferimento.
Per dirla in altro modo le modalità per il riuso devono avere alla base una progettazione che coniughi salvaguardia, sostenibilità e governo delle trasformazioni.
Vale a questo proposito elencare alcune tipologie di strutture edilizie rurali presenti nell’area Navigli Lombardi che influenzano anche le scelte di un possibile riuso:
1. Cascina singola ad un solo corpo di piccole dimensioni
2. Cascina singola generalmente composta da un corpo centrale e da una o due barchesse fino a formare un corpo edilizio chiuso con corte centrale
3. Più corpi edilizi composti da aggregazioni come sopra
4. Veri e propri borghi agricoli.
5. Altri manufatti legati alla agricoltura (mulini-ghiacciaie etc)
Le articolazioni tipologiche elencate si limitano a distinguere le cascine dai borghi rurali e dalle altre costruzioni, mentre sarebbe opportuno avere oltre che una suddivisione tipologica anche una prima valutazione dimensionale che va ad influire sulla scelta di riuso.
Le varie tipologie sopra elencate o le altre possibili articolazioni e o condizioni ovvero: la dimensione edilizia, la collocazione territoriale (vicine o lontane ai centri abitati, ai nodi di interscambio della mobilità), la loro importanza architettonica, ambientale e a volte monumentale e i relativi vincoli, le eventuali aspettative delle comunità e delle amministrazioni, eventuali progetti o programmi in corso, determineranno una scelta mirata e puntuale di riuso. Alcune delle condizioni elencate sono presenti nel data base del Master Plan, altre (suddivisione tipologica, una prima valutazione dimensionale) non sono presenti anche se importanti nelle successive scelte da effettuare.
b.1) I possibili contenuti.
Per il momento si ritiene di elencare alcune possibili funzioni riservandosi di entrare nel dettaglio in tempi successivi ed in una fase più mirata del progetto.
1) Innanzitutto una prima possibilità è data da un impiego delle cascine non utilizzate o abbandonate ancora nell’ambito della “agricoltura multifunzionale” sopra definita o nell’ambito del solo turismo o impiego del tempo libero. Quindi riprendiamo le funzioni sopra riportate elencandole:
Agriturismo
Didattica agricola,
Museo agricolo
Vendita diretta dei prodotti,
Agricoltore imprenditore di tempo libero o semplicemente impresa volta solo al tempo libero (lezioni di equitazione, gite a cavallo etc. etc.
Centri Welness per il benessere psico-fisico (Welness-factory) con o senza una struttura ricettiva alberghiera.
Scuole e/o corsi di cucina biologica, la bio-accoglienza (vacanze o fine settimana in fattoria che applica criteri di coltivazione bio),
Lezioni sulla coltivazione dell’orto,
Porzioni di aree affittate a cittadini per coltivare l’orto,
Porzioni di stalle affittate per mantenere il cavallo etc.
Tali funzioni possono essere sommate in una sola iniziativa con dei mix da definire di volta in volta e da studiare attentamente.
Non è forse una costante nella storia delle cascine essere un “centro integrato” di attività multiple?
2) Una secondo indirizzo potrebbe essere dato dalla acquisita vocazione residenziale e terziaria di strutture un tempo isolate ed ora integrate all’urbano o assimilabili a quest’ultimo in quanto a servizi, trasporti etc. In questo caso la modificazione di destinazione d’uso potrebbe andare verso:
Residenza e accoglienza
Borghi residenziali destinati a studenti, ricercatori, docenti etc. Gli interventi dovrebbero essere particolarmente qualificati nel campo delle tecniche e tecnologie d’intervento e nel campo del miglioramento dell’efficienza energetica.
Strutture ricettive casa-albergo.
Servizi terziario e tempo libero
Strutture ricettive di charme.
Piccoli centri di vendita dei prodotti e dei servizi anche per agricoltori che possono trovare uno sportello di vendita senza doversi impegnare direttamente nella commercializzazione.
Piccoli e medi centri espositivi e di lavoro per artisti ed artigiani.
Piccoli e medi centri multifunzionali di professionisti e artisti di vari settori tendenti a creare poli sinergici di creatività ricerca (vedi riuso della fabbrica del vapore di Milano o esempi analoghi presenti soprattutto in Olanda e Germania).
Destinazione per il Sociale
Case albergo per anziani.
Hospices per l’assistenza medica ed infermieristica continua ad affetti di malattie “terminali”
Un pericolo da non correre è quello di creare entità troppo chiuse ed autoreferenziate. Interessante al proposito studiare dei mix compatibili tra queste ed altre funzioni in modo che la struttura riviva con una complessità di elementi e di relazioni. Ovviamente per tutte le nuove funzioni andrà attentamente calcolato in funzione della collocazione della cascina il nuovo carico urbanistico, il sistema delle connessioni etc.
3) Altra possibilità di recupero potrebbe essere quella di creare in alcune cascine, la rete dei “Punti Naviglio”.
Le cascine come Meteore (nel senso dei monasteri greco-balcanici); le cascine come punti di una nuova riorganizzazione del territorio, sistema diffuso di presidi, porte d’ingresso al sistema Navigli Lombardi, punti di appoggio, luoghi dell’identità e del futuro che ha come centro il Naviglio.
Una rete di strutture che, mutuando l’antica rete dei caselli delle acque, offra a distanza per esempio di una tappa in bicicletta una serie di servizi (accoglienza, ristorazione, prodotti tipici, gadget, carte topografiche nolo bici, assistenza tecnica, piccolo museo del sistema navigli etc. , (l’equivalente della rete dei rifugi CAI in montagna in un territorio suddiviso per percorsi, per giornate, per itinerari etc.)
E’ possibile una specie di franchising dei punti Naviglio? Ovvero definizione di un modello da ripetere “n” volte sul territorio e da adattare di volta in volta alla struttura edilizia, architettonica, all’ambiente circostante ai vincoli storici architettonici etc. ma che mantenga alcune invarianti tali da far pensare ad una rete.
Sicuramente in questo caso diventa indispensabile la strutturazione di un sistema informatico-informativo, di una centrale operativa che sia in grado di collegarsi all’intorno ma anche al sistema turistico Regionale, quantomeno.
4) Una ulteriore possibilità di trasformazione potrebbe uscire da una valutazione delle aspettative locali, delle progettazioni già fatte o in corso e dalla loro valutazione critica ovvero da una loro sistematizzazione nel contesto complessivo del Master Plan e del piano d’azione stesso.
A questo proposito appare indispensabile un approfondito censimento delle “volontà” locali, ma appare altresì indispensabile mettere a punto una proposta che riguarda gli immobili ed i loro proprietari.
Si ritiene infatti utile approfondire alcune iniziative in grado di proporre sistemi integrati che consentano di rispondere alle diverse esigenze dei proprietari: enti e privati che intendono vendere, enti o privati che intendono mettere a reditoi i loro beni, soggetti che invece intendono partecipare alle attività ovvero ai progetti di ristrutturazione. Infine situazioni tali per cui i soggetti proprietari potrebbero essere anche i soggetti gestori.
Dimensione e caratteristiche del progetto.
Anche in forza dei criteri informatori del Master Plan e delle sue ricadute concrete sul territorio, l’azione che si intende proporre deve riconoscere maggiore forza al progetto imprenditoriale, di rete integrata sul territorio ed architettonico, spostare cioè il baricentro dall’urbanistica all’architettura, alla gestione, alla economia, dal piano al progetto complessivo, alla specificità dei singoli casi senza dimenticare di voler assolvere anche alla funzione di possibile guida (“case”) di interventi successivi.
Il progetto potrebbe articolarsi scegliendo nella gamma degli usi o riusi sopra elencati alcuni casi che si ritengono esemplari sia per il contenitore di partenza, sia per la collocazione territoriale, sia per la sua funzione strategica all’interno delle finalità generali previste dal Master Plan, sia per l’appetibilità economica e la sua “vendibilità”.
Ovviamente il criterio sopra enunciato del privilegio del contenitore o del privilegio al contenuto può e deve non essere interpretato in modo esasperato in quanto potrebbero presentarsi delle situazioni intermedie interessanti.
Il progetto potrebbe interessare 4/5 situazioni concrete da scegliere come sopra indicato ed avere la caratteristica di progetto-pilota e di progetto-norma architettonica per gli altri numerosi casi presenti nell’area dei Navigli Lombardi.
Primo elenco dei possibili soggetti interessati alla gestione e realizzazione dell’investimento
I possibili soggetti interessati alle proposte di cui sopra potrebbero essere:
Cooperative e associazioni agricole
Singoli imprenditori nel campo immobiliare
Imprenditori nel campo sociale
Cooperative sociali e loro consorzi
Agenzie del Territorio
Associazioni e gruppi ambientalisti
Società consortili fra imprenditori
Primo elenco dei possibili finanziamenti da attivare
Finanziamenti su leggi specifiche es. per edifici che rimangono nell’ambito agricolo e coerenti con l’arch. bioecologica legge 378/2003
Programmi Fondazione Intesa
Finanziamenti diretti da parte di Regione, Provincia e Comuni
CFI con finanziamenti ex Legge Martora
Strutture finanziarie della Cooperazione
Banche
Finlombarda
Capitale proprio dei soggetti gestori
Fondi Obiettivo 2.
Una primo progetto stralcio esemplificativo, che deve avere la caratteristica di essere velocemente operativo, potrebbe essere fatto su edifici di proprietà pubblica con non eccessivi problemi normativi, con la finalità, ad esempio di avviare un programma che comprenda tre o quattro tipi di funzioni e di modalità di riutilizzazione. Oppure, alternativamente o anche contemporaneamente, si potrebbe privilegiare un intervento per costruire una “rete”. In pratica ciascuno dei quattro casi seguenti potrebbe costituire la base di una rete di attività simili o complementari, a sua volta legata e collegata ad una rete locale.
1. Riuso nel settore della Agricoltura Multifunzionale da affidare ad una cooperativa agricola e possibilmente da integrare nel progetto delle aziende agri-energetiche.
L’edificio per la parte agricola non richiede particolare ubicazione e dimensione.
La parte multifunzionale (piccolo commercio, spaccio, piccola agricoltura ortiva, pratica di sports etc. etc. richiederebbe di essere ben servito da una strada e possibilmente su un percorso ciclopedonale.
Il finanziamento per questo progetto potrebbe arrivare dalla legge 378/2003 ma anche dalle strutture Finanziarie della cooperazione.
In caso di ubicazione vicina a “salti” del Naviglio è facilmente intuibile una destinazione anche di tipo energetico.
2. Riuso nel settore residenziale.
Possibilmente un insieme di volumi da concepire come un piccolo borghetto.
L’edificio o il gruppo di edifici che potrebbero essere rivolti alla gamma delle utenze sopra descritte devono essere possibilmente ben serviti dai mezzi pubblici e dalle infrastrutture in genere.
Possibilità di attività di bed & breakfast.
Il finanziamento per questo progetto potrebbe arrivare da privati che vi risiederanno, dal sistema delle Banche, da Fondi pubblici sulla residenza.
3. Riuso nel settore del sociale.
L’edificio rivolti alle utenze sopra descritte devono essere possibilmente ben serviti dai mezzi pubblici e dalle infrastrutture in genere.
In questo caso un progetto di housing sociale potrebbe trovare giusta collocazione.
E’ necessario ipotizzare spazi (magazzini, barchesse, cantine etc) per lo svolgimento di piccoli lavori ergoterapici.
Il finanziamento per questo progetto potrebbe arrivare da una Fondazione Bancaria oltre che dalle Leggi Regionali e dalla CFI.
4. Riuso nel settore dei servizi della rete dei Navigli
L’edificio destinato a costituire il primo “punto Navigli” deve accogliere le destinazioni sopra descritte della rete dei Navigli e sarà obbligatoriamente lungo il percorso ciclopedonale del sistema dei Navigli.
Deve necessariamente essere collegato ad altre infrastrutture di servizio al Turismo.
L’inserimento di servizi telematici avanzati, il collegamento di questa struttura a tutta una rete “regionale” o “nazionale” potrebbe trasformare un punto di informazioni in un servizio di alto livello anche a scopi scientifici e didattici.
Questa ipotesi ben si addice alla creazione di un “Progetto RETE” simile ad altri progetti sui corsi di acqua realizzati nel centro e nord Europa:
I 4 progetti PILOTA devono fungere da LEGAME lungo il TEMA dei NAVGLI.
I progetti sono una OFFICINA sperimentale da clonare poi in altre situazioni.
Se si realizza una RETE INTEGRATA con destinazione a servizio del Turismo diventa alta la sua esportabilità in altre zone della Regione o Italiane. Si tratta, in questa prima fase, di decidere se privilegiare la verticalità (naviglio) o l’orizzontalità (le situazioni locali). Oppure tentare un approccio complessivo che cerchi di CARATTERIZZARE le esigenze locali dentro un FILONE TEMATICO rappresentato dall’ ACQUA dei NAVIGLI ma altresì da un tessuto di piccola imprenditorialità moderna ed integrata, dotata di infrastrutture altamente informatizzate ed avanzate.
Progetto: Lo Scalo Ferroviario di Porta Genova
Il Contesto
Con l’Accordo di Programma del 18 agosto 2000 promosso dal Sindaco del Comune di Milano in data 27 luglio 2007 ed integrato in data 18 luglio 2008 con contenuti di variante urbanistica al Piano Regolatore Generale vigente, si è definito l’intento di realizzare la trasformazione urbanisrica delle aree ferroviarie dismesse ed in dismissione, site nel Comune di Milano e denominate “scalo Farini, scalo Romana, scalo e stazione di Porta Genova, scalo basso di Lambrate, parte degli scali Greco-Breda e Rogoredo, aree ferroviarie San Cristoforo”.
La Greenway Porta Genova
In particolare, lo scalo di Porta Genova, come riportato anche all’interno del documento preliminare (scoping) di Valutazione Ambientale Strategica (V.A.S.), si affianca al tracciato del Naviglio Grande, costituendo pertanto un’importante risorsa territoriale, in quanto occasione per l’attestarsi in un ambito centrale di un sistema di alto valore ambientale, quello del parco lineare del Naviglio. Il parco lineare rappresenta un progetto, già proposto in documenti di inquadramento e programmazione delle Amministrazioni Locali, di tracciato “verde” con percorso ciclo pedonale, il cui terminale è localizzato presso lo scalo di Porta Genova e che si estende fino alle aree ferroviarie di San Cristoforo, per innestarsi sulla ciclabile dell’alzaia del Naviglio che porta fino ad Abbiategrasso. Lungo il Naviglio Grande sono altresì in corso di realizzazione diversi progetti che stanno riqualificando l'intero ambito urbano. In particolare: lungo via Savona, tra via Tolstoj e via Brunelleschi, gli interventi di riqualificazione delle aree industriali dismesse ex Osram ed ex Loro Parisini. Conseguentemente, si ritiene che sia possibile considerare pertinente a tale procedura l’intera area del Naviglio Grande.
La corretta destinazione dell’area di Porta Genova consentirà la sua connessione al corso del Naviglio e, quindi, la creazione di un vero e proprio sistema di greenways per la città. Il termine greenway rappresenta un sistema di territori lineari tra loro connessi, protetti, gestiti e sviluppati in modo da ottenere benefici di tipo: ricreativo, ecologico e storico-culturale. In un’ottica di mobilità, le greenways possono costituire un sistema di percorsi dedicati a una circolazione non motorizzata, in grado di connettere le popolazioni con le risorse del territorio (naturali, agricole, paesaggistiche, storico-culturali) e con i "centri di vita" degli insediamenti urbanistici, sia nelle città che nelle aree rurali. Esse si denotano come vie naturali, in quanto evidenziano, recuperano e utilizzano le vie e gli elementi naturali già esistenti e, talvolta, vari elementi antropici-tradizionali.
Solitamente, una greenway si struttura lungo un corridoio naturale (fiume, torrente o canale) o lungo un percorso di cresta/crinale o, ancora, attraverso il territorio, utilizzando una linea ferroviaria dismessa convertita ad uso ricreativo, un canale o una strada scenica. (definizioni tratte da J.Gy. Fabos e C. Little e adattate).
Riteniamo quindi importante che in fase progettuale l’area non venga concepita unicamente quale verde urbano, a beneficio esclusivo del quartiere, bensì quale vera e propria “porta urbana” di accesso ed interconnessione a due sistemi verdi imperniati sul Naviglio Grande e Pavese: un’area, quindi, profondamente integrabile ad un sistema più vasto e virtuoso, sulla scorta di una Best Practice già sperimentata a livello europeo in Gran Bretagna, Belgio, Francia e Spagna sin dalla fine degli Anni ‘70 .
Il Naviglio Pavese, difatti, è già corpo di una greenway: la Milano Pavia Varzi (km. 110), come da Protocollo d’Intesa tra i soggetti istituzionali preposti (Regione, Province, Comuni ed Enti Parco) del 24 marzo 2005, di cui, a tutt’oggi, è stato realizzato il comparto di Pavia; il restante tratto è in fase progettuale avanzata, con un nodo di criticità proprio nel tratto iniziale milanese. Come potrebbe avvenire nel caso di Porta Genova e San Cristoforo, anche questa greenway ha avuto il proprio avvio dalla dismissione del tratto ferroviario Voghera Varzi.
Il Naviglio Grande, grazie agli interventi di riqualificazione delle aree industriali dismesse ex Osram ed ex Loro Parisini, ai parchi Argelati e Sieroterapico, alle integrazioni ciclopedonali con la Milano-Abbiategrasso, sarà sede, in un futuro ormai prossimo, di una seconda greenway: appare quindi chiaro, come nelle immagini riportate in ultima pagina, che tale sistema avrà in Porta Genova il proprio baricentro.
Palazzo Galloni
Inoltre, nei pressi dello scalo di Porta Genova, Al numero civico 66 della via Alzaia Naviglio Grande, in prossimità dell’incrocio con la via Valenza, è posto un edificio, di proprietà del Comune di Milano, denominato Palazzo Galloni. Monumento storico realizzato tra il XVII ed il XIX secolo, si sviluppa su tre piani ed è attualmente dotato di due accessi, uno dalla via Valenza e l’altro dalla via Alzaia Naviglio Grande. Esso risulta in pessimo stato di conservazione, ad eccezione di piccole porzioni al piano terra. L’edificio ha le seguenti consistenze: mq. 850 circa al piano terra; mq. 650 circa al piano primo; mq. 410 circa al piano secondo; mq. 1.910 circa totali.
Il contesto è quello del primissimo tratto cittadino del Naviglio Grande. L’area della Darsena milanese, cui sostanzialmente appartiene il tratto di Naviglio in oggetto, è spesso teatro di grandi manifestazioni e comunque sempre al centro dell’attenzione di cittadini e turisti. La zona è altresì indicata come isola ambientale e, quindi, zona a traffico limitato. Dal punto di vista urbanistico, l’area risulta azzonata come zona omogenea B2 destinata ad insediamenti misti residenziali, artigianali, industriali, terziari, commerciali, ad attrezzature pubbliche o di uso pubblico e collettivo, nonché a servizi privati. Indicata come zona meritevole di salvaguardia ambientale, gli interventi ammissibili devono tendere a salvaguardare e valorizzare l’ambiente storico, paesistico e naturale del contesto. L’edificio può avere destinazione esclusivamente come “servizi alla collettività”.
Palazzo Galloni, attualmente, ospita una nota e stimata associazione artistico-culturale, ovvero sia l’associazione culturale “Centro dell’Incisione”, nonché altre associazioni artistiche attive nella creazione ed esposizione di opere d’arte, oltre che nella divulgazione e formazione artistiche.
Considerato che l’edificio è già stato riconosciuto dallo stesso Comune di Milano, con propria Deliberazione di Giunta dell’anno 2008 proposta dall’Assessorato all’Arredo e Decoro Urbano, già titolare della stesura del Piano Strategico Navigli, come meritevole di attenzione e dal punto di vista della riqualificazione architettonica e dal punto di vista dell’insediamento di funzioni compatibili con il contesto turistico ed artistico dei Navigli, tale edificio potrebbe essere opportunamente valorizzato nel suo ruolo centrale che tale immobile può andare ad assolvere.
Il quartiere di Milano che gravita intorno alla stazione di Porta Genova, negli ultimi 40 anni, è divenuto “residenza” prediletta di artisti e storici bottegai, luogo di conservazione di molte tradizioni ed insieme centro della “movida” cittadina. Lungo le sponde del Naviglio Grande cultura, sport e turismo hanno sempre spinto verso la nascita di associazioni di persone che amano i Navigli, riscrivono ed approfondiscono quello che fu il loro passato e promuovono nuove forme di Rinascita. Questa vitalità del tessuto sociale ha dato avvio a quello che si è consolidato come un embrionale polo del tempo libero della città di Milano, con l’affermarsi di un fitto calendario di appuntamenti ed eventi culturali, quali: il Mercatone dell’Antiquariato, Arte sul Naviglio, Fiori e Sapori sul Naviglio, l’Isola Pedonale Estiva.
Più in generale, sul Naviglio Grande si respira un clima in cui l’arte e la tipicità sono in continuo fermento, tanto che, oltre agli atelier di pittura ed alle gallerie espositive, anche importanti istituzioni del settore, quali la Nuova Accademia di Belle Arti e la Fondazione Scuole Civiche di Milano, vi hanno stabilito la propria sede.
Conseguentemente, si ritiene che, dopo opportuna attività di restauro conservativo e di generale ristrutturazione architettonica, Palazzo Galloni possa divenire sede del “Centro Culturale dei Navigli”. Quivi potranno essere realizzati spazi pubblici da adibire agli usi più diversi, ma sempre coerenti con tali premesse: sedi per le diverse associazioni culturali, spazi espositivi degli artisti, mostre sulla storia e sulla Rinascita dei Navigli, laboratori didattici per l’educazione ambientale ed artistica, un info-point permanente dell’Amministrazioni Locali in uno dei luoghi simbolo della città, della sua storia e del suo futuro.
È nostro parere che una proposta di progetto per l’isola ambientale di “Porta Genova” non possa non tenere conto dei tratti essenziali sopra brevemente tracciati, per una più ampia visione territoriale ed una progettazione integrata tra le differenti linee di sviluppo comunale, provinciale e regionale.
5. I NAVIGLI PER LA TRADIZIONE
La Tradizione Dei Navigli
I Navigli sono l’anima della nostra tradizione ed è nostro dovere conservare e promuovere le culture dei Navigli sensibilizzando la geocomunità ai valori che i canali veicolano e hanno veicolato attraverso la storia.
Il Sistema Navigli, i suoi canali, il suo territorio, la sua gente rappresentano un patrimonio sociale e culturale di tradizioni del mondo agricolo e del mondo urbano ieri e metropolitano oggi, di produzioni artistiche di alto livello e al tempo stesso di feste locali e di sagre .
L’“anima” dei Navigli emerge nella realizzazione di un programma di spiccato profilo artistico e culturale, di rilievo nazionale ed internazionale, teso alla promozione e valorizzazione del territorio; emerge dalla sensibilizzazione degli studenti delle scuole primarie e secondarie sino alle università e della geocomunità stessa a valori che il Sistema Navigli incarna e a potenzialità che a tutt’oggi esso è in grado di offrire per il miglioramento della qualità della vita dei residenti e dei fruitori.
Mettere insieme i prodotti culturali ed artistici di più alto livello, valorizzati dal brand dei Navigli di Leonardo, ed esportarli sia in Italia sia all’estero; educare e formare nuove fasce di pubblico da ricercare in ogni settore della società per accompagnarli in maniera sempre più consapevole e matura alle ragioni dell’arte e della cultura e ai più alti valori morali e civili della società.
Si riportano in seguito le indicazioni fornite dal Comitato Scientifico Navigli, che condividiamo appieno.
La Scheda Del Comitato Scientifico Navigli
1. Il punto di partenza del progetto è la convinzione che esiste una “cultura dei Navigli” e dell’acqua. Questa va riconosciuta, pensata, promossa, alimentata e, soprattutto, infusa nella mentalità comune, con il proposito che, nel giro di qualche anno, essa entri a pieno titolo nella koiné lombarda e nazionale.
Nell’immaginare le linee di ricerca, gli obiettivi, le iniziative occorrerà affrancarsi da un atteggiamento che fa coincidere un’azione di tipo culturale semplicemente con un “tempo libero” da riempire; come bisognerà andare oltre la tentazione del consenso immediato conseguibile solo attraverso la realizzazione di “grandi eventi”.
La “mission” da proporsi va perseguita piuttosto grazie a un lavoro animato da una tensione continua tra l’acquisizione di quanto già esiste, il coordinamento di ciò che può sintonizzarsi lungo le linee generali del progetto, la promozione di manifestazioni “originali”. Il mix di tali componenti costituisce ragione della novità della Società dei Navigli e via maestra per muovere la gente a una progressiva partecipazione.
Se si intende garantire la necessaria unità di indirizzo e una visione strategica degli interventi va data vita a una sorta di Sovrintendenza. Ad essa toccherà di costruire i programmi, sia annuali che sul lungo periodo, di rispondere delle scelte operate, di monitorare e aggiornare l’andamento. Sarà ovviamente oggetto di un approfondimento successivo la definizione della struttura: figura di riferimento, natura e funzioni dei supporti e delle collaborazioni, budget.
2. La ricognizione di quanto Milano già offre in fatto di istituzioni, enti, centri costituisce la base, l’abbrivo. Nell’accostare ciascuno dei soggetti interessati dovrà essere chiaro il nesso con la “cultura dei Navigli”. L’”offerta” del prodotto culturale da parte degli interlocutori non potrà rappresentare per loro semplicemente la possibilità di una “esibizione”, di una “piazza”, di una occasione in più, l’opportunità cioè di ampliare un cartellone o dilatare un calendario già predisposto. Il “marchio dei Navigli” è un valore aggiunto e come tale andrà colto e attribuito a chi vorrà concorrere all’impresa. Lo sforzo della collaborazione comune che qualifica il dar vita e il prendere parte al “progetto cultura” punterà a un incontro, a un contemperamento, a una sintesi di esigenze diverse, nella consapevolezza che realizzare uno spettacolo, una mostra, un evento in termini di “originalità” rappresenta un investimento per tutti: gli enti interessati, la città, la Regione, le Province, il territorio che ha per rete vitale il sistema dei Navigli e, più in generale, l’acqua, che disegna la terra di Lombardia con i fiumi, i canali, le marcite, le risaie e ne è elemento connotante.
Facciamo delle ipotesi puramente indicative. Con il Teatro alla Scala andrà ricercata una linea di intesa capace di sviluppare possibili legami nella realizzazione di spettacoli di balletto, che, nella stagione estiva, possono trovare realizzazione ad esempio in luoghi di alto valore storico, estetico, urbanistico (vedi la piazza “leonardesca” di Vigevano).
Con il Piccolo Teatro si potrà individuare l’apporto drammaturgico che può venire dalla cultura lombarda, delle origini (si pensi all’”Adelchi”), o dell’Ottocento e del verismo (l’attenzione di Strehler a Bertolazzi). In particolare, celebrandosi nel 2007 la ricorrenza dei sessant’anni dalla fondazione del Piccolo e rivivendo per l’occasione il clima da “Rinasceva Milano” grazie a cui l’istituzione è nata, si può ricercare in tale cifra una costante della città e del suo territorio e ipotizzare forme “teatrali” attraverso cui rendere il “mito di Milano” e fare di esso oggetto di intendimento condiviso.
A sua volta, con il Pier Lombardo sarà forse possibile recuperare in maniera emblematica e significativa, la “cultura delle periferie” di un Giovanni Testori, nonché l’esempio di un Franco Parenti nella semina culturale.
Quanto alla musica, all’Orchestra sinfonica e coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi si potrà chiedere apposite stagioni concertistiche volte a proporre classici che, attraverso la musica, mettono al centro il “canto” e l’”armonia” vitale di elementi naturali. A puro titolo esemplificativo: da Smetana a Vivaldi, da Respighi a Ciaikovski, a Mussorgsky.
E’ inteso che gli eventi teatrali e musicali andranno pensati anche attraverso una loro possibile realizzazione in città e luoghi fuori dalle sedi istituzionali degli enti organizzatori. Si pensi alle abbazie (a incominciare da Morimondo, ma senza trascurare sia Chiaravalle sia Mirasole), alle basiliche (Sant’Eustorgio e Sant’Ambrogio), alle ville e ai parchi che le circondano.
Per le Mostre interlocutore dovrà essere Palazzo Reale, almeno per le esposizioni che possono in qualche modo fare epoca. Ad esempio, nel giro di due/tre anni, andrebbe pensata e realizzata una Grande Mostra su “L’Ottocento e la cultura dell’acqua”, dove presentare una rassegna con gli Impressionisti, Van Gogh, i nostri vedutisti (i veneti, oltre a quelli specificatamente milanesi o lombardi, proprio dei Navigli, come gli Induno) e quelli inglesi e dei Paesi del Nord. Potrebbe essere l’occasione a livello internazionale di presentare un volto attraente, bello, qualificante dell’Europa e di mobilitare l’opinione pubblica su “cultura ed educazione dell’ambiente”, insomma su valori unificanti. Una esposizione di tale portata potrebbe essere immaginata in concorso con altri Paesi e relative istituzioni museali e culturali. Dopo Milano essa sarebbe pronta per raggiungere altre capitali europee.
Se Palazzo Reale sarà l’apice, andrà pensata tutta una rete di possibili tematiche e di luoghi riconoscibili, con esposizioni e percorsi. Un esempio: l’archeologia industriale. Ma va prevista anche la realizzazione di moderne “mostre di strada”, che vadano incontro al pubblico, senza aspettare che questo si metta in cera di opportunità. A Milano, ad esempio, in pieno centro, in una strada di grande continuo passaggio pedonale, lungo via Dante cioè, di frequente vengono installati pannelli che, in gigantografie, riproducono immagini di luoghi stupendi, da salvare e valorizzare della terra. Una rassegna di grandi foto su “La Lombardia sull’acqua” dovrebbe costituire un appuntamento prioritario e molto prossimo.
3. Le istituzioni e gli enti costituiscono l’ossatura di un impegno culturale. Ma il successo di una strategia è legato alla capacità di generare offerte ulteriori e di suscitare intelligenze.
Un capitolo specifico andrà quindi dedicato ai giovani, ai gruppi, alla sperimentazione. E ciò varrà per il teatro (aggancio con la Scuola del Piccolo e con quella di ballo della Scala, ma anche con istanze meno strutturate), per l’arte (possibilità da sondare con l’Accademia di Brera), per l’architettura (iniziative in cui coinvolgere nell’ideazione e nella progettazione studi di professionisti in via di impianto e di affermazione, in modo da favorire l’emergere di “giovani talenti”, tematica su cui ripetutamente e di recente sono tornati sia Renzo Piano che Vittorio Gregotti), per la musica (giovani solisti e concertisti, grazie al collegamento con il Conservatorio, il premio Benedetti Michelangeli e altre opportunità dello stesso genere).
4. Rientra a pieno titolo in un progetto culturale anche la programmazione di concerti di musica leggera. Milano e la Lombardia hanno una tradizione, un repertorio, artisti. Dire Jannacci e Milva è persino scontato, come Vecchioni e quanto è rimasto dei “vecchi” Gufi. Ma senza restringere gli orizzonti a un dato di tipo regionale, sono da mettere in campo opportunità con coloro che su fronti diversi cantano problematiche del vivere oggi in una civiltà urbana: da Conte a Ligabue. Per non parlare del fenomeno Celentano, possibile testimonial dei Navigli e dell’ambiente.
5. Sensibilità specifica va riservata al Cinema. Milano ha la Cineteca e dispone di ottimi professionisti. Le formule potranno essere molteplici, dalla rassegna al “festival” tematico, alla commessa vera e propria di prodotti promozionali. Anni fa, ad esempio, Renato Pozzetto realizzò un filmato per la Regione al fine di mostrare aspetti specifici della vita di città e del possibile recupero di angoli particolari di essa. Non si dimentichi Ermanno Olmi dell’”Albero degli zoccoli” (con viaggio di nozze lungo la Martesana) e della pellicola sul “mal di vivere” in una Milano stressata e poco rispettosa delle persone e dei ritmi naturali della vita.
Si tenga conto dell’alto livello di fungibilità e di fruibilità del mezzo cinematografico e, in genere, della produzione audiovisiva, della Tv in particolare, tutte circostanze che consentono la disseminazione delle iniziative sul territorio e il coinvolgimento delle realtà locali.
6. Non va dimenticata, infine, la necessità di un coinvolgimento dell’universo editoriale. A Milano hanno sede le maggiori case editrici (per memoria: Mondadori, Rizzoli, Feltrinelli, gruppo Longanesi), che sono sempre alla ricerca non solo di nuovi autori, ma anche di luoghi e di opportunità per diffondere la cultura del libro e accrescere il pubblico dei lettori, magari qualificando e specificando meglio l’offerta. Sull’esempio di un’iniziativa lombarda di successo ormai nazionale e internazionale, il festival di Mantova, sarebbero da pensare iniziative, quali incontri tematici, presentazioni, stimoli da rivolgere anche a scrittori, poeti, saggisti. A puro titolo d’esempio ricordiamo Alda Merini, Raffaele Crovi, Luca Doninelli e la scuola di Maria Corti. Per la storia recente, non dimentichiamo che Elio Vittorini abitava davanti alla Darsena.
7. Il progetto quale quello sopra illustrato seppure a grandi linee necessita di una fase di impianto, che occuperà l’ultimo scorcio di quest’anno, 2005, e i primi mesi del 2006.
Rispettando tali tempi, le iniziative di apertura potrebbero venire messe a calendario per la stagione “primavera-estate 2006”, con l’inaugurazione verisimilmente tra fine del mese di maggio e primi giorni di giugno.
Progetto: La Conca Di Viarenna
La Conca di Viarenna, in Via Conca del Naviglio, è stata costruita, a cura della Veneranda Fabbrica del Duomo, tra il 1551 e il 1558, durante la costruzione dei bastioni (1548-1566). Essa sostituiva la precedente conca, realizzata nel 1438 e demolita per far posto ai bastioni, di cui vi è testimonianza nell’assito ligneo scoperto di recente in Darsena. Inventata dagli ingegneri della Fabbrica del Duomo, Filippo da Modena e Aristotele Fioravanti, la Conca quattrocentesca era stata rilevata alla fine del quattrocento da Leonardo da Vinci nel disegno del Codice Atlantico, f. 148 v-a ora alla Biblioteca Ambrosiana. L’epigrafe di Lodovico Sforza detto il Moro, sottostante all’insegna della Fabbrica del Duomo e del Ducato di Milano, della fine del Quattrocento, testimonia la donazione della Conca di Viarenna alla Fabbrica del Duomo, in occasione della morte di Beatrice d’Este: “una chiusa sotto l’epitaffio della Vergine Salvatrice costruita in pendio a causa di dislivello affinché le navi potessero andare da una parte all’altra della città con comodità, soggetta al fisco ed al tributo, Ludovico Duca di Milano diede in dono alla Fabbrica del Duomo nell’anno in cui sua moglie Betarice d’Este morì, 1497”.
Dopo la copertura della Cerchia dei Navigli e del Naviglio di Via Vallone (1933) la Conca di Viarenna, costruita per consentire il passaggio delle imbarcazioni dal Naviglio Grande alla Cerchia dei Navigli, è rimasta dapprima collegata alla Darsena e, successivamente, isolata ed inutilizzata. Attualmente, essa risulta recintata e priva dei suoi portoni, nella via che dalla Conca ha preso il nome, via Conca del Naviglio. Attestata alla Conca di Viarenna vi è ora l’edicola contenente le lapidi quattrocentesche rivolte verso lo specchio d’acqua oggi utilizzato, purtroppo e spesso, come vasca per rifiuti. Alimentata dall’acquedotto, nell’acqua della vasca vi sono pesci d’acqua dolce.
Considerato il suo importante valore scientifico e il suo ruolo di cerniera tra la Fabbrica del Duomo e il Naviglio Grande, tra due grandi opere, una religiosa e l’altra civile, la Conca di Viarenna è stata riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali come insigne monumento, grazie alla documentazione presentata dalle associazioni dei Navigli (in particolare, dall’Associazione Amici dei Navigli) in occasione del seicentesimo anniversario della costruzione del Duomo di Milano (1986).
Il progetto per una sua valorizzazione prevede di riconnettere la Conca di Viarenna alla Darsena, ricomponendo il bacino, restaurando la conca e riscoprendo il breve tratto del canale tra la Conca e la Darsena. L’alimentazione del canale avverrebbe con acqua prelevata dai pozzi inattivi presenti nei dintorni o con residue acque utilizzate per la produzione di calore. Dal bacino, l’acqua corrente consentirebbe il funzionamento della conca e alimenterebbe il Naviglio di Pavia, aumentandone la portata. Il sottopasso del canale di Viale Gabriele d’Annunzio rappresenterebbe un percorso alternativo protetto per l’attraversamento del Viale a piedi e/o in bicicletta. Il bacino ritornerebbe così ad essere un laghetto, posto a servizio del parco delle Basiliche e per accedere a piedi al Museo Diocesano, nonché alla basilica di San Lorenzo. Se necessario, infine, si potrebbe realizzare un ponte girevole, per dare continuità alla Via Ferrari.
Progetto: L’Idrovia Locarno-Milano-Venezia
La sempre più difficile sostenibilità degli attuali modelli di sviluppo, il progressivo depuramento delle risorse naturali e la tendenza globalizzante e omologante della cultura sono oggi i motivi che hanno condotto irreversibilmente ad un’inversione di marcia e ad una nuova partenza nel segno dell'identità, della singolarità dei luoghi e nel rispetto dei valori ad essi legati.
Il percorso da Locarno a Venezia, passante per Milano, assicura 550 km (fiume Ticino, Canale Industriale, Naviglio Grande, Naviglio di Pavia, Ticino, Po). lungo i quali è possibile rilassarsi e godere di un territorio vivo e suggestivo. La particolarità che offre è quella di consentire, ancora teoricamente, un tragitto in barca attraverso ininterrotte e mutevoli vie d'acqua. Sarebbe così possibile levare l'ancora da una fiorita cittadella svizzera, farsi trasportare dal moto, a tratti lento, a tratti ondoso, lungo le acque specchiate del lago Maggiore e quelle sublacuali del Ticino, attraversare il canale industriale, immergersi nell'ambiente e nei profumi della natura verdeggiante del Naviglio Grande, raggiungere così Milano, la sua Darsena e navigare quindi alla volta di Pavia, attraverso il Naviglio Pavese. Da Pavia poi, passando il ponte della Becca e navigando il grande alveo del fiume Po, si potrebbe navigare serenamente, sino ai porti di Piacenza e Cremona attraverso le corti rinascimentali italiane e le terre emiliane del sapore e concludere il viaggio nella Laguna Veneziana godendo così dei suoi antichi splendori e della sua fitta rete di canali. Se tutto questo fosse davvero possibile, allora oggi l'Italia avrebbe un vanto in più, che si andrebbe ad aggiungere al già lungo elenco di risorse turistiche. Tale percorso, infatti, riporterebbe alla luce tesori ambientali, architettonici, storico-artistici, archeologici ed industriali in grado di costituire un prodotto turistico decisamente ampio e favorire così il sorgere di indotti positivi per questi territori.
Dal 1998, le Associazioni dei Navigli (in particolare, l’Associazione Amici dei Navigli) portano avanti progetti di valorizzazione dei Navigli milanesi e pavesi, di cui un grande obbiettivo è il ripristino della navigazione da diporto e passeggeri dal lago Maggiore a Milano e da Milano alla laguna di Venezia, per ricollegare il lago Maggiore al mare Adriatico, passando per Milano, restaurando le conche di memoria leonardesca. “Il mare,- dicevano a Porta Ticinese,- è un naviglio senza sponda” ed in questa immagine irreale si riflette l’aspirazione massima di Milano: costruire un canale navigabile che colleghi Locarno - Milano - Pavia - Venezia. L’incantevole via d’acqua, di 550 km, esiste già ed è tutta a cielo aperto (fiume Ticino, Canale Industriale, Naviglio Grande, Naviglio di Pavia, Ticino, Po). Per renderla nuovamente attiva al turismo nautico da diporto è necessario ristrutturare numerose conche, costruirne di nuove e ricostruire i ponti per consentire il passaggio delle barche. Il sogno dei milanesi di rimediare al difetto fisico di non avere un fiume che lo congiunga al mare è tutt’altro che una chimera. Lo testimoniano la ricchezza e varietà di documenti storici, artistici, fotografici ed idraulici, il susseguirsi di immagini che, più delle parole, raccontano il lavoro dell’uomo in una regione dove i corsi d’acqua sono stati per secoli alla base del suo straordinario sviluppo. Sarebbe un viaggio tra memoria storica e realtà di oggi, progettualità e desiderio: un itinerario sull’acqua che attraversa paesaggi suggestivi, opere idrauliche straordinarie, che lambisce architetture di grande valore in un territorio che, per varietà di culture e tradizioni, è forse unico al mondo.
Relativamente ai passi compiuto e da compiere in tale direzione, ad oggi, è stata realizzata la riconnessione tra il lago Maggiore ed il fiume Ticino, fino allo sbarramento di Porto della Torre, percorrendo il tratto del Ticino da Golasecca a Varallo Pombia, 12 Km di via d’acqua tra i parchi del Ticino lombardo e piemontese, che si aggiungono ai 58 Km di navigazione lacuale da Locarno a Sesto Calende. Il progetto definitivo della nuova conca di Porto della Torre è già stato redatto ed è ora sottoposto alla valutazione di impatto ambientale. È anche in corso la progettazione definitiva della conca della Maddalena. Entro il 2010, quindi, tutte le opere necessarie per ripristinare la navigazione sul Ticino fino all’imbocco del canale Industriale dovrebbero essere cantierate e/o completate ( 2 Km di navigazione fluviale ). Restano da progettare e finanziare le opere di ripristino della navigazione lungo il canale Industriale sino a Turbigo ( 17 Km ). Da Turbigo ad Abbiategrasso, lungo il Naviglio Grande vi è da sostituire la diga mobile della centrale termoelettrica di Turbigo e, data l’elevata velocità della corrente in alcuni tratti, è necessario promuovere altri interventi risolutivi. Le opere realizzate lungo il Naviglio Grande da Regione Lombardia per la stabilità delle sponde e per gli approdi nei Comuni di Cuggiono, Bernate Ticino, Boffalora sopra Ticino, Magenta, Robecco sul Naviglio, Cassinetta di Lugagnano e Abbiategrasso, sono state inaugurate il 30 maggio 2006 ed hanno dato avvio alla navigazione turistica, in via sperimentale, lungo i 23 Km dell’asta monumentale del più antico canale navigabile d’Europa . Da Abbiategrasso a Milano ( 20 Km ) sono state realizzate le opere di consolidamento e restauro delle sponde nei Comuni di Gaggiano e di Trezzano sul Naviglio, e soprattutto nel Comune di Milano, tra il ponte di via Valenza e il ponte dello Scodellino.
Le prime due conche di navigazione del Naviglio Pavese sono state completate con finanziamento della Regione Lombardia (Conchetta e Conca Fallata) e dell’AEM S.p.a (Conca Fallata). Pertanto, il tratto del naviglio Pavese da Milano a Rozzano (Milano Fiori), 7 Km di canale, è ora potenzialmente navigabile, in attesa che si approntino i progetti per il ripristino delle altre conche del Naviglio Pavese fino alla Certosa: Il Comune di Pavia ha promosso il recupero del Naviglio Pavese dalla Darsena di Pavia fino alla Certosa di Pavia. Vi è poi da affrontare il restauro della scala d’acqua di Pavia e del porto del confluente per poter ripristinare la navigazione dal Comune di Rozzano al fiume Ticino (27 Km). Dal fiume Ticino al fiume Po (7 Km), sono stati programmati i lavori per l’introduzione di un “sentiero” di navigazione (di larghezza pari a 45 metri) fino a Piacenza lungo i 61 Km di percorso dal ponte della Becca al porto della città romana. Il progetto della conca di Isola Serafini è in corso di appalto; la nuova conca consentirà di ricollegare Piacenza a Cremona (29 Km) sia per la navigazione commerciale che per quella turistica, per le navi di quinta classe . Con la realizzazione della conca di Isola Serafini, già finanziata, si completeranno le opere per la continuata navigazione da Pavia a Venezia (318Km).
La Navigazione Dei Navigli
La Navigazione Turistica
La riqualificazione del sistema dei Navigli Lombardi è finalizzata al recupero ed alla tutela di un patrimonio idraulico di eccezionale interesse naturalistico, architettonico e storico di grande ed attuale importanza per la vita civile ed economica di un vasto comprensorio della Lombardia.
Milano è sempre stata baricentro politico e amministrativo del Sistema dei Navigli (140 km di canali tra il Naviglio Grande, il Naviglio di Bereguardo, il Naviglio Martesana, il Naviglio di Paderno ed il Naviglio di Pavia), cui corrispondeva il baricentro fisico del sistema incentrato sulla cerchia cittadina. A seguito della copertura di quest’ultima e dei suoi rami di connessione, il Sistema dei Navigli risulta diviso oggi in due sotto-insiemi:
il sistema Ticino-Milano-Po composto dal Naviglio Grande, dal Naviglio di Bereguardo e dal Naviglio di Pavia, mantiene il suo fulcro a Milano, nella Darsena di Porta Ticinese;
il sistema Adda-Lambro-Po composto dal Naviglio di Paderno, da un tratto dell’Adda e dal Naviglio Martesana.
Dopo la copertura del tratto di p.za San Marco, il sottosistema Adda-Lambro-Po ha perso ogni rapporto di interscambio urbano e risulta completamente separato dall’altro sottoinsieme rispetto alla città.
Il sistema dei Navigli attraversa 51 comuni ed interessa 3 province (Varese, Milano, Pavia), irrigando circa 60.000 ettari di pianura e connettendo Milano con il parco provinciale Agricolo Sud-Milano, con i parchi regionali del Ticino e dell’Adda Nord e, tramite gli omonimi fiumi, con il Po e con i laghi Maggiore e di Como.
Il Sistema altresì presenta numerosi salti d’acqua ed è caratterizzato, lungo una delle rive, da una strada di servizio detta “Alzaia” utilizzabile per percorsi ciclo-pedonali.
La navigazione sui Navigli, nell’800, era ormai un sistema molto ben organizzato ed attivo. Si viaggiava sicuri, comodi e tranquilli, oltre a poter osservare lungo il percorso ville e giardini di notevole bellezza.
Il trasporto sul Naviglio Grande era regolamentato come servizio pubblico dalla fine del Seicento, quando vennero fissati per la prima volta orari e tariffe. Nel corso del Settecento la normativa venne sempre meglio definita e fatta osservare, offrendo un servizio migliore per le corse, essendo le stesse più frequenti e puntuali (rif. Baselli G., 1940).
Su tale complesso sistema vigilava la figura del custode delle acque, il cui compito era quello di segnalare periodicamente all’Autorità da cui dipendeva il numero dei barchetti delle stazioni di Robecco e Abbiategrasso, con: i nomi dei proprietari, le caratteristiche, la forma e lo stato delle imbarcazioni.
Corse straordinarie venivano spesso chieste in occasione di fiere e di festività locali, come le fiere di San Fermo e San Pietro, ma non mancavano anche frequenti autorizzazioni ad astenersi dal servizio per neve e ghiaccio, i quali impedivano ai cavalli il traino contro-corrente (rif. Comincino M., 1981).
Ogni barca veniva periodicamente ispezionata dal custode, coadiuvato da un perito, il quale constatava la conformità della barca ai regolamenti: in particolare una barca-corriere doveva essere lunga 17,50 m. e larga al massimo 2,90 m., doveva essere costruita in legno di rovere e, se non fosse stata ritenuta in buono stato, se ne sarebbe dovuta ordinare la riparazione, mentre se fosse stata trovata logora se ne sarebbe dovuta dichiarare la non idoneità.
Il limite di questa navigazione era sicuramente la sua lentezza: si tentò, intorno al 1830, di superarlo con diversi esperimenti.
La prima idea fu quella di far transitare nel canale barche a vapore con un motore inglese della potenza di 10 cavalli, ma ciò non andò mai a buon fine, per cui i barcaioli decisero di aumentare il numero di cavalli che trainavano i barchetti con un discreto risultato sulla tempistica, a scapito però di situazioni pericolose dovute dall’incremento del moto ondoso, in grado di logorare progressivamente le sponde.
I migliori risultati si ebbero con le gondole veloci, più piccole dei barchetti, che venivano trainate da due cavalli e, nonostante la maggiore velocità, non creavano moto ondoso. Il viaggio non durava più di sette ore, soste comprese, ma aveva costi nettamente maggiori delle corse normali, tale per cui anche questo servizio andò spegnendosi e sui Navigli si continuò a navigare come sempre.
Con il nuovo secolo, mentre tendevano a ridursi le barche “carrette” a causa della concorrenza di nuovi mezzi di comunicazione (tram e treno), il trasporto sul Naviglio Grande continua ad essere conveniente per alcune merci: in primo luogo la sabbia, ma anche la ghiaia e i mattoni.
Nell’Ottocento i poteri ed i doveri del custode per la costante manutenzione delle rive erano molteplici: egli aveva il compito di vigilare giorno e notte sullo stato delle sponde, segnalando periodicamente alle Autorità milanesi eventuali scavamenti, e verificare cedimenti nella riva. Poiché il Naviglio Grande non poteva essere posto in asciutta al fine di non arrecare danno ai commerci ed all’irrigazione, venivano scaricati in acqua mediante le barche diversi quantitativi di ciottoli del fiume Ticino, a guisa di sostegno, al fine di annullare sul fondo le ondulazioni che generavano gorghi pericolosi per la navigazione. Le riparazioni a regola d’arte venivano invece effettuate durante le due asciutte primaverile ed invernale. L’Autorità competente monitorava costantemente anche il livello d’acqua presente: il custode aveva quindi il compito di rilevarlo tre volte al giorno, attraverso un idrometro fisso immerso nel canale e, ogni quindici giorni, inviava a Milano “lo stato del pelo dell’acqua”. Il collegamento tra Autorità centrale e ufficio periferico era poi stabile per la regolamentazione dell’uscita dell’acqua dalle bocche per l’irrigazione.
Nell’ambito del Master Plan Navigli sono state verificate le pre-condizioni per riattivare un Sistema di navigazione, sui diversi tratti omogenei. In particolare, per quanto riguarda la tratta cittadina dei Navigli Grande e Pavese, si è riscontrato che la navigazione incontra degli ostacoli dovuti soprattutto alla notevole irregolarità del fondo alveo e della velocità della corrente durante il periodo irriguo, contraddistinto dalle maggiori portate transitanti. Lungo tutto il tratto sono presenti numerosi manufatti, briglie o soglie di fondo, che generano alternanza di tratti con pendenza notevolmente ridotta e tratti con pendenza leggermente più elevata. Durante l’analisi idraulica si è focalizzata l’attenzione su due principali parametri di controllo da tenere in considerazione: i limiti di velocità della corrente ed il livello idrico. I primi sono stati stabiliti in modo tale da permettere il transito e la manovrabilità dei natanti a motore in ambo le direzioni, mentre i secondi per assicurare un opportuno margine di altezza tra il fondo canale ed il fondo dei natanti.
Tutto ciò premesso, il 23 aprile 2006, Navigli Lombardi S.c.a.r.l., in attuazione ai propri obiettivi statuari, ha dato avvio ad una stagione di navigazione turistica a carattere sperimentale.
In conseguenza degli esiti di questa prima stagione sperimentale, si giunse alla definizione ufficiale della navigazione turistica come di un’attività dalle notevoli ricadute positive sull’intero sistema Navigli, inteso nell’ottica dello sviluppo turistico, nonostante essa non possa rappresentare un’attività ad alto rendimento economico. Difatti, la navigazione, insieme ai percorsi ciclo-turistici, completa al meglio l‘offerta di servizi di alta qualità tramite i quali specializzare i Navigli come meta turistica di nicchia altamente qualificata.
La Navigazione Di Linea
Il trasporto di merci e passeggeri sul Naviglio era regolamentato come servizio pubblico fin dalla fine del Seicento, quando vennero fissati per la prima volta orari e tariffe. Nel corso del Settecento la normativa venne sempre me
glio definita, offrendo un servizio migliore per le corse, essendo le stesse più frequenti e puntuali. Il limite di questa navigazione, però, già allora, era sicuramente la sua lentezza. Con il Novecento, infine, a causa della concorrenza dei nuovi mezzi di comunicazione (tram e treno), il trasporto sul Naviglio, come quello di tutti i canali europei, finiva per essere conveniente solamente per alcune merci: in primo luogo la sabbia, ma anche la ghiaia ed i mattoni, con i quali, tra l’altro, visti i bombardamenti stradali e ferroviari subiti, è stata ricostruita la nostra città dopo l’ultima Guerra.
Il 30 marzo 1979, l’ultimo barcone di sabbia approdò in Darsena. Poi, il nulla. E, con esso, iniziò il degrado dei Navigli: senza più un ruolo economico, in grado di garantire profitti, come fino ad allora era accaduto, essi vennero trattati come un peso, scaricati da un’Amministrazione ad un’altra, nel disinteresse generale. Senza più un’autorità responsabile dei Navigli, si è avuto il peggior degrado possibile.
Oggi, spesso, parlando dei Navigli, non si ha contezza che, nel 2003, Regione Lombardia ha promosso un documento direttore, il Master Plan Navigli che, raccogliendo studi, ricerche ed esperienze dalle principali Università lombarde, indica sostanzialmente la strada per riqualificare il Sistema dei Navigli: restituendo loro funzioni attuali nelle moderne economie, in grado di produrre le risorse necessarie al loro restauro (2,5 MEuro al km lineare per oltre 160 km di sponde sui 2 lati dei 5 Navigli) ed al miglioramento della qualità della vita delle Comunità che essi attraversano: i Navigli, moderne infrastrutture per l’agricoltura, per l’energia, per il turismo, per il paesaggio, nonché testimoni di identità e tradizioni.
La navigazione turistica fa parte di queste funzioni attuali. La prima stagione di navigazione turistica sperimentale, avviata nell’estate del 2006, ha anche ricompreso una serie di approfondite verifiche (analisi chimico-fisiche dell’acqua effettuate da ARPA Lombardia e verifiche statiche spondali effettuate proprio da stimati professionisti veneziani!) per valutare l’impatto dei moderni motori sull’acqua e sulle sponde del Canale. Oltre che a classificare la purezza dell’acqua del Naviglio Grande con il valore di “2, ossia buono”; i risultati delle verifiche statiche hanno confermato che, ad una velocità di crociera turistica (tra i 3 ed i 5 nodi), atteso anche il modesto numero di imbarcazioni impegnate, “le limitate ampiezze di oscillazione registrate in prossimità delle sponde della corrente perturbata dalla navigazione innescano modestissimi trasporti energetici e, pertanto, di intensità tale da non poter interagire con le strutture di sponda che delimitano il Naviglio”. La navigazione turistica NON inquina e NON danneggia le sponde del Naviglio.
Diverso discorso va fatto per la navigazione di linea tra Milano e Trezzano, il cui servizio sperimentale è stato attivato nel mese di dicembre 2009. Anzitutto, sempre rifacendoci alle citate verifiche, i medesimi risultati sottolineano che le sponde possono essere sottoposte a velocità di crociera elevate (oltre 5 nodi) solo in via del tutto occasionale e rara. Allo stato attuale di tale servizio, considerato il tratto da percorrere (11 km) ed il tempo impiegato (circa 1 ora, stando alle tabelle orarie), la velocità di crociera si avvicina ai 9 nodi, ovvero quasi il triplo di quella turistica. Inoltre, appare necessario sottolineare che nessun servizio di navigazione pubblica di linea (destinata ad una utenza di lavoratori pendolari) potrà mai essere preferita al trasporto classico (sia esso effettuato con autobus, tram, treno o auto privata), per una semplicissima ragione: l’eccessiva lentezza. In sintesi, la navigazione di linea, rispetto al trasporto pubblico su bus e tram:
1. necessita di investimenti iniziali almeno tripli;
2. inquina almeno 4 volte di più a parità di carburante utilizzato;
3. ha un costo di esercizio almeno triplo;
4. comporta investimenti strutturali per la manutenzione spondale circa 10 volte superiori a quelli per strade e ferrovie;
5. visti gli investimenti iniziali necessari ed i costi di esercizio necessari, anche le tariffe per i passeggeri non potrebbero che essere almeno triple.
Insomma, un fallimento: economico, tecnico ed ambientale, come, peraltro, espressamente e specificatamente indicato nel Master Plan, sulla base degli studi effettuati da Politecnico e Bocconi di Milano.
In conclusione, vale la pena ricorda la best-practice in materie di navigazione attualmente in essere in Veneto, laddove la navigazione interna di linea viene utilizzata per il trasporto merci (pasta, riso, granaglie, caffè, surgelati) da Venezia e Rovigo verso le lombarde Mantova e Cremona. Questa efficiente gestione della linea navigabile, difatti, consente alle merci di essere trasportate con il 65% della riduzione dei costi, rendendo le industrie più competitive e le autostrade più libere (65 mila camion in meno all’anno), contribuendo a ridurre l’inquinamento (30 mila tonnellate di anidride carbonica in meno). Quindi, la navigazione di linea per il trasporto merci riduce gli incidenti stradali, abbassa di sette volte i costi (rispetto al trasporto su gomma) e diminuisce del 10% l’inquinamento nelle aree limitrofe alla rete viaria, ottenendo così l’interesse concreto anche dell’Unione Europea, con finanziamenti per oltre12 Milioni di Euro. In sintesi, la navigazione di linea per le merci è l’esatto opposto (per costi di esercizio, costi di investimento infrastrutturale ed inquinamento) della navigazione di linea per passeggeri sui Navigli.
Progetto: Il Cartellone Culturale “Navigli Live”
La Proposta
Un Bene culturale non è solo un’opera d’arte, come possono essere un quadro, una scultura o qualsiasi espressione d’arte applicata, ma ogni prodotto d’ingegno che testimoni un momento della storia, dell’evoluzione sociale e civile di una comunità e del suo territorio, ma anche di chi, al suo interno, ha vissuto e lavorato. Tale definizione risulta pienamente significativa quando si considerano le valenze culturali, storiche e sociali dei Navigli. Un’opera intimamente legata allo sviluppo ed all’evoluzione di Milano, intesa come strumento di mobilità, di sviluppo dei commerci e di incremento dell’agricoltura a cui molti dei suoi cittadini più illustri dedicarono pensiero, ingegno e laboriosità sin dai tempi più antichi.
L’idea di una via d’acqua che collegasse Milano e la Lombardia alle principali realtà urbane limitrofe, attraverso i fiumi Po e Ticino, sino alla Laguna di Venezia, risale già al 1179, quando fu inaugurato il primo tratto navigabile del Naviglio.
Successivamente furono l’opera di mecenatismo di Ludovico il Moro e l’ingegno idraulico di Leonardo da Vinci, che progettò il sistema delle chiuse, a rendere navigabili altri canali, trasformandoli in un risorsa straordinaria sia per la città che per tutta la regione. Solo molti anni dopo, con l’avvento di Napoleone, il progetto dei Navigli giunse alla sua piena conclusione, realizzando quello che, per secoli, era stato il sogno dei milanesi: il mare si raggiungeva tramite il Naviglio di Pavia ed il Po, il lago Maggiore tramite il Naviglio Grande ed il Ticino, il lago di Como tramite il Naviglio della Martesana e l’Adda.
Ripercorrere e riscoprire i Navigli, con i loro “ponti”, le loro “chiuse” e le loro “alzaie”, equivale a compiere un percorso di conoscenza attraverso la storia, le vicende politiche, artistiche ed economiche della città, facendo affiorare dalla memoria del passato, ma con uno sguardo proiettato al futuro, l’anima più vera ed autentica del capoluogo lombardo.
Il Naviglio è uno dei simboli dell’identità di Milano e, forse, il più affascinante che la città possa offrire. I Navigli, poi, sono destinati a divenire una delle principali attrattive turistico-culturali anche in prospettiva dell’Expo 2015, che porrà Milano al centro dell’interesse turistico nazionale ed internazionale.
Le Associazioni dei Navigli ritengono che l’isola ambientale dei Navigli avrà successo nella misura in cui verrà correttamente contestualizzata nel più ampio processo di tutela, gestione, animazione, promozione e valorizzazione dei Navigli.
Nell’ottica di un coerente inserimento delle attività di recupero e valorizzazione dei Navigli milanesi nel complesso sistema di azioni indicate all’interno del Master Plan Navigli, di cui in premessa, si ritiene necessario sviluppare almeno due direttrici di promozione e valorizzazione:
Tradizione: con la progettazione, promozione e realizzazione di iniziative ed eventi di piccola, media e grande rilevanza, sviluppando un partenariato pubblico privato in grado di generare una positiva addizionalità di risorse, con il fine di recuperare le radici storiche e le tradizioni della Milanesità, oltre che avviando nuove proposte sul tema della genialità di Leonardo da Vinci;
Animazione: ovvero, restituire un’Anima vitale fatta di storia, cultura ed innovazione, con la trasformazione dei Navigli cittadini, tramite un partenariato pubblico privato in grado di generare una positiva addizionalità di risorse, in un vero e proprio prodotto turistico di alta qualità da promuovere in Italia e nel Mondo, verso i seguenti segmenti di mercato: il turismo del fine settimana (disponibile tutto l’anno), il turismo scolastico (disponibile tutto l’anno), il turismo del tempo libero (primavera-estate) e il turismo della terza età (disponibile anche durante la settimana, a completamento dei precedenti).
Date queste premesse, si ritiene che si debba procedere alla realizzazione di un Cartellone Culturale Annuale sui Navigli alla Darsena di Milano, configurato come una prima prova complessiva di valorizzazione e animazione dell’area, la quale contempli non solo le attività dei locali serali ma anche e soprattutto una serie di iniziative atte a:
Promuovere i Navigli quale luogo del tempo libero “tout court”, in cui gli avventori possano trovare un’offerta completa, che spazia dall’approfondimento culturale al divertimento, considerata anche la varietà del pubblico presente nelle diverse ore della giornata e nei diversi giorni della settimana, passando per l’intrattenimento di qualità;
Riconciliare le tensioni che percorrono e dividono i diversi Attori del quartiere, in modo tale da andare a ricostituire uno spirito unitario ed una unità di intenti che possono certamente essere il valore aggiunto di ogni politica pubblica e privata di recupero e valorizzazione.
Si propone, quindi, la realizzazione di un Cartellone Culturale che ricomprenda in modo ciclico il Natale, il Carnevale ed il Periodo Estivo, finalizzato alla trasformazione dei Navigli di Milano e Pavia in un vero e proprio Polo della Cultura e del Tempo Libero per l’intera area metropolitana milanese.
Natale Sui Navigli
Il tema conduttore da sviluppare sarà quello del “divertimento solidale”: la Darsena, le Alzaie e le Ripe diventeranno spazi in cui andranno in scena iniziative ed attività legate alla beneficenza, alla solidarietà ed al commercio equo.
In particolare, potrebbero essere attivate le seguenti attrattività:
1. una pista per il pattinaggio sul ghiaccio presso la Darsena di Milano;
2. concerti natalizi;
3. degustazioni eno-gastronomiche di prodotti tipici regionali;
4. presepe navigante;
5. iniziative legate al mondo dello spettacolo;
6. iniziative di decoro e arredo urbano artistico.
Un gruppo di esperti, riunito nel Comitato delle Garanzie, procederà all’esame ed alla valutazione delle iniziative. Tale Comitato, inoltre, relazionerà consuntivamente sulla qualità delle attività proposte e della soddisfazione del pubblico.
Carnevale Sui Navigli
Il tema conduttore che si intende sviluppare sarà quello di “Leonardo da Vinci”: le Alzaie e le Ripe degli storici Canali diverranno suggestivi ed unici palcoscenici all’aperto sui quali sfileranno carri tematici aventi per oggetto le opere artistiche, le invenzioni ed i semplici progetti del Genio rinascimentale italiano.
Un gruppo di esperti, riunito nel Comitato delle Garanzie, assisterà alle diverse esibizioni, in modo da relazionare consuntivamente sullo spettacolo proposto e sulla soddisfazione del pubblico. La formula prevista potrebbe divenire anche un vero e proprio concorso, qualora ne ricorressero tutte le condizioni amministrativ
e finanziarie.
Estate Sui Navigli
Il tema conduttore che si ritiene sia proficuo sviluppare è il medesimo dell’esperienza di Navigli Live 2007, ovvero quello della “libera espressione artistica musicale”: le Alzaie e le Ripe degli storici Canali torneranno ad essere suggestivi ed unici palcoscenici all’aperto sui quali si avvicenderanno musicisti sia noti che provetti. Le esibizioni si terranno su un palco galleggiante in movimento lento nei tratti cittadini dei Navigli Grande e Pavese. Dato il successo della scorsa edizione, si ritiene opportuno almeno raddoppiare il numero degli appuntamenti settimanali: da 2 a 4.
I generi musicali che potranno andare in scena saranno i medesimi dell’edizione 2007, ovvero:
il Jazz;
il Blues;
con la possibile aggiunta di una serata sperimentale dedicata alla musica dialettale e popolare meneghina.
Le esibizioni saranno tenute da diversi artisti, sulla base di auto-proposta e di segnalazioni dalle scuole e dagli istituti di arte presenti in città, previa un’attenta selezione.
Il Comitato delle Garanzie procederà all’esame ed alla valutazione dei curricula degli artisti proposti, privilegiando le segnalazioni delle scuole e degli istituti. Tale Comitato, inoltre, assisterà costantemente alle diverse esibizioni, in modo da relazionare consuntivamente sullo spettacolo proposto e sulla soddisfazione del pubblico. La formula prevista potrebbe divenire anche un vero e proprio concorso, qualora ne ricorressero tutte le condizioni amministrative e finanziarie.
Progetto: Il Farmer’s Market
La Scheda
I farmer’s markets sono mercati di agricoltori che vendono solo prodotti locali e di stagione: il primo di loro è nato in Union Square negli Stati Uniti. Ad oggi, i farmers markets sono una cinquantina in tutta New York e complessivamente sono 4.385 nelle altre principali città U.S.A., come New York, Los Angeles o San Francisco.
A Milano, il Farmer Market è stato proposto da Coldiretti per promuovere i prodotti locali e di stagione. Esso si è svolto, da settembre a dicembre 2008, in modo sperimentale, nel piazzale interno del Consorzio Agrario di Milano e Lodi in via Ripamonti 37, tutti i mercoledì dalle oltre 9,30 alle ore 13. A partire da gennaio 2009, dato il successo di pubblico, stimato in 1.600 presenze per appuntamento, è stato deciso di raddoppiare gli appuntamenti settimanali, inserendo il sabato mattina, nonché vagliando un possibile ulteriore incremento di mercati, variandone anche la localizzazione, compatibilmente con la disponibilità di spazi pubblici e privati.
Al Farmer Market è possibile acquistare, direttamente dai banchi dei produttori, esclusivamente prodotti tradizionali, stagionali ed a “kilometri zero”: latte fresco appena munto, formaggi tipici, grana padano, raspadüra lodigiana, formaggi di capra, ortaggi, frutta, vini, marmellate, lumache, insaccati, dolci. Prodotto trainante risulta essere quello ortofrutticolo.
La Proposta
La proposta progettuale è di insediare il Farmer Market di Milano nell’area del Naviglio Grande, valorizzandone le finalità ambientali e salutiste, oltre che quelle legate al risparmio.
L’area del Naviglio Grande, difatti, presenta le seguenti caratteristiche:
se il Farmer Market è portatore di valori quali la tradizione dei prodotti venduti, la loro qualità e l’innovazione del sistema di vendita, diviene sinergico l’accostamento al Naviglio, anch’esso testimone, attraverso i secoli di tradizione, qualità della vita ed innovazione;
l’iniziativa sarebbe un messaggio forte per chi vive, lavora o solo frequenta i Navigli: non più solo zona di divertimenti serali e di locali notturni, ma anche vettori di valori e testimonial di iniziative e sperimentazioni;
il documento direttore del recupero dei Navigli è il Master Plan varato da Regione Lombardia al fine di riqualificare strutturalmente i canali e ridare loro nuove funzioni. Tali nuove funzioni (ambientali, energetiche, di mobilità lenta, di turismo e cultura) sono fortemente orientate alla sostenibilità, ovvero il medesimo concetto alla base dell’iniziativa Farmer Market;
la zona Navigli è servita da mobilità sostenibile: mezzi pubblici (numerosi tram, MM2 P.ta Genova), pista ciclabile, stazione bike sharing.
Per questo, si potrebbe procedere ad allestire un Farmer Market che abbia le seguenti caratteristiche, salienti e fondamentali:
almeno 20 espositori: 15 di prodotti “di largo consumo” e 5 di prodotti maggiormente ricercati;
cadenza settimanale, nella fascia oraria 16-20;
immagine coordinata, tramite la realizzazione di un’unica copertura permanente, finalizzata alla valorizzazione del Farmer Market come luogo di acquisto di prodotti di qualità ed attenti al cliente;
durata sperimentale di 27 appuntamenti articolati in 7 mesi (da metà aprile a metà novembre, con pausa nel mese di agosto), in modo tale da fidelizzare la clientela potenziale;
elementi di supporto: quadro elettrico generale per l’utilizzo di corrente, illuminazione, servizi igienici per la clientela.
Progetto: Il “Navigli Expo Park”
Il Contesto
Il Gruppo Ferrovie dello Stato è proprietario dell’area ferroviaria di Porta Genova, sita n Milano e ricomprendente l’omonima stazione, la relativa infrastruttura ferroviaria, i parcheggi ed i depositi adiacenti.
Il 31/12/2008, il Comune di Milano ha reso noto l’avvio del procedimento di formazione della proposta di Variante al P.R.G. vigente in Accordo di Programma riguardante le aree ferroviarie dismesse e in dismissione site nel proprio territorio. L’Accordo di Programma prevede la trasformazione urbanistica delle aree ferroviarie non più funzionali all’esercizio, finalizzata alla riqualificazione urbana e funzionale delle aree stesse e dei contesti urbani circostanti, correlata ad interventi di riqualificazione e potenziamento della mobilità urbana e in particolare del sistema ferroviario milanese.
Tra dette aree, vi è lo scalo di Porta Genova. Esso si affianca al tracciato del Naviglio Grande, costituendo pertanto un’importante risorsa territoriale, in quanto occasione per l’attestarsi in un ambito centrale di un sistema di alto valore ambientale, quello del parco lineare del Naviglio.
Lungo il Naviglio Grande sono altresì in corso di realizzazione diversi progetti che stanno riqualificando l’intero ambito urbano. In particolare: lungo via Savona, tra via Tolstoj e via Brunelleschi, gli interventi di riqualificazione delle aree industriali dismesse ex Osram ed ex Loro Parisini.
Il contesto, quindi, è quello del primissimo tratto cittadino del Naviglio Grande. L’area della Darsena milanese, cui sostanzialmente appartiene il tratto di Naviglio in oggetto, è spesso teatro di grandi manifestazioni e comunque sempre al centro dell’attenzione di cittadini e turisti. La zona è altresì indicata come isola ambientale e, quindi, zona a traffico limitato.
Dal punto di vista urbanistico, l’area risulta azzonata come zona omogenea B2 destinata ad insediamenti misti residenziali, artigianali, industriali, terziari, commerciali, ad attrezzature pubbliche o di uso pubblico e collettivo, nonché a servizi privati. Indicata come zona meritevole di salvaguardia ambientale, gli interventi futuri dovranno tendere a salvaguardare e valorizzare l’ambiente storico, paesistico e naturale del contesto.
La Proposta
Il progetto si basa sulla possibilità di omogeneizzare le due aree parcheggio della stazione e di trasformarne quota parte in un’area espositiva e ricreativa, ove insediare manifestazioni di diverso genere e con target diversi.
Il quartiere “Navigli - Porta Genova”, nel cui contesto risulta inserita l’area oggetto della proposta, risulta uno dei più popolosi e frequentati di Milano: i suoi residenti ammontano a circa 60.000 persone (dati censimento 2006), di estremamente varia estrazione sociale.
L’area dei parcheggi di “Porta Genova” e di “via Valenza”, inoltre, risulta posizionata in modo nevralgico: luogo di fortissimo passaggio pendolare, si trova tra il Naviglio Grande, attrazione turistica monumentale per eccellenza di Milano, e via Tortona, recente “isola del design”. Entrambe le due aree collaterali, durante il corso dell’anno, ospitano manifestazioni che richiamano un gran numero di persone, le quali quindi gravitano su tutta l’area di Porta Genova.
A mero titolo esemplificativo e non esaustivo, si riportano alcune di queste manifestazioni, con il relativo numero di presenze medie riscontrate, su base annuale:
11 Mercatoni dell’Antiquariato: 120.000 presenze;
1 Fiori e Sapori sul Naviglio Grande: 10.000 presenze;
1 Arte sul Naviglio: 10.000 presenze;
1 Estate sui Navigli: 2.000.000 presenze;
1 Fuori Salone del Mobile: 100.000 presenze.
Totale: 2.240.000 presenze nell’arco dell’anno.
A tale primo bacino di potenziali “visitatori” si deve aggiungere il numero complessivo dei turisti (business + leisure) che la città di Milano ospita ogni anno. Dopo un primo periodo di avviamento, il successo dell’iniziativa può condurre alla creazione di un vero e proprio polo d’attrazione, con un conseguente bacino di utenza potenziale ulteriore di circa 5 milioni di turisti l’anno. (fonte: C.C.I.A.A. di Milano)
Per la realizzazione dell’area “Navigli Expo Park” si dovrebbero unificare i due parcheggi di “Porta Genova” e di “via Valenza”, secondo un progetto di omogeneizzazione degli spazi, lasciando l’area adiacente alla stazione quale zona parcheggio, mentre la restante parte dovrà essere ri-allestita con un sistema di tensostrutture, eventualmente e temporaneamente “chiudibili”.
All’interno, dovranno essere garantiti i principali servizi igienici e di ristoro.
Risulta evidente altresì come sia fondamentale procedere all’abbattimento del muro perimetrale attualmente esistente, in modo tale da aprire il nuovo spazio e creare contiguità con il tessuto urbano adiacente. Altrettanto evidente è la necessità di dividere ”Navigli Expo Park” dall’area adibita al transito ferroviario, prevedendo il montaggio di idonei pannelli fonoassorbenti. L’area coperta da adibirsi a spazio fieristico-ricreativo sarà di circa 8.000 mq. mentre in “dependance” laterali potranno essere allestiti i servizi principali (ad esempio: punto ristoro su rotaia, considerando anche la dismissione in corso dei vagoni-ristorante da parte di Ferrovie dello Stato).
L’Expo Park Navigli, quindi, risulterà così configurato:
Superficie totale: 30.000 mq;
Area A: spazio espositivo coperto, 8.360 mq
Area B: spazio espositivo ulteriore, utilizzabile come modulo aggiuntivo dell’area principale oppure come sede di esposizioni di minori dimensioni, 1.600 mq;
Area C: servizi accessori (punto ristoro e servizi igienici), 600 mq;
Capannoni: location per eventi dedicati: 1.400 mq. (già utilizzabili) + circa altrettanti (da ristrutturarsi ed attrezzarsi);
Parcheggi: 15.000 mq.
Con detta configurazione, quindi, si andrebbero ad ottenere due aree complessive di circa 15.000 mq ciascuna, fisicamente omogenee e funzionalmente diversificate:
l’area dell’attuale parcheggio di “via Valenza”, adibita a zona fieristico-ricreativa, risulterebbe avere un mix di spazi coperti e scoperti di grande interesse per gli operatori potenziali clienti, data la sua duttilità per l’insediamento anche di strutture diverse. In tal modo, inoltre, essa manterrebbe una sua propria specificità di area interamente “dedicata”, in grado di meglio incontrare le esigenze dei potenziali visitatori;
l’area dell’attuale parcheggio di “Porta Genova”, adibita nuovamente a parcheggio, sarà anche al servizio delle manifestazioni organizzate nell’area fieristico-ricreativa. Inoltre, in previsione di grandi affluenze di visitatori, essa potrebbe essere moltiplicata nella sua capacità ricettiva tramite strutture di tipo “Fast Park” (sistema di elementi modulari 5x5 per realizzare sopraelevazioni di aree parcheggio esistenti e raddoppiarne la capacità), ideali anche per il basso impatto ambientale e la loro natura semi-permanente.
Progetto: La Rete Degli Operatori Turistici
Il Contesto
Il turismo è probabilmente il settore che più di altri ha maggiormente accelerato la propria evoluzione nell’ultimo decennio. Si è passati dalla fase in cui ogni singola azienda cercava di eccellere e di cogliere le aspettative del cliente attraverso le peculiarità del suo prodotto, ad una fase in cui è tutto il territorio a doversi dotare di strategie di mercato, mettendo in rete le risorse presenti, dando risalto alla sua cultura ed alle proprie tradizioni.
Allo stato attuale, la città di Milano è conosciuta quasi esclusivamente come destinazione di turismo business, in minor misura come città d’arte e quasi per nulla per il “turismo leisure” ovvero quello rivolto al tempo libero e ciò nonostante le statistiche dimostrino che circa il 15% dei visitatori si recano in città avendo motivazioni diverse dagli affari.
Giro d’affari generato dal turismo nella città di Milano nel 2004:
Indotto pari a circa 2,5 miliardi di Euro;
Spesa media giornaliera pro capite per turista pari ad Euro 325.
Motivi di soggiorno a Milano e Provincia:
Fonte: Cerit
Nel panorama internazionale, le condizioni socio-economiche hanno portato mutamenti delle abitudini di vacanza. Il turismo è passato da una fase “generalista”, tipica degli anni ’70 e ’80, ad una fase “specialista”, che caratterizza il periodo attuale.
Questa fase ha visto nascere e svilupparsi il turismo di nicchia, al quale bisogna essere pronti a dare risposte. Le specificità di Milano e dell’ area dei Navigli, con la loro offerta estremamente tipicizzata, ben si prestano ad evolversi ed affermarsi nel contesto attuale della domanda turistica, sempre più orientata verso i week-end tematici o periodi più lunghi, purché organizzati e che soddisfino bisogni basati su forti motivazioni.
Il turismo generalista rispondeva a bisogni di vacanza abbastanza indistinti e quindi si avvaleva di sistemi standardizzati e poco raffinati di diffusione, utilizzando canali semplici e di facile accesso.
Imporre sul mercato prodotti turistici più raffinati comporta invece l’utilizzo di sistemi di comunicazione e veicolazione più complessi, con la difficoltà aggiunta di garantire una costante visibilità.
Alla luce di queste considerazioni la comunicazione assolve un ruolo chiave: saper fare senza saper dire comporta l’automatica esclusione dal mercato. Tutto ciò a condizione che il prodotto corrisponda a quanto richiesto dal mercato.
Punti di forza:
Milano è un forte polo di attrazione
Notorietà internazionale della destinazione e del prodotto (brand “i Navigli di Leonardo”)
Domanda di turismo domestico in crescita
Possibilità di creare prodotti nuovi
Forte compenetrazione sul territorio
Presenza su territorio di associazioni culturali
Punti di debolezza:
Scarsa notorietà come destinazione turistica
Scarsa tradizione turistica del territorio
Offerta turistica che ricade sotto diverse competenze territoriali
Vincoli strutturali
Opportunità:
Prodotto nuovo
Nuovi mercati potenziali
Integrazione con l’offerta turistica attuale (business)
Coesione politica
Possibile coinvolgimento di vari settori economici
Minacce:
Prodotti analoghi già presenti sul mercato
Disomogeneità di intenti e di aspettative
La Proposta
Il progetto turistico del Sistema Navigli è incentrato sulla attivazione di una rete (consorzio) di operatori turistici locali, sfruttando al meglio le sinergie e le competenze delle associazioni ed entità coinvolte. Tale rete si propone di identificare ed integrarsi con gli operatori esistenti da una parte e, dall’altra, di promuovere la nascita e lo sviluppo di nuovi operatori, al fine di garantire la realizzazione dell’obiettivo principale: la creazione di un Network turistico integrato dove le associazioni, con il supporto di Enti ed Istituzioni pubbliche, operino in partnership con operatori privati nel rispetto dei principi cardine di:
1. Conoscenza del territorio e delle realtà locali
2. Coinvolgimento delle Istituzioni, degli Enti e delle Comunità locali
3. Collegialità nelle scelte e nelle responsabilità
4. Contestualità delle azioni in riferimento alle scelte condivise
5. Concretezza degli obiettivi preposti e delle azioni intraprese
Istituzioni
Supporto costante della Regione Lombardia, della Provincia di Milano e del Comune di Milano
Enti Locali
Coinvolgimento delle comunità e dei diversi operatori locali e condivisione degli obiettivi e delle strategie di sviluppo turistico e territoriale
Attività operative
La rete delle associazioni sarà la centrale organizzativa per la preparazione dei pacchetti turistici. L’operatività sarà quindi quella tipica di un tour operator:
Analisi di mercato: conoscenza dei mercati di riferimento, per aree geografiche e per tipologia di consumo, loro evoluzione e organizzazione del mercato turistico;
Analisi della domanda di turismo, sia individuale che aggregata: i pacchetti turistici predisposti saranno dinamici e flessibili, capaci di adeguarsi, o meglio di anticipare e condizionare, la domanda, con proposte adeguate all’evoluzione del mercato;
Analisi dell’offerta: La conoscenza approfondita di ciò che il territorio offre permetterà di proporre sul mercato prodotti sempre più in grado di soddisfare le aspettative degli utenti.
Selezione dei fornitori e mantenimento dei rapporti commerciali;
Preparazione dei pacchetti turistici: sarà in grado di predisporre pacchetti turistici tematici, rivolti a segmenti di mercato con caratteristiche diverse;
Individuazione dei canali commerciali per la vendita diretta o intermediata dei pacchetti turistici;
Customer satisfaction: di particolare rilievo diventa la possibilità di monitorare il gradimento dei pacchetti proposti, e di valutare lo standard dei servizi proposti;
Collaborare alla progettazione ed al conseguente sviluppo strutturale ed infrastrutturale della destinazione;
Collaborare con l’intermediazione istituzionale.
Progetto: La “Navigli Card”
La creazione di una Card Navigli si prefigge di fidelizzare una clientela “mordi e fuggi”, inserendola in un processo di più ampio respiro, incentrato sulla promozione di luoghi di attrazione turistica e di musei, fino a ristoranti e negozi convenzionati. Un itinerario che dovrebbe risultare vantaggioso per il visitatore, sia in termini di denaro risparmiato, sia in termini di economizzazione del tempo necessario alla visita.
Il modello più vantaggioso sul quale costituire la Card Navigli sembra essere la “destination card”, che proponga un’offerta integrata di servizi e di attrazioni riferite all’intero territorio del Sistema Navigli, premiando la collaboratività tra i diversi enti locali abbandonando quindi la logica campanilistica generalmente adottata anche per queste iniziative e tra i soggetti pubblici ed i soggetti privati.
Condizione necessaria è la creazione di un circuito chiuso tra operatori aderenti al Consorzio: una rete di esercizi e di strutture ricettive che rappresentino l’ampia gamma dell’offerta territoriale, con lo scopo di rilanciare le attività associate nell’ambito dei progetti di rivitalizzazione dei centri storici, della distribuzione organizzata, dei negozi di vicinato.
L’adesione al circuito sarà gratuita nella fase di lancio e prevedrà invece il pagamento di una quota di adesione nelle fasi successive.
Il soggetto gestore del programma ricaverà da ogni singolo esercente un importo percentuale da quantificare in relazione al valore delle transazioni contabilizzate nell’ambito dell’iniziativa. Questo importo dovrà essere poi re-impiegato, al netto dei costi necessari per il funzionamento del circuito, in attività promozionali del Sistema Turistico.
Progetto: Il LeoLab
Il Contesto
La Darsena ha perso la propria identità. Molti ignorano a cosa servisse questo piccolo specchio d’acqua artificiale. Infatti, dagli anni ’80, non avendo più una propria funzione ed un proprio reddito, dati gli alti costi di manutenzione e le frammentate competenze (Stato, Regione, Provincia, Comune), l’area della Darsena ha subito negli anni un forte degrado che culmina nell’attuale situazione: dal 2002 di fatto l’area è abbandonata a se stessa, oggetto di malcostume, contese e forti proteste.
Il Commissario Straordinario al traffico Gabriele Alberini volle nel 2002 un progetto di parcheggio sotterraneo proprio sotto l’area della Darsena che è stato ed è causa di forti proteste da parte di numerosi comitati di quartiere. Ad oggi dopo sette anni il parcheggio sotterraneo è oggetto di contesa tra amministrazione comunale e ditta costruttrice a seguito del ritrovamento durante i primi lavori di scavo di manufatti di valore storico. Si ignora come si concluderà il contenzioso è certo però che l’attuale cantiere aperto rende molto difficoltoso un qualsiasi utilizzo dell’area.
Esiste un progetto internazionale di recupero dell’intera area ma attualmente l’Amministrazione non ha i fondi necessari per realizzarlo; inoltre il progetto stesso risulta non aggiornato: non tiene infatti conto dei ritrovamenti storici, al tempo del progetto ancora celati, che andrebbero valorizzati.
In attesa di un recupero definitivo è richiesta a gran voce dai residenti e da tutti i Milanesi una riqualificazione provvisoria dell’area, sia dal punto di vista della manutenzione che della funzionalità, ridando uno “scopo” ed un “significato” coerente con la propria vocazione ad un contesto inutilizzato e dimenticato.
La Proposta
La struttura
Ci si è domandati quale struttura potesse coesistere in un tale contesto, in grado di rispondere in modo adeguato alle necessità/criticità che l’area richiede:
1) deve essere una struttura mobile, posta nello specchio d’acqua, che non sia di intralcio ai lavori e alla navigazione ma anzi che possa essere spostata sulla base delle esigenze dei lavori di cantiere (sia che il cantiere del parcheggio, se si farà, sia il cantiere del progetto di recupero definitivo);
2) deve poter trovare spazio sia nel contesto attuale sia in quello futuro, riqualificato, giustificando quindi l’investimento non come bene temporaneo ma duraturo;
3) un progetto che non sia avulso dal contesto ma che sia anzi testimonianza del passato della Darsena e della sua funzione: il porto di Milano; questo è anche l’orientamento del progetto di recupero: la Darsena è nata come porto ed anche in futuro, pur riqualificata, dovrà essere restituita ai Milanesi quale spazio “pubblico”, fruibile quale connubio di acqua, verde, storia, cultura e sport.
L’idea progettuale consiste nel recuperare, restaurare e posizionare in Darsena uno o due dei caratteristici barconi che lungo i navigli, per secoli, hanno trasportato sabbia e altri generi di merci. Tali chiatte avevano lunghezza da poppa a prua di circa 30 metri e larghezza di 4,75 metri con un piano di carico utile di 23,50 metri per 4 metri di larghezza. Il posizionamento in Darsena è stato pensato in modo tale che i fruitori non debbano passare attraverso l’area del cantiere, ma abbiano un accesso riservato da Viale Gorizia, attraverso le scale e le banchine portuali già presenti e di facile accesso. Inoltre il posizionamento è stato studiato in modo da non ostacolare in alcun modo la navigazione turistica già presente.
Per il recupero delle imbarcazioni si sono studiate varie ipotesi:
1) individuazione di possibili chiatte originali ed inutilizzate da sottoporre a restauro, come, ad esempio, le due chiatte originali poste in secca sulla riva del Naviglio Grande nel Comune di Castelletto di Cuggiono ed in discreto stato di conservazione. Altre imbarcazioni simili potrebbero essere disponibili lungo il corso del canale. Con il consenso della relativa Amministrazione Comunale, si potrebbe procedere al restauro, al trasporto e all’utilizzo in Darsena;
2) Altre ipotesi valutate sono:
3) recupero di imbarcazioni somiglianti da altri porti fluviali e riadattamento riproducendo esattamente le caratteristiche delle imbarcazioni originali;
4) ricostruzione totale delle imbarcazioni secondo le caratteristiche storiche.
La funzione
L’idea è quella di costruire sopra le chiatte adeguate strutture mobili di copertura in vetro e metallo leggero (da studiare la possibile applicazione di pannelli solari sul tetto rendendo a costo zero l’energia impiegata per illuminarli: da studiare la rifrazione verso gli edifici) utilizzando lo spazio coperto (23,50x4,00 metri) quali spazi ristretti dedicati alla cultura, alle arti, alla didattica.
Spazio aperto a tutto il pubblico ma pensato specificatamente quale laboratorio didattico per scuole elementari e medie, dedicato ai Navigli, tra passato e futuro.
Il percorso didattico si svolgerà attraverso pannelli esplicativi, modelli tridimensionali e laboratori pratici. I temi trattati avranno una parte fissa dedicata ai Navigli e alla loro storia ed una parte che di volta in volta potrà cambiare dedicandosi a temi più tecnici e scientifici.
Parte storiografica ed artistica:
Il passato - Milano città d’acqua e la rete idrografica artificiale: la nascita, l’utilizzo, la dismissione, il recupero (Naviglio Grande, Pavese, Martesana, Bereguardo e Paderno, la Darsena/ Laghetto di Sant’Eustorgio, la Cerchia Interna ed il laghetto di Santo Stefano, il Redefossi e le Mura Spagnole etc.) - il genio di Leonardo a Milano: la sua opera nei 25 anni di permanenza nella nostra città, dalle invenzioni tecniche alla sua arte (la “Vergine delle Rocce” fu realizzata ad esempio sul Naviglio di Paderno).
Parte tecnico scientifica:
Il futuro - I Navigli in passato avevano un preciso utilizzo, per continuare a “vivere” devono ritrovarne altri attuali ed in linea con la sensibilità e le esigenze odierne: il Master Plan Navigli, documento direttore per il loro recupero realizzato dalle maggiori Università lombarde, ha individuato quali funzioni attuali e sostenibili: l’agricoltura di terza generazione, l’acqua e le energie rinnovabili, la mobilità ciclopedonale, il turismo ed il recupero delle dimore storiche, del patrimonio rurale (ed es. le cascine), dei beni di archeologia industriale, la cultura e la tradizione, anche enogastronomica.
A questi temi, ed in particolare all’acqua ed all’ambiente, si potranno dedicare approfondimenti e laboratori.
Possibili partner:
Pubblica Amministrazione e Fondazioni private per i finanziamenti, Scuole Superiori (Licei classico, scientifico ed artistico ed Istituti tecnici per la seconda parte) ed Università per la realizzazione delle mostre, dei modelli e dei laboratori; Museo dei Navigli - I Navigli e la Fabbrica del Duomo.
Spazio dedicato alla specifica funzione di navigazione e trasporto dei Marmi di Candoglia per la costruzione del Duomo, un viaggio attraverso otto secoli di Storia di Milano e la storia del popolo Meneghino: la costruzione di una delle più grandi cattedrali d’Europa, la crescita e l’evoluzione della Città, la tradizione, gli usi e costumi del popolo, i valori di Milano: città dell’operosità ma anche dell’accoglienza, come insegnava il suo Patrono Ambrogio.
Possibili partner:
Pubblica Amministrazione, Veneranda Fabbrica del Duomo, Licei Artistici.
Gli spazi potrebbero essere infine adattati anche per piccole mostre e rassegne culturali, con temi quali poesia e recitazione, musica classica, fotografia, pittura e scultura.
Progetto: L’Atlante Dei Navigli
Il progetto didattico “Atlante dei Navigli” intende contribuire al rafforzamento del legame dei ragazzi con il proprio territorio. Il percorso proposto alle Scuole pone particolare attenzione agli aspetti pratici e laboratoriali tramite la raccolta di dati e elementi utili alla caratterizzazione del territorio.
Il recupero della memoria storica dei luoghi dei Navigli consente altresì di meglio individuare le aree interessate da progetti di recupero e ristrutturazione valorizzando quelle risorse strategiche che si trovano nelle migliori condizioni di conservazione.
Al fine di poter articolare l’intervento con maggior efficacia ed efficienza, si intende proporre uno sviluppo del progetto in un periodo temporale compreso tra il 2010 e il 2015. La proposta si articola quindi nelle seguenti fasi non necessariamente consequenziali:
1. “Atlante dei Navigli sostenibili” (a. s. 2010-2011 e 2011-2012)
2. “Calendario delle tradizioni dei Navigli” (a. s. 2012-2013 e 2013-2014)
3. “Nuova energia da opere antiche”(a. s. 2014-2015): realizzazione di un laboratorio didattico/museale per lo studio dell’idraulica dei canali legata alla navigazione, irrigazione e produzione di energia.
4. “La scatola delle meraviglie”: Kit didattico dei Navigli di Leonardo.
L’Atlante dei Navigli Sostenibili risponde alla necessità di individuare e censire quegli elementi del territorio attorno ai quali costruire nuove opportunità di sviluppo e benessere per i cittadini dei Navigli.
Ville e Palazzi storici, cascine storiche e agriturismi, canali e mulini caratterizzano il nostro paesaggio ma poco si sa del loro attuale stato di conservazione indispensabile all’attuazione di programmi di recupero.
La costruzione dell’Atlante dei Navigli prevede il coinvolgimento di alunni e insegnanti tramite la ricerca sul territorio di:
cascine e agriturismo
Ville e Palazzi storici
canali, chiuse, conche, mulini, fontanili
Partendo dall’analisi delle fonti storiche (mappe antiche e moderne, fonti scritte …) i ragazzi utilizzeranno apposite schede di rilevamento per la raccolta di dati sensibili relativi all’elemento individuato: tipologia, dimensioni, stato di conservazione, funzione, storia, ricerca toponomastica, documentazione fotografica. In questo lavoro saranno coinvolti genitori, cittadini, Associazioni e Amministrazioni locali. I dati raccolti verranno rielaborati e resi fruibili sul sito e tramite una pubblicazione.
La struttura
Dopo un incontro di presentazione e co-progettazione del percorso con gli insegnanti seguiranno lezioni in classe e uscite nel territorio con attività laboratoriali.
Gli incontri in classe affronteranno le seguenti tematiche:
Le tracce del passato: la storia dei Navigli
Leonardo e i Navigli
Mappe antiche e cartografia moderna; lettura critica del territorio
Il presente e il futuro: “le sette virtù dei Navigli”
Ambiente ed agricoltura virtuosa: parchi e risorse agro-forestali
Energia dai Navigli: teleclimatizzzazione e sfruttamento dei salti d’acqua
Trasporti e comunicazioni pulite: percorsi ciclopedonali e navigazione
Insediamenti di alta qualità: recupero compatibile delle aree dismesse
Paesaggio: riqualificazione di cascine, mulini, opere idrauliche, borghi antichi per migliorare la qualità paesaggistica, sintesi migliore del rapporto uomo ambiente
Turismo, sport e tempo libero: riqualificazione e fruizione delle dimore storiche e dei giacimenti gastronomici locali; il turismo sostenibile
Culture: creazione di una rete di spazi, edifici servizi e soggetti, che producano attività ed iniziative culturali
Le uscite con attività di laboratorio saranno finalizzate alla raccolta dati e all’analisi degli elementi individuati dalla classe sulla base dell’analisi storico-geografica: censimento di canali, mulini, cascine, Ville storiche.
Si affronteranno quindi le tematiche della sostenibilità ambientale, evidenziando la caratteristica dei Navigli: la capacità di trasformare i problemi in opportunità, nel passato, oggi ed in futuro.
Obiettivi
Il progetto permette il raggiungimento di obiettivi finalizzati a rafforzare il legame dei ragazzi con il proprio territorio e a ipotizzare possibili scenari futuri:
raccolta e campionatura di dati di vario tipo: elementi naturali e antropici (ambientali, paesaggistici , architettonici …);
realizzazione di materiale documentario (fotografie, testi, disegni, schede analitiche, censimenti…);
formulazione di ipotesi di recupero e riqualificazione di un’area o di un edificio;
realizzazione di un elaborato di presentazione dell’attività svolta.
L’organizzazione dell’attività
1) 1 incontro con i docenti.
2) 2 incontri in classe con gli esperti.
3) 1 uscita sul territorio locale.
4) 1 uscita dedicata alla navigazione sul Naviglio Grande e/o visita guidata presso una Villa di delizia o una cascina storica.
I protagonisti
Il Progetto si rivolge alle classi della Scuola Primaria (secondo biennio: IVª e Vª) e Secondaria di I° grado.
Calendario delle tradizioni dei Navigli
Il Calendario delle tradizioni dei Navigli ha la finalità di recuperare e conservare la memoria dei luoghi, attraverso la raccolta di storie, leggende, canzoni, usanze, ricette tipiche dei paesi rivieraschi. Alunni e insegnanti avranno il compito di scoprire il passato, coinvolgendo i famigliari e i cittadini e di riportare i dati in forma scritta, vecchie foto, filmati.
Nuova energia da opere antiche Laboratorio didattico-museale dei Navigli
Dovrà essere individuato e attrezzato un laboratorio didattico museale per lo studio e la simulazione dei principi che stanno alla base della produzione di energia da fonti rinnovabili e dei meccanismi di trasporto fluviale.
All’interno della struttura sarà possibile effettuare su prenotazione, laboratori con le classi al fine di studiare tali meccanismi e costruire modelli in miniatura di mulini, chiuse, conche … A tal fine verrà progettato e realizzato un kit idoneo alla costruzione di modelli in miniatura di chiuse, conche, mulini, centraline per consentire la simulazione dei meccanismi di cui sopra. Il laboratorio potrà essere utilizzato anche dall’utenza non scolastica opportunamente allestito con pannelli didattici informativi, distribuzione di materiale divulgativo, info-point.
6. LA RINASCITA DEI NAVIGLI
I Navigli E Lo Sport
Se si parla di tradizione, non si può non accennare alle società sportive di canottaggio che, in barba alla migliore tradizione inglese di Oxford e Cambridge, si contendono sportivamente le acque del Naviglio Grande. Segnaliamo in particolar modo le attività di valorizzazione del territorio e della tradizione proposte da queste due Società, quali ad esempio il Cimento invernale.
La Canottieri Milano
La Società Canottieri Milano vanta una tradizione sportiva ultracentenaria ed è l'unica polisportiva centenaria della nostra città. Fu fondata il 15 ottobre 1890 da un consigliere della "Forza e Coraggio", Guido Alessandro Bonnet, esclusivamente come società di canottaggio. L'idea nacque dopo aver ammirato quattro vogatori che avevano compiuto il viaggio Torino-Milano su una "veneta a quattro". Numerosi soci della "Forza e Coraggio" avevano visto nello sport del remo un meraviglioso complemento alla ginnastica, allora regina su qualsiasi altra attività sportiva, e decisero di fondare una società di canottaggio. Aderirono subito una sessantina di persone. Il 22 gennaio 1891 viene approvato lo statuto sociale e la costituzione della Canottieri Milano è sancita il 15 marzo di quell'anno con l'inizio delle attività sociali.
Mission della polisportiva è:
Promuovere l'attività di avviamento allo sport dei giovani attraverso corsi e squadre agonistiche.
Facilitare l'attività fisica, ricreativa e del benessere per i soci non atleti.
Promuovere le relazioni professionali tra i soci.
Offrire una ricca attività sociale e culturale che contribuisca a sviluppare un senso di appartenenza in linea con la tradizione e i valori della Canottieri Milano praticando quote accessibili a gran parte dei ceti sociali e delle famiglie.
La Nuova Canottieri Olona
Sopravvissuta a due conflitti mondiali, la "Canottieri Olona" ha dovuto arrendersi ad un insieme di circostanze avverse che, nel 1982, l'hanno costretta a cessare l'attività.
Ma la prestigiosa società, che fino ad un passato molto recente ha costituito un reale patrimonio storico e sportivo per Milano e per l'Italia, risorge grazie all'iniziativa di un gruppo di appassionati milanesi.
Nel maggio 1986 alcuni amici milanesi guidati da Franco Biraghi danno vita ad una società che si assume l'impegno di rilanciare questo fiore all'occhiello dello sport nazionale: nasce la "Nuova Canottieri Olona".
L'esistenza della "Canottieri Olona" é sempre stata indissolubilmente legata alla vita Milanese, e la città non ha mai avuto funzione di semplice sfondo all'attività societaria ma ha contribuito non poco a costituirne il valore storico, oltre che sportivo.
Il Cimento
Il 27 Gennaio 1895 la Canottieri Olona si proponeva nel 1° Cimento Invernale, che vide la partecipazione di sette ardimentosi che si impegnarono in una gara su 150 metri nelle gelide acque del Naviglio.
In quell'epoca questa dimostrazione contribuì a diffondere la passione per il nuoto tra i milanesi; si fa notizia del protrarsi della manifestazione fino agli anni 60.
Oggi la Nuova Canottieri Olona per il secondo anno consecutivo vuole riproporre ai milanesi questo Storico Evento: l'occasione di tuffarsi nel Naviglio Grande nei pressi di una delle chiese più amate dai milanesi, la chiesa di San Cristoforo, con base nella sede della storica società remiera.
Il Cimento Invernale 2010, dopo le strepitoso successo dello scorso anno, si propone di rivalutare i Navigli evidenziando la balneabilità di queste acque non inquinate, dimostrata anche dalle analisi chimico-batteriologiche.
Il momento ludico sportivo che riporta i milanesi sulle sponde del naviglio è la risposta alla rivalutazione storica di questo corso d'acqua che dai tempi dei Visconti aiuta la città di Milano.
Novità 2010 è stata il Cinquanta Extreme, cioè, cinquanta extratemerari che faranno una vera e propria gara contro il tempo, sulla lunghezza di 150 metri, dalla Canottieri Milano (che nel 2010 compie ben 120 anni) alla Nuova Canottieri Olona. Tutto questo per festeggiare i 150 anni della Provincia di Milano.
La Nuova Canottieri Olona si propone di coinvolgere le Istituzioni milanesi per valorizzare e diffondere questo evento che sta diventando un appuntamento fisso nei tradizionali “Tri dì della Merla”.
Progetto: Manutenzioni E Pulizia
La Situazione
Facendo un giro sui Navigli milanesi in asciutta in questi giorni (febbraio 2010), con particolare riguardo al Naviglio Grande e Pavese e alla Darsena, vedendo le tonnellate di immondizia sul fondo del canale e dentro e fuori del bacino della darsena, vedendo le erbe infestanti, il degrado materico dei manufatti, l’abusivismo di alcune strutture, i pontili a servizio della navigazione in pessime condizioni, il senso generale di abbandono e degrado naturale, urbano e sociale che si respira in questa che dovrebbe invece essere una delle cornici di maggior pregio di Milano, nasce spontanea una domanda: ma ha senso parlare e sarà mai possibile una rinascita dei canali?
La risposta è sì ma ad una sola condizione: che tutti, dal cittadino a Regione Lombardia, dai comitati di quartiere a tutti gli enti che a vari livelli governano il territorio, lo vogliano e siano d’accordo su di un condiviso piano di recupero. Un’utopia? Forse no. Nostro parere è che se sarà in primis Regione Lombardia a compiere i primi salienti passi si otterrà a cascata un feed-back positivo anche su i sottostanti livelli di governance nonché sulla geocomunità. Verrebbe naturale pensare ad una questione di fondi, ma per tutto quanto già spiegato sinora, più che di fondi si tratta di chiarezza di obiettivi e di metodo con cui perseguirli.
Del metodo se ne parlerà successivamente; analizziamo qui i principali obiettivi sul breve, medio e lungo periodo, proponendo il seguente modello, in parte derivato dai documenti di programmazione regionale già citati:
A. Regolare pulizia, manutenzione ordinaria, opere di arredo urbano e di illuminazione pubblica, razionalizzazione della mobilità veicolare, incentivazione della ciclo-mobilità, del trasporto pubblico, definizione delle aree pedonali periodiche e permanenti, controllo e sorveglianza delle pertinenze, delle alzaie, della Darsena contro la microcriminalità, l’abusivismo, gli schiamazzi, la deturpazione dei manufatti e dei monumenti, la sosta selvaggia.
Breve periodo.
Attori principali: Navigli Lombardi scarl, Comune di Milano, Provincia di Milano, Regione Lombardia, Polizia Locale, Forze dell’Ordine e Consorzio Villoresi
B. Ideare ed avviare iniziative di fruizione culturale e turistica dell’area sia valorizzando l’esistente sia creando nuovi circuiti di interesse.
Breve periodo.
Attori principali: Navigli Lombardi scarl, Comune di Milano, Associazioni e Comitati, Fondazioni pubbliche e private, Provincia di Milano e Regione Lombardia
C. Promozione del Sistema Navigli su scala comunale, provinciale, regionale; indi nazionale e internazionale; quale polo dello sviluppo, della competitività, della ricerca, dell’innovazione e formazione diffusa, della cultura, del turismo sostenibile e del tempo libero ; con una gestione dell’area che sappia valorizzare, attraverso il “contenuto”, anche il “contenitore”.
Breve periodo.
Attori principali: Navigli Lombardi scarl, Comune di Milano, CCIAA Milano, Provincia di Milano e Regione Lombardia
D. Offrire occasioni di sviluppo sostenibile al territorio (si vedano ambiti progettuali descritti nei capitoli precedenti).
Medio periodo.
Attori principali: Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Milano, CCIAA Milano, Fondazioni pubbliche e private
E. Reperire le risorse per la riqualificazione infrastrutturale dei canali (con introiti da investimenti pubblici ma soprattutto privati).
Medio - lungo periodo.
Attori principali: Banche, Istituti di credito, Fondazioni Bancarie, imprenditorialità privata, aziende, consumatori/fruitori finali
F. Manutenzione straordinaria e recupero dei manufatti e delle aree.
Lungo periodo.
Attori principali: Regione Lombardia, Provincia e Comune di Milano, per gli ambiti di competenza
Risultato:
1. Patrimonio valorizzato, fruito e restituito ai Milanesi
2. Migliorata la qualità della vita dei residenti
Manutenzioni e Pulizie: Una Questione Di Decoro
Di imprescindibile importanza sono le pulizie ordinarie dei canali e delle pertinenze, soprattutto in occasione delle asciutte semestrali: la rimozione dei rifiuti urbani e lo sfalcio delle erbe;
Oltre alle pulizie ordinarie, di fondamentale importanza sarebbero le pulizie straordinarie di tratti particolarmente degradati, con particolare riguardo ai tratti milanesi dei canali Grande e Pavese, dove si concentrano i locali serali i cui avventori spesso sono causa primaria di inquinamento, gettando nel canale qualsiasi tipo di rifiuto, al bacino della Darsena, vera e propria discarica a cielo aperto (sia nel bacino, che sulle pertinenze, che in prossimità dello scolmatore sotto il mercato comunale), al tratto finale del Martesana, nei pressi della griglia di Cassina de’ Pomm, dove il canale diventa tombinato e si accumulano i residui vegetali (erbe, rami) e i rifiuti di origine urbana.
Inoltre, quale attività di sensibilizzazione, abbiamo visto con grande positività l’organizzazione di Giornate Ecologiche di pulizia su base volontaria con il coinvolgimento dei principali organi di protezione civile e le associazioni ambientaliste.
Ci teniamo a ricordare che le attività sopra menzionate sono state regolarmente compiute da Navigli Lombardi scarl sino a tutto il 2006. Non si capisce e non si è ricevuta motivazione del fatto che sono state sospese o annullate a partire dal 2007.
Si segnala inoltre che sarebbe necessaria una manutenzione ordinaria delle strutture di servizio alle attività organizzate da Navigli Lombardi scarl, dei pontili e dei natanti, che, sporchi e mal tenuti, fanno, se possibile, ancor più cattiva mostra di sé nella cornice già degradata e degradante della Darsena (con pace degli sponsor riportati sui battelli).
Le Attività Di Gestione Idraulica
A NAVIGLIO GRANDE
1. Tratto dall’incile allo sbocco del Canale Indutriale a Turbigo: direttamente dalla soc. ENEL, in forza del disciplinare n. 8345 del 23.01.1985 e del rinnovo del 24.03.2000 n. 5 del Ministero delle Finanze.
2. Tratto dallo sbocco del Canale Industriale a Turbigo alla diga poireè in fregio alla Centrale Termica di Turbigo dalla Soc. ENEL. La stessa società provvede a rilasciare nel tratto di naviglio di valle le portate che, su espressa indicazione del Consorzio Villoresi, devono essere vettoriale (Pratica non formalizzata).
3. Tratto dalla diga poireè alla Darsena di Porta Ticinese in Milano: il tratto in parola viene gestito dal Consorzio Villoresi. Il Consorzio è tenuto al mantenimento dei livelli atti alla navigazione e alla dispensa delle risorse idriche all’utenza, previa formale richiesta; in tal senso regola le bocche e gli scaricatori posti lungo l’asta del naviglio.
Detto tratto è stato affidato al Consorzio dalla Regione Lombardia con Protocollo d’Intesa datato 28.02.1992.
B NAVIGLIO DI PAVIA
L’intero tratto di canale è gestito dal Consorzio Villoresi. E’ lo stesso Consorzio che effettua e dispone le portate da immettersi e quelle da distribuire all’utenza, previa formale richiesta, regolando ed esercendo le bocche di derivazione e i relativi scaricatori.
Compito del Consorzio sarà a breve anche quello di assicurare i dovuti quantitativi idrici ad AEM per la costruenda mini-centrale in Conca Fallata, in forza dell’atto convenzionale del luglio 2004.
Il naviglio è stato affidato in via provvisoria al Consorzio dalla Regione Lombardia con D.G.R. n. 53894 del 02.07.1985
C NAVIGLIO MARTESANA
1. Tratto dall’incile (località Concesa a Trezzo sull’Adda) e la Centrale Italcementi di Vaprio d’Adda: viene gestito dalla Soc. Italcementi (ora Italgen), che provvede ad immettere in Naviglio le portate dal Fiume Adda e tramite la regolazione dello Sbarramento di San Bartolomeo assicura al Consorzio Villoresi le quantità che lo stesso deve distribuire all’utenza.
2. Tratto fra lo Sbarramento di San Bartolomeo e Milano (Cassina de’ Pomm Via Melchiorre Gioia): la gestione viene fatta dal Consorzio Villoresi.
Va ricordata la funzione di scolmatura che svolge il Naviglio Martesana: le acque del Torrente Trobbia, nei momenti di piena, vengono deviate ed immesse nel naviglio e ciò anche sotto l’aspetto gestionale causa non pochi problemi al Consorzio nonchè disagi e disservizi all’utenza irrigua.
Si ricorda che al nodo idraulico Martesana/Lambro in Via Idro a Milano insiste una traversa attualmente gestita dalla Provincia di Milano e realizzata dal Comune di Milano al fine di evitare tracimazioni d’acqua nel tratto cittadino del naviglio. La Provincia regola detta traversa in funzione delle disposizioni che il Consorzio Villoresi impartisce, scaricando in Fiume Lambro se il caso le quantità in eccesso.
3. Tratto compreso fra Cassina de’ Pomm al ponte delle Gabelle (tratto tombinato corrente sotto la Via Melchiorre Gioia): all’inizio di detto tratto è posta una griglia che viene mantenuta dal Comune di Milano.Il tratto è in gestione al Comune di Milano, che tra l’altro ha il compito di assegnare le dovute dispense irrigue alle derivazioni poste lungo il tratto in argomento.
Il naviglio è stato affidato in gestione al Consorzio dalla Regione Lombardia con D.G.R. n. 26685 del 24.03.1983.
Descrizione delle attività manutentive già previste o programmate sui Navigli milanesi ma che, evidentemente, dovrebbero essere implementate per una maggior efficacia, data la necessità.
1. Interventi di carattere ordinario, che si possono così di seguito sommariamente suddividere in:
a) in alveo: a.1) durante il periodo irriguo e/o di esercizio del canale
a.2) in asciutta.
b) sulle sponde, sulle alzaie e banchine.
c) sui manufatti in genere (opere di derivazione, ponti, passerelle ecc.)
2. Interventi di carattere straordinario:
a) sulle strutture (muri di sponda).
b) sui manufatti in genere (opere di derivazione, ponti, passerelle ecc.).
A NAVIGLIO GRANDE
A.1 Tratto compreso fra la diga poireè e la Darsena di Porta Ticinese in Milano
1 Interventi di carattere ordinario:
1.1 durante l’esercizio del canale:
a) tagli di erbe palustri mediante natanti muniti di frese. Interventi svolti in diversi lotti e non sull’intero tratto. Attività svolta dal Consorzio Villoresi con fondi della Regione Lombardia.
b) si dovrebbe provvedere anche alla rimozione di tutto quel materiale che può essere di impedimento al normale e regolare esercizio del canale e che non consente la dovuta erogazione delle dispense irrigue e che può generare problemi di carattere igienico-sanitario e di degrado;
1.2 Durante l’asciutta:
interventi di pulizia e di rimozione di rifiuti con specifico riferimento ai tratti di Naviglio Grande e di Naviglio di Pavia ricadenti in Comune di Milano Darsena compresa.
Si ricorda che gli interventi in zona portuale sono posti a carico del Comune di Milano, in forza dell’Accordo Convenzionale con la Regione Lombardia del 27.05.2003.
Si fa presente che sono attualmente in corso trattative fra il Consorzio Villoresi e il Comune di Milano tese a definire una serie di problematiche, che prevedono tra l’altro che il Consorzio provveda, in sostituzione dell’Amministrazione Comunale, in area portuale alle attività manutentive di carattere ordinario (sfalci, decespugliamenti, pulizia e rimozione di rifiuti in alveo) poste in capo al Comune in forza dell’accordo convenzionale sopracitato. L’attuale contesa legale tra Comune di Milano e società costruttrice causa parcheggio interrato in Darsena complica ulteriormente la questione.
Similari interventi e su altri tratti di naviglio sono stati eseguiti in passato dal Consorzio Villoresi con fondi regionali e dalla stessa Regione Lombardia.
1.3 Su sponde, alzaie e banchine.
Detti interventi, attualmente, sono posti in capo alla Regione Lombardia, alle Amministrazioni Comunali, all’Ersaf per il tratto di pista ciclabile, realizzato sulla strada alzaia, da Milano ad Abbiategrasso e dal Parco Lombardo della Valle del Ticino per il tratto di pista ciclabile corrente da Abbiategrasso alla presa del Naviglio Grande.
Si fa rilevare che nessun Ente provvede all’esportazione della vegetazione che spontaneamente cresce fra il pelo dell’acqua e la sommità del ciglio di sponda.
La manutenzione delle sponde non interessate dalla strada alzaia o da altre vie di comunicazione è di competenza delle proprietà confinanti.
1.4 Sui manufatti
sulle opere di derivazione (diga poireè), competenza ed oneri a carico della Società Enel;
sulle opere di derivazione o bocche di presa dal Naviglio, competenza ed oneri a carico dell’utenza irrigua;
sui manufatti (ponti, passerelle, ecc.), competenza ed oneri a carico della Regione Lombardia o dei Concessionari.
2 Interventi di carattere straordinario:
2.1 sulle strutture: competenza ed oneri a carico della Regione Lombardia;
2.2 sui manufatti: a carico della Regione Lombardia, per quanto di sua competenza e a carico degli utilizzatori irrigui per le opere di presa e a carico dei Concessionari (vedi Comuni, Enel ecc.).
B NAVIGLIO DI PAVIA
1 Interventi di carattere ordinario:
durante l’esercizio del canale:
a) tagli di erbe palustri mediante natanti muniti di frese. Interventi svolti in diversi lotti e sull’intero tratto di naviglio. Attività svolta dal Consorzio Villoresi con fondi propri.
b) si dovrebbe provvede anche alla rimozione di tutto quel materiale che può essere di impedimento al normale e regolare esercizio del canale e che non consente la dovuta erogazione delle dispense irrigue e che può generare problemi di carattere igienico-sanitario e di degrado; attività svolta dal Consorzio con propri fondi.
Durante l’asciutta:
a) interventi ricadenti in Comune di Milano vedasi precedente punto A.2-1.2. b) sui restanti tratti di valle, ove si presentano situazioni di criticità, il Consorzio Villoresi con fondi propri provvede ai dovuti interventi.
In passato la Regione Lombardia ha erogato al Consorzio somme atte alla regolarizzazione della livelletta di fondo, interventi eseguiti mediante l’asportazione di sedimenti, inerti, limo ecc.
Si fa presente che il tratto di Naviglio compreso fra Binasco e la sua confluenza in Ticino non rimane mai in asciutta totale; il Consorzio Villoresi, tramite alcuni manufatti, immette in naviglio un certo quantitativo d’acqua atto alla sopravvivenza della fauna ittica e per evitare l’insorgenza di problematiche di carattere igienico-sanitario ed ambientali nella città di Pavia.
Su sponde, alzaie e banchine:
a) Tratto in Comune di Milano, con l’esclusione della zona portuale, il Consorzio provvede alla manutenzione del verde con decespugliamenti e sfalci dal pelo acqua sino al parapetto a guard-rail, con proprie risorse finanziarie.
b) sui restanti tratti, fatta eccezione per quelli dati in concessione alla Soc. Pubblidue (installazione di cartelli pubblicitari) in sponda destra e all’Associazione Greeway in sponda destra, il Consorzio Villoresi provvede alla manutenzione delle zone a verde mediante decespugliamenti e sfalci, con fondi propri.
Va ricordato che le Province di Milano e Pavia ed il Comune di Pavia stanno realizzando itinerari o percorsi ciclabili sulla strada alzaia e per tali fatti il Consorzio Villoresi, con appositi e specifici atti, porrà a carico di dette Amministrazioni il mantenimento della strada alzaia e delle relative aree a verde.
Sui tratti di strada alzaia non interessati da predette opere non viene effettuata alcuna manutenzione.
Sui manufatti
sulle conche di navigazione sostegni idraulici: il Consorzio Villoresi, fatta eccezione della Conca Fallata sulla quale si sono conclusi da parte di A2A i lavori per il recupero della navigabilità e per la realizzazione di una mini-centrale idroelettrica, con propri fondi cura e mantiene i manufatti, affinchè gli stessi possano consentire il mantenimento dei livelli idrici, garantendo così il prelievo delle dispense irrigue alle bocche di derivazione;
sulle opere di derivazione o bocche di presa dal Naviglio, competenza ed oneri a carico dell’utenza irrigua;
sui manufatti (ponti, passerelle, ecc.), competenza ed oneri a carico dei Concessionari, fatte salve le competenze poste in capo al Consorzio Villoresi dalla Regione Lombardia, in tal caso è lo stesso Consorzio con propri fondi che provvede alla manutenzione.
C NAVIGLIO MARTESANA
1 Interventi di carattere ordinario:
durante l’esercizio del canale:
a) tagli di erbe palustri mediante natanti muniti di frese. Interventi svolti in diversi lotti e non sull’intero tratto di naviglio. Attività svolta dal Consorzio Villoresi con fondi propri.
b) Il Consorzio Villoresi provvede anche alla rimozione di tutto quel materiale che può essere di impedimento al normale e regolare esercizio del canale e che non consente la dovuta erogazione delle dispense irrigue e che può generare problemi di carattere igienico-sanitari e di degrado; attività svolta dal Consorzio con propri fondi.
Durante l’asciutta:
a) In epoche recenti e per il tratto in Comune di Milano, il Consorzio Villoresi, con fondi erogati dalla Regione Lombardia, ha provveduto alla rimozione dei materiali e sedimenti ingombranti presenti nell’alveo del naviglio. In epoche meno recenti la pulizia è stata fatta anche da Comitati di Quartiere con la collaborazione del Consorzio Villoresi.
b) sui restanti tratti di monte, fatto salvo qualche sporadico e limitato intervento, eseguito nel corso degli anni ottanta/novanta, già da diversi anni non si provvede alla pulizia dell’alveo.
Va ricordato che a causa della funzione di scolmatura che il Naviglio Martesana svolge per smaltire le acque di piena del Torrente Trobbia, il letto del canale da Bellinzago Lombardo (Villa Fornaci) sino a Cassina de’ Pomm Via Melchiorre Gioia in Milano presenta notevoli depositi di materiali di varia natura e genere. La presenza di detto materiale in varie e diverse occasioni ha spinto le Amministrazioni Comunali rivierasche e privati cittadini a manifestare situazioni di degrado e problemi di ordine igienico-sanitario.
Su sponde, alzaie e banchine:
a) la manutenzione del verde a ridosso della strada alzaia e la pavimentazione della stessa interessata dalla pista ciclopedonabile realizzata dalla Provincia di Milano (tratto compreso fra Cassano d’Adda e Milano) viene fatta dalle Amministrazioni Comunali, anche su specifici atti convenzionali stipulati con la stessa Provincia.
b) per il tratto, che intercorre fra Concesa Trezzo sull’Adda e la Centrale di Vaprio d’Adda la manutenzione viene fatta di norma dal Consorzio Villoresi con propri fondi ed in collaborazione con l’Italcementi (ora Italgen).
c) Il restante tratto viene mantenuto dal Consorzio Villoresi con propri fondi.
d) Per il tratto di banchina posto sulla sponda non interessata dall’alzaia o da vie di comunicazione il Consorzio Villoresi provvede sporadicamente e in casi di assoluta necessità alla manutenzione; alcuni di questi tratti sono stati concessi in uso (vedasi Comune di Cernusco sul Naviglio) ed i Concessionari provvedono al loro mantenimento.
Sui manufatti
sulle opere di derivazione dal Fiume Adda: competenze ed oneri a carico della Soc. Italcementi (ora Italgen);
sulle conche di navigazione sostegni idraulici: il Consorzio Villoresi con propri fondi cura e mantiene i manufatti, affinchè gli stessi possano consentire il mantenimento dei livelli idrici, garantendo così il prelievo delle dispense irrigue alle bocche di derivazione;
sulle opere di derivazione o bocche di presa dal Naviglio: il Consorzio Villoresi, con proprio personale, provvede alla manutenzione dell’edificio di presa e suoi accessori (paratoie, castello di manovra, meccanismi, ecc.);
sui manufatti (ponti, passerelle, ecc.), competenza ed oneri a carico dei Concessionari, fatte salve le competenze poste in capo al Consorzio Villoresi dalla Regione Lombardia, in tal caso è lo stesso Consorzio con propri fondi che provvede alla manutenzione.
2 Interventi di carattere straordinario:
2.1 sulle strutture: competenza ed oneri a carico del Consorzio, con fondi propri e con finanziamenti da parte della Regione Lombardia;
2.2 sui manufatti:
-sulle opere di presa e derivazione dal fiume Adda: competenze ed oneri a carico della Soc. Italcementi (ora Italgen);
sulle opere di derivazione: il Consorzio Villoresi con propri fondi provvede alla manutenzione. Si ricorda che su finanziamento regionale il Consorzio ha provveduto al rifacimento di alcuni manufatti di misura delle portate idriche posti a valle delle derivazioni;
su ponti, passerelle ecc.: a carico dei Concessionari, fatte salve le competenze poste in capo al Consorzio Villoresi, in tal caso i lavori vengono realizzati con fondi regionali e consortili
Va ricordato che il tratto terminale del Naviglio Martesana, da Cassina de’ Pomm sino al ponte delle Gabelle è tombinato e la manutenzione ordinaria e straordinaria viene fatta dal Comune di Milano, Ente che ha realizzato la copertura.
D Caselli idraulici e Case dei Guardiani delle acque
Il Consorzio Villoresi provvede alla manutenzione con propri fondi di alcuni caselli affidati ed utilizzati dal Consorzio stesso.
I restanti caselli, fatta eccezione per alcuni, versano in precarie condizioni abitative e pertanto si renderebbe necessario un loro recupero; ad opere ultimate potrebbero essere destinati ad attività connesse ai navigli stessi.
La Rimozione Dei Rifiuti
Altro aspetto e di non minore importanza che si vuole sottolineare e lo sversamento di materiali, principalmente assimilabili a rifiuti urbani, che vengono frequentemente abbandonati abusivamente nei navigli e sulle loro pertinenze da ignoti.
Di norma: “Il Consorzio Villoresi è tenuto a smaltire ciò, laddove tale materiale non può essere fatto defluire verso valle, e dove non interviene l’Amministrazione Pubblica”; questo non è confortante considerando che i rifiuti defluiti verso valle si accumulano poi in ciità di Milano, tipicamente in Darsena.
Va infine fatto presente tutte quelle situazioni, in particolare in Comune di Milano, ove per l’uso che l’Amministrazione Comunale ha fatto delle strade alzaie, liberandole al pubblico transito, vengono poste in essere azioni di degrado tramite l’abbandono di ogni sorta e genere di rifiuto, che spingono conseguentemente la cittadinanza a elevare lamentele e petizioni.
Progetto: La Nuova Mobilità
Obiettivo principale del Master Plan, data la sua natura di Piano delle Azioni (Actions Plan), è la definizione e l'individuazione di tutte le azioni e di tutti gli interventi progettuali per la "conservazione" e la “riqualificazione” del "sistema Navigli", in stretta relazione alla capacità - di detti interventi - di fornire, contemporaneamente, un forte contributo alla “rifunzionalizzazione” e "riutilizzo", in chiave attuale, degli storici canali.
In merito all’area oggetto di discussione, l’obiettivo assunto dal Master Plan è quello di valorizzare il contesto architettonico ambientale attuando un modello che privilegi la fruizione ciclo-pedonale degli spazi pubblici adiacenti ai Navigli riducendo le conflittualità con le altre componenti della mobilità e valorizzando il trasporto pubblico.
In estrema sintesi il modello prevede di:
ridurre e, ove possibile, eliminare la circolazione degli autoveicoli privati sulle adiacenze dei Navigli,
adottando misure idonee ad impedire la sosta in sede stradale lungo i Navigli, in particolare lungo via Ascanio Sforza e lungo Ripa di Porta Ticinese,
migliorando l’accessibilità dei mezzi pubblici sulla cerchia dei Navigli inibiti al traffico privato, limitando il traffico privato lungo le direttrici tranviarie (Via Ludovico il Moro, S. Gottardo,via Vigevano),
rendendo agibili al solo traffico ciclo-pedonale l’alzaia del Naviglio Grande e l’alzaia del Naviglio Pavese e limitando il traffico ai soli residenti ed alle operazioni di carico/scarico merci.
Il modello si basa sull’assunto che le alzaie dei Navigli Grande e Pavese non devono in prospettiva svolgere una funzione di viabilità indispensabile ma devono tornare a essere spazi di vita e di animazione basati sulla pedonalità. Nella parte urbana più centrale l’utenza ciclo-pedonale è più direttamente interessata alla fruizione delle funzioni commerciali e di intrattenimento presenti nell’area, mentre nelle tratte più esterne la vocazione da assecondare è quella di dare continuità ad un sistema di percorsi ciclo-pedonali integrati nel più ampio sistema territoriale (soprattutto con i Parchi del Ticino e Agricolo Sud Milano).
Attualmente lo spazio pubblico nel tratto più urbano dell’ambito di influenza dei Navigli Grande e Pavese è prevalentemente concepito in funzione dell'auto, con spazi pubblici insicuri che diventano spesso luoghi di degrado, creando un paesaggio urbano povero. Gli strumenti normativi (aree a priorità pedonale, zone a traffico limitato, zone residenziali), accompagnati da interventi su pavimentazioni, materiali ed elementi di arredo che rafforzino l’identità di aree protette e privilegiate per i pedoni ed i ciclisti, possono risolvere le criticità attuali permettendo anche la valorizzazione storico-testimoniale del contesto.
L’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini passa anche attraverso i progetti di riqualificazione dello spazio pubblico legati direttamente ed indirettamente ai trasporti. Gli stessi interventi sul trasporto pubblico, in particolare sulle linee tranviarie costituiscono occasioni per progettare, riqualificare e valorizzare il contesto urbano e, nel caso dei Navigli, potrebbero addirittura prevedere un riutilizzo di mezzi e sedi storiche esistenti (sia pure per brevi tratti).
Si ritiene di perseguire infine l’eliminazione della sosta in sede stradale lungo i Navigli, anche a favore della stabilità delle sponde: l’ambito Darsena-Navigli Grande e Pavese è caratterizzato da una domanda di sosta assai considerevole che genera situazioni di occupazione diffusa delle carreggiate; un simile provvedimento è ovviamente legato all’attuazione di specifici interventi per incrementare l’offerta di posti auto in strutture da destinare sia ai residenti che al traffico operativo.
La visione d’insieme contenuta nel Master Plan è, infine, quella di creare un itinerario continuo e riconoscibile di percorrenza ciclo-pedonale che riconnetta la Martesana alla Darsena ed ai Navigli occidentali, attraverso l’ex Cerchia Interna, creando una sorta di grande corridoio urbano, tutelato per un uso selezionato e qualitativo, di percezione e di accesso alla città; un percorso ideale che, nello stesso tempo, rompa il sistema radiale e concretizzi un itinerario architettonico dei Navigli, che, superando le romantiche e purtroppo probabilmente anacronistiche ipotesi di riapertura delle tratte interrate, si ponga anche come memoria storico-testimoniale di tale struttura. Infatti, nonostante alcuni interventi del dopoguerra, gli elementi di memoria lungo l’itinerario della Cerchia Interna sono ancora perfettamente leggibili e costituiscono uno dei luoghi caratterizzanti la città.
La Riqualificazione Spondale
La riqualificazione strutturale delle sponde necessita di 3,5 milioni di euro al km lineare (investimento medio ponderato fra i costi di recupero delle sponde in area urbanizzata di 5 milioni di euro al km lineare e quelli di recupero delle sponde in area agricola pari a 2,5 milioni di euro al km lineare) per 162 km per due sponde: risulta evidente che tale cifra non può essere reperita con soli stanziamenti pubblici.
Riportare i canali ad essere strumento di un’economia sostenibile, come dimostrato dall’analisi del passato storico dei Navigli, significherebbe reperire le risorse per la riqualificazione del sistema altrimenti, dati i costi elevatissimi del recupero delle sponde e dei manufatti, impossibile. I Navigli potrebbero tornare quindi, grazie a funzioni attuali ed in accordo con le linee di sviluppo regionali, nazionali ed europee, non solo ad autosostenere la propria gestione ed il proprio recupero ma a far ricadere risorse sul “loro” territorio, ovvero su quella che ormai è considerata la Geocomunità dei Navigli; migliorando in questo modo la qualità ambientale ed aumentando il benessere e la qualità della vita dei residenti.
Tali ambiti di sviluppo sono stati chiamati le sette virtù dei Navigli ( Ambiente e agricoltura, Energia, Comunicazioni pulite, Insediamenti di qualità, Paesaggio, Turismo sport e tempo libero, Culture) cui si deve aggiungere il recupero delle sponde e dei manufatti idraulici. Tali virtù sono state presentate sul territorio agli Enti locali grazie ad una serie di incontri e grazie ad un questionario, redatto da IRER (Istituto Regionale di Ricerca), che è stato fatto compilare tramite rilevatori appositamente formati ai rappresentanti istituzionali e agli incaricati tecnici di tutti gli enti locali: lo scopo è stato quello di raccogliere “idee progetto” direttamente dal territorio dei Navigli: sia dalle Amministrazione comunali e provinciali sia dai tre Enti Parco interessati (Parco del Ticino, Parco Agricolo Sud Milano, Parco Adda Nord) che da privati cittadini e imprese locali. Attraverso il questionario ed un apposito sito internet sono pervenuti più di 750 idee progetto per oltre 3,5 miliardi di euro di potenziale investimento di cui 50 interessanti il territorio del Comune di Milano per oltre 1 miliardo di euro.
Le linee di sviluppo di Navigli Lombardi scarl, così come definite nel Business Plan 2006/2010, approvato all’unanimità dall’Assemblea dei Soci lo scorso 14 dicembre, sono orientate alla patrimonializzazione e messa a reddito di tre asset: Energia (sfruttamento salti d’acqua per la produzione di energia elettrica, uso dell’acqua di falda per la teleclimatizzazione degli edifici con la tecnologie a pompe di calore e la canalizzazione dell’acqua dei Navigli), Sviluppo e gestione di immobili di qualità per creare spazi per la formazione, l’innovazione e la ricerca diffuse (tra cui cascine, edifici storici, aree dismesse e caselli daziari), Turismo (per produrre e vendere servizi turistici utilizzando le immagini Milano, Navigli, Leonardo da Vinci grazie anche ai riattivati (dal prossimo 23 aprile) servizi di navigazione turistica tra Castelletto di Cuggiono e Abbiategrasso e tra Gaggiano, la Darsena ed Assago superando le conche conchetta e conca fallata - ora recuperate e funzionanti).
Secondo modelli finanziari elaborati in collaborazione con l’Università Bocconi di Milano che mirano ad utilizzare Navigli Lombardi ed i progetti raccolti quale massa critica per accedere, con la collaborazione delle migliori professionalità del settore, a fonti e forme di finanziamento altrimenti difficilmente avvicinabili (emissione di bond, fondi di investimento, fondi pensione, venture capital, Banca Europea Investimenti, fondi comunitari e ministeriali), questi tre asset garantiranno le risorse per la realizzazione della missione societaria.
Relativamente al proprio territorio, il Comune di Milano ha appunto individuato 50 progetti definendo insieme a Navigli Lombardi obiettivi, strategie e percorsi.
La Darsena
Le Società Precompressi S.p.A e VFV Consultecnico Srl hanno presentato, in qualità di promotori, un progetto preliminare per la realizzazione, nel sottosuolo della Darsena, di un parcheggio pubblico a rotazione in project financing. Tale progetto, preliminare, è stato dichiarato di pubblico interesse nel 2002 e assunto con i poteri straordinari di Commissario del traffico del Sindaco Albertini.
Nel 2002 era stata indetta la gara d’appalto per la concessione della progettazione, costruzione e gestione del parcheggio alla quale erano stati invitati due soggetti, che ne avevano fatta richiesta, ma che mandarono la gara deserta non presentando alcuna offerta.
È pertanto rimasta valida l’offerta del promotore che fu invitato a migliorare il progetto, comprovato il possesso dei requisiti.
Nel maggio del 2003 è stata aggiudicata la gara: l’elaborazione della proposta fu consegnata nel maggio del 2004. La convenzione di concessione è stata stipulata nel settembre del 2004 (il progetto non prevede la sistemazione superficiale, che verrà stabilita in un secondo momento), ma la Concessionaria ha l’obbligo di predisporre il progetto esecutivo prima di procedere con i lavori.
A questo punto interviene a Soprintendenza Archeologica che ha predisposto di eseguire in via preventiva degli scavi per tutta l’area in cui si presume possano esserci reperti significativi. Così è stato: nel corso degli scavi sono state portate alla luce significative testimonianze murarie che la Soprintendenza ritiene che debbano essere salvaguardate.
La Concessionaria è stata, dunque, incaricata di elaborare un nuovo progetto su un’altra area, che tenga conto delle indicazioni della Sovrintendenza.
Il mancato accordo Comune di Milano Concessionaria sui costi del nuovo progetto, il ritiro della concessione e il ricorso al TAR da parte della seconda…è storia recente!
Si valuta positivamente la possibilità di un nuovo parcheggio per i medesimi operatori in altra area da definirsi.
Il Concorso Internazionale
Sulla base dell’accordo di programma stipulato l’ 8 agosto 2003 tra Regione Lombardia e Comune di Milano, si è deciso di dar corso alla sistemazione dell’area della Darsena attraverso un Concorso Internazionale di Progettazione.
L’ambito della Darsena, che si configura come un “vuoto urbano” esterno ai Bastioni, pur essendo oggi privo di una precisa connotazione urbana unitaria è contrassegnato da straordinari elementi storici e architettonici e definisce una precisa differenziazione tra la città storica e l’espansione ottocentesca.
L’obiettivo del concorso è stato quello di valorizzare quest’ambito monumentale per farne un luogo primario di centralità urbana con dichiarato valore simbolico in cui si possano ritrovare i caratteri identitari di Milano punto di partenza del Sistema Navigli e luogo di incontro di straordinaria vitalità urbana che dovrà essere contrassegnato da una mobilità sostenibile ed è previsto incluso nello studio di fattibilità per l’Isola Ambientale dei Navigli.
Il progetto prevede opere per circa 30 milioni di euro; l’Amministrazione comunale attualmente non ha i fondi necessari per poterlo realizzare; oltretutto, così come elaborato dal vincitore, il progetto non risulta essere aggiornato a causa del successivo ritrovamento dei manufatti archeologici e della mancata realizzazione del parcheggio, di cui il progetto teneva conto.
Progetto: La Nuova Illuminazione
La nostra attenzione progettuale va a focalizzarsi su di un particolare tratto del Naviglio Grande in Milano, che presenta delle peculiarità proprie ben distinte e che chiaramente lo identificano come “differente” rispetto a tutti gli altri tratti ipotizzabili. Ci riferiamo al segmento del Naviglio Grande che parte dal ponte di via Valenza e giunge sino al ponte dello Scodellino, ovvero l’ingresso alla Darsena di Milano. Tale tratto presenta le seguenti univoche caratteristiche:
risulta completamente e pienamente restaurato in tutte le sue componenti: letto, sponde, parapetti e ponti. È fisicamente “allo stato dell’arte”;
presenta la maggiore concentrazione di artisti, locali commerciali (notturni e non) e botteghe storiche. È socialmente “vitale”;
è già storicamente votato alle “iniziative culturali” che lo animano nel corso dell’anno: dalle fiere dell’antiquariato fino alle più tipiche luminarie natalizie che le associazioni locali organizzano da decenni;
già reso Zona a Traffico Limitato, sarà trasformato dall’Amministrazione Comunale, probabilmente a partire da ottobre 2009, in Isola Pedonale permanente. Sarà a breve pienamente “fruibile”.
La Situazione Attuale
Il tratto di Naviglio Grande da Via Gorizia a Via Valenza è attualmente illuminato con lampade al vapore di sodio ad alta pressione (SON) poste in globi sospesi con parabola di concentrazione del fascio luminoso verso il suolo. I globi sono posti ad un’altezza media di 8 metri e situati al centro delle strade Alzaia Naviglio Grande e Ripa di Porta Ticinese, che corrono ai lati del canale, con distanza variabile, tra un globo e l’altro, da 19,5 sino a 28,5 metri. La diversità di altezza, dovuta alle differenti tensioni dei cavi di sostegno, e le distanze non uniformi, creano zone di ombra e quindi, al suolo, un’illuminazione non omogenea.
La particolare struttura della direttrice Naviglio Grande, con al centro il canale ed ai lati le vie carrabili e pedonali di ridotte dimensioni (soprattutto nel caso dell’Alzaia), nonché la presenza di edifici di modeste altezze, da due a quattro piani sovra terra (ancora una volta soprattutto sul lato dell’Alzaia) e ad uso per lo più residenziale, comporta, con l’attuale illuminazione:
1) Una forte ed inutile illuminazione delle facciate degli edifici, con conseguente forte intrusione luminosa nelle case dei residenti;
2) zona d’ombra sul canale ed i suoi annessi, quali le sponde, le bocche di presa, i manufatti idraulici nonché, soprattutto, i ponti pedonali.
Analisi critica:
Incolumità dei pedoni: l’attuale illuminazione, pensata a servizio di un uso carrabile e non pedonale dell’Alzaia e della Ripa si ricordi che le aree in questione diverranno a breve isola pedonale permanente e sono già oggetto di isola pedonale estiva , non evidenzia a sufficienza il percorso pedonale ed i suoi potenziali ostacoli: ad esempio sono parzialmente in ombra i gradini sui ponti.
Sicurezza: le zone di buio dovute all’illuminazione non uniforme facilitano eventuali comportamenti antisociali si consideri anche la forte frequentazione serale dell’area dovuta alla presenza di locali notturni e ristoranti.
Inquinamento luminoso: generalizzata intrusione luminosa negli edifici dovuta all’eccessiva vicinanza di lampade omnidirezionali, con fenomeni di diffusione della luce dovuti a vetri di protezione dei globi, ormai usurati o rovinati;
Colore: le attuali lampade a vapore di sodio ad alta pressione (indice di resa cromatica RA pari a 25) danno a tutta l’area una tinta giallo-arancio che omologa dettagli e colori delle superfici.
Risparmio energetico: benché le lampade attuali abbiano una buona resa, si potrebbe ottenere un maggior risparmio energetico evitando la dispersione del fascio luminoso alle aree di non interesse.
La Proposta
Si vuole proporre una soluzione di illuminazione dell’area che sia a carattere artistico ed uso permanente. Questo studio acquisisce un particolare valore alla luce dell’imminente trasformazione dell’area presa in esame, da zona a traffico limitato ad isola pedonale permanente.
Installazione
Collocamento lungo l’Alzaia e lungo la Ripa di 244 fioriere “Lucilla” così suddivise:
123 poste in Ripa di Porta Ticinese
121 poste in Alzaia Naviglio Grande
Traendo ispirazione da un’idea dell’Arch. Empio Malara, è stato progettato e realizzato un prototipo di fioriera, studiato per contenere il sistema di illuminazione a barre LED e richiamare gli elementi decorativi a croce di Sant’Andrea presenti nello storico parapetto metallico della Ripa di Porta Ticinese sul Naviglio Grande.
Valenze dell’installazione
Visione scenografica: la sponda della Ripa ha strutture protettive in metallo, più leggere e meno visibili; al contrario l’Alzaia ha strutture di protezione in pietra, ad ampi archi. Il tratto è molto suggestivo e merita di essere valorizzato, evidenziando con la luce i parapetti e creando una corsia ottica luminosa. Mediante l’utilizzo della fioriera “Lucilla” l’impianto è possibile senza ricorrere a strutture invasive e risulta di abbellimento anche per le ore diurne.
Sicurezza: l’illuminazione dei parapetti è a vantaggio anche dell’adiacente pista ciclabile situata sull’Alzaia; grazie alla sua collocazione, l’ingombro stesso della fioriera attenua la possibilità di caduta accidentale nel canale.
Le tecnologie impiegate
Fioriera “Lucilla” integrante barra LED Luxor Space Cannon
dimensioni: base 140x40 cm
altezza 60 cm
materiale: ferro verniciato
colore: antracite
Lampade per parapetti da inserire nelle fioriere
Scheda tecnica
Fornitore: Space Cannon
Modello: Barra a led Luxor con luce poliedrica IP-44 per esterni da 770 mm, 42 LED da 1,2 W
Housing: corpo in alluminio anodizzato resistente agli agenti atmosferici.
Disponibile in versione monocromatica (rosso, verde, blu, bianco e ambra)
Ottica LED da 14 triadi ad alta precisione per la concentrazione del fascio (apertura 6°)
Certificazione CE
Temperatura di utilizzo: -15° C + 50°C
Alimentazione: 260V, AC monofase, 50/60 Hz
Protezione cortocircuito e surriscaldamento
Piano dei costi per la fioriera “Lucilla”
Il seguente piano dei costi è da considerarsi preliminare ogni voce di costo potrà subire un’oscillazione, in positivo o in negativo, del 10%.
Attrezzatura
Quantità
Costi
Note
Fioriera Lucilla
244
€ 190.000,00
Ipotesi di produzione e acquisto
Impianto illuminazione Luxor IP44 Space Cannon
244
€ 366.000
L’ipotesi di costo è per l’acquisto degli impianti
Installazione
244
€ 24.400,00
Il costo è per un’installazione di tipo permanente
Trasporti e facchinaggio
4
€ 10.000,00
Almeno 4 viaggi con mezzi di grandi dimensioni
Piante verdi non caducifoglie (Aspidistra)
976
€ 5.000,00
Le piante scelte non richiedono impianto irriguo; è sufficiente l’acqua piovana
Certificazioni e collaudi
1
€10.000,00
Costo per un impianto di tipo permanente
Costo totale Fioriere “Lucilla” € 605.400,00
Consumo energetico: 20 kw
Giorni di allestimento : 4 per fioriere ed impianti, 2 per giardinieri
Il Modello del Forum Martesana
Il Piano d’Area “Martesana” (che si concretizza nella definizione del “Parco della Martesana”) è un progetto che vede coinvolti tutti i Comuni rivieraschi del Naviglio Martesana. Esso rappresenta il punto di partenza da cui promuovere lo sviluppo del territorio da un punto di vista economico, paesaggistico e ricreativo attraverso il coinvolgimento delle piccole e medie imprese. Il progetto prevede che, a prescindere dai singoli elementi di identità comunale, tutti i Comuni si riconoscano nel contesto del Parco Martesana mettendo in rete centri culturali, storici, luoghi di svago.
La programmazione progettuale si caratterizza in diverse fasi: la prima ha previsto l’incontro con i Comuni ed il confronto sulle problematiche locali; la seconda fase ha visto la predisposizione di un piano d’area con valenza progettuale contenente una o più strategie (scenari) di sviluppo e progettualità. Obiettivo del Tavolo di discussione è pervenire ad un Progetto Unitario di Sviluppo del Territorio permeato su 3 tematiche (le infrastrutture; la sviluppo del territorio; l’ambiente ed il paesaggio) sulla base delle quali verranno sviluppate le progettualità. Si è tenuto quindi un confronto con diverse associazioni al fine di raccogliere altri impulsi al progetto. Coordinatori dell’iniziativa sono stati i docenti del Politencico Cecchi e Balducci.
Il progetto, presentatosi come una sorta di master plan, è in attesa di risorse finanziarie. Tali risorse potrebbero essere attinte dai fondi europei (fondo pubblico attraverso l’UE); dai fondi BEI (mercato del credito); o ricavate dall’utilizzo di acqua per la produzione di energia e dai volumi e destinazioni d’uso (mercato finanziario).
Idea fondante è di costruire massa critica in grado di realizzare progetti di sintesi con capitale privato.
7. IL METODO DA ADOTTARE
Il Metodo
La geocomunità dei Navigli è un sistema complesso. La parola stessa “geocomunità” definisce un’ampia entità territoriale che comprende in sé elementi comunitari ed elementi sociali per uno sviluppo non solo del territorio di riferimento ma anche della comunità che vive in quel territorio. Infatti il richiamo alla “comunità”, esplicito nella denominazione, si sposa con il prefisso “geo” a definire le valenze territoriali della dimensione comunitaria ed al contempo allude a tutti gli aspetti di erogazione delle funzioni strategiche che vengono finalizzate allo sviluppo di comunità: sviluppo delle infrastrutture e dei poli culturali, della ricerca e dell’innovazione tecnologica, le tipicità dell’economia, il controllo e la gestione delle risorse energetiche ed ambientali, il sostegno all’internazionalizzazione e all’export, lo sviluppo e la gestione della comunicazione a distanza, la mobilità e la promozione turistica. Perché ciò sia possibile è fondamentale un coinvolgimento politico e operativo degli attori principali che operano nella realtà territoriale, con costante “osmosi” fra tutte le componenti istituzionali, politiche, economiche, culturali, sociali presenti.
La geocomunità dei Navigli è inserita nel contesto più ampio dell’area metropolitana che può essere descritta come uno "spazio autocontenuto entro il quale si svolgono i movimenti pendolari e le relazioni a carattere giornaliero". Si assume quindi come definizione quella derivante dall’applicazione del criterio funzionale della mobilità quotidiana e della interdipendenza, che identifica l’ambito spaziale entro il quale avvengono, in modo ricorrente, gli scambi di persone, beni e informazioni. L’area dei Navigli non rappresenta solo una “via d’acqua”, ma costituisce un vero e proprio sistema urbano che, se sinergicamente connesso all’area metropolitana di cui fa parte, crea sviluppo per l’intero territorio interessato. Un sistema quindi che, oltre ad essere in grado di generare sviluppo al suo interno rappresenta anche un riferimento per l’area vasta in cui è collocato. L’area così costruita presenta al suo interno dati di tipo economico, sociale e ambientale di un’omogeneità sufficiente per pensarla come unità distinta dal territorio circostante.
È quindi inevitabile, date queste premesse di analisi, che il governo di quest’area, considerando tutti i livelli di governance, non è possibile con affrettate e non ponderate azioni “calate dall’alto”; è necessario infatti che l’impulso arrivi dalle esigenze della comunità stessa che, in un ambiente così complesso, vive, lavora, produce, si muove, crea cultura; con un background di tradizione ed un patrimonio artistico ed ambientale da salvaguardare.
Sono quindi le “azioni di sistema” quelle che devono prevalere, attivate a “rete” con tutti i soggetti istituzionali, economici, culturali, sociali coinvolgibili, che riguardano parallelamente tutte le amministrazioni destinatarie attraverso una serie di interventi coordinati e gestiti d'intesa con le realtà territoriali; la cui precipua utilità deriva proprio dalla possibilità che si realizzino in modo da coinvolgere l'intera platea ed il cui fine è di sostenere i principali processi di riforma e di innovazione, ricerca e formazione nonchè dello sviluppo sostenibile. I presupposti di tali azioni pertanto devono tendere a produrre ricadute e risultati sul Sistema Navigli ed a favore della Geocomunità nel suo complesso.
Lo spirito con cui devono essere prese le decisioni al fine di avviare azioni di sistema deve essere quello della sussidiarietà avendo come riferimento cinque criteri fondamentali:
Conoscenza del Territorio
Coinvolgimento delle Istituzioni, degli Enti, delle Associazioni, delle Comunità locali
Collegialità nelle scelte e nelle responsabilità
Contestualità delle azioni in riferimento alle scelte condivise
Concretezza degli obiettivi preposti e delle azioni intraprese
In qualità di associazione presente sul territorio è quantomeno onesto dire che mettere d’accordo tutti è impossibile, soprattutto nella realtà complessa dei Navigli, dove convivono interessi opposti e conflittuali. Tuttavia è nostro dovere tentare quanto più possibile una conciliazione delle diverse visioni ed una condivisione delle strategie e delle scelte.
Dovendo tracciare un modello e dei criteri di metodo, si propone quanto segue:
A. Punto di riferimento strategico deve essere il Master Plan Navigli, poiché già eletto documento cardine di azione da tutti i soggetti istituzionali del territorio e poiché elaborato dalle principali università lombarde, in una pluralità di competenze (architettoniche, urbanistiche, archeologiche, naturalistiche, economiche, etc) tra esse in sinergia. Documenti attuativi di riferimento, anche per il reperimento di fondi, sono il Business Plan 2006-2010 ed il Documento Programmatico 2007 2011 di Navigli Lombardi scarl, anch’essi già condivisi con tutti gli attori del territorio, istituzionali e non.
B. Iniziare la propria azione di governo con una campagna di ascolto, per carpire realmente i bisogni della società : residenti, commercianti, fruitori, turisti; ed ancora: Associazioni, Comitati, Comuni rivieraschi, Enti Parco
C. Continuo e costante deve essere il supporto ed il conforto dalle scienze degli atenei milanesi e lombardi nell’elaborazione delle scelte e nella pianificazione degli strumenti.
D. I temi devono essere condivisi e quindi oggetto di vero confronto interistituzionale e tra istituzione di governo e società. Momento principe di condivisione e confronto devono essere i Road Show sul territorio e le Conferenze Metropolitane annuali, veri e propri stati generali per la comunità dei Navigli.
E. Predisposizione di gruppi di lavoro per il perseguimento degli obiettivi ed il reperimento delle risorse (fund raising)
Tali gruppi di lavoro dovrebbero avere una connotazione mista unendo funzionari e tecnici pubblici a rappresentanti delle Associazioni e dei Comitati, a chi, insomma, sui Navigli ci vive e/o ci lavora davvero.
A tale proposito si pone quale modello quanto organizzato in Regione Lombardia nel 2006 da Navigli Lombardi scarl: L.A.Ne ovvero Local Action Network è la rete di referenti per i programmi comunitari del Sistema Navigli al fine di: offrire ai propri Soci un servizio di supporto e promozione nella presentazione dei progetti di interesse comune in sede regionale, nazionale e comunitaria; promuovere la realizzazione di interventi sul territorio dei Navigli, coerenti con la programmazione regionale e comunitaria, finanziabili nell’ambito di bandi europei; sviluppare collaborazioni e collegamenti con soggetti pubblici e privati interessati/interessabili. Il Network, che si componeva di una Cabina di Regia e dall’insieme dei Referenti provenienti da diversi Enti Locali, coinvolge Regione Lombardia; la Provincia di Milano; le Camere di Commercio di Milano e Pavia; ERSAF Lombardia; il Consorzio di Bonifica Est Ticino-Villoresi; 45 dei 51 Comuni del Sistema Navigli (compresi Milano e Pavia), l’Agenzia Regionale per il Lavoro, i tre Enti Parco presenti sul territorio (Parco del Ticino, Parco Adda Nord, Parco Agricolo Sud) ed alcuni Istituti Universitari (Politecnico di Milano, Università degli Studi di Pavia).
Su questo modello, ci pare ottimale la costituzione di una L.A.Ne (Local Associations Network) un tavolo di confronto e di lavoro permanente delle Associazioni dei Navigli, coordinato da Regione Lombardia, con la presenza della Provincia e del Comune di Milano.
Si otterrebbe in tal modo:
una raccolta delle idee e delle necessità direttamente dal territorio
una più veloce valutazione della fattibilità delle stesse
una migliore e più performante elaborazione progettuale, tesa ad una maggior appetibilità, sia in comunità europea per eventuali finanziamenti, che sul mercato finanziario, per investimenti o sponsorizzazioni private
comunicazione condivisa e coordinata, tesa ad una maggiore efficacia di risultato
La Comunicazione: Strumento Di Trasparenza
Strumento fondamentale per garantire il coinvolgimento partecipativo della Geocomunità e la trasparenza delle azioni di recupero e valorizzazione in atto, dovrà essere redatto ed attuato uno specifico piano di comunicazione orientato al perseguimento dei seguenti obiettivi:
1. Promuovere l’immagine e le attività sui Navigli nei confronti degli Enti Pubblici coinvolti;
2. Promuovere il coinvolgimento delle Comunità locali, ai più vari livelli e fra i diversi target (famiglie, imprese, terzo settore, mondo della scuola, media locali, politici locali) in quanto “geocomunità dei Navigli”;
3. Promuovere l’immagine e le attività sui Navigli nei confronti dell’opinione pubblica italiana e straniera.
Gli obiettivi sopra identificati dovranno essere perseguiti promuovendo la conoscenza del Master Plan, del Business Plan del Documento Programmatico e della “Vera Forza dei Navigli”, evidenziando come le azioni e le attività programmate attraverso il presente Documento rappresentino concreta opportunità a vantaggio della competitività dell’intera geocomunità, orientate ad accrescere le libertà individuali e di gruppo, gli spazi e le occasioni per la realizzazione personale e professionale attraverso i criteri fondamentali della semplificazione e della sussidiarietà al fine di stimolare il consenso e la collaborazione da parte:
delle amministrazioni locali;
delle associazioni e degli operatori del settore interessati (Partner tecnologici, finanziari, operativi);
degli investitori ed aziende dei settori interessati;
dei residenti e dei turisti.
La strategia di fondo è quella di integrare iniziative, eventi, manifestazioni, pubblicazioni esistenti, realizzando una vera e propria “vetrina” dei Navigli.
Strumento principe di tale piano di comunicazione sarà la realizzazione di un sito internet che contenga ed evidenzi:
aree generaliste e tematiche;
Master Plan, documentazioni istituzionali, documentazioni associative e del territorio;
notiziario settimanale;
info point virtuale;
forum e bacheca;
archivio fotografico.
Dovrà poi essere istituito un Info-Point permanente sul territorio, attivo sia come sportello informazioni istituzionale che come centro di aggregazione e mediazione delle diverse istanze territoriali, nonché nucleo operativo per la sistematizzazione delle differenti visioni e per la redazione di proposte progettuali dal territorio alle Istituzioni.
Attraverso il portale e l’info-point sarà progressivamente raccolto un ampio data base di iscritti al Club, che saranno incentivati tramite contatti personalizzati assidui e, una volta raggiunto un numero adeguato, con strumenti di fidelizzazione appropriati.
8. I NAVIGLI E L’EXPO 2015
I Navigli rappresentano un’eredità storica, un bene culturale che ha caratterizzato Milano negli ultimi nove secoli. Essi sono stati anche strumento fondamentale per la crescita economica di questa città, passando da strumento dell’agricoltura per l’irrigazione dei campi a strumento della rivoluzione industriale per il raffreddamento delle macchine, a strumento del trasporto per la costruzione del simbolo principe di Milano, quale il Duomo, e anche in momenti difficili della storia dei Milanesi, quale la ricostruzione di una città devastata dalla guerra. Essi sono un’eredità che ci è stata lasciata non tanto dalle generazioni passate, bensì prestata da quelle future. Ricade sugli Amministratori della Città tutta la responsabilità morale, politica e storica perché i Navigli siano tutelati, salvaguardati e restituiti ai Milanesi e al mondo; e tuttavia non solo quale monumento ma anche quale strumento di crescita economica soprattutto tesa al miglioramento ambientale a quindi della qualità della vita dei Milanesi, funzione per la quale sono stati costruiti e che hanno sempre svolto. Essi incarnano inoltre quei valori di innovazione, eccellenza, solidarietà, laboriosità, tolleranza tipici dell’identità ambrosiana.
I Navigli, dunque, sono identità stessa della metropoli ambrosiana, da sempre simbolo di bellezza e benessere, assieme alle altre caratteristiche della Città:
la Città dell’Innovazione con Leonardo da Vinci;
la Città della Tolleranza con l’”Editto di Milano 313 d.c.” tolleranza nei confronti delle religioni;
la Città della Solidarietà che il nostro Patrono, S. Ambrogio, ha insegnato;
la Città della Laboriosità con il limpido esempio della Fabbrica del Duomo;
la Città delle Eccellenze con la Scala e la moda invidiateci in tutto il mondo.
È per tutti questi motivi che i Navigli sono intimamente legati anche alla Milano del 2015 che, ospitando l’Expo, diverrà capitale mondiale di Innovazione, Tolleranza, Solidarietà, Laboriosità ed Eccellenza, proprio come già sintetizzano i Navigli e la loro storia.
Navigli ed Expo 2015 sono un connubio che parte dalla sostenibilità e giunge fino alla sana e corretta alimentazioni, modello educativo della società nella propria interazione con l’ambiente, con lo sviluppo tecnologico ed economico, chiave di volta nelle comunicazioni inter-culturali e nella reciproca scoperta dell’altro da sé.
9. I NAVIGLI VERSO IL MONDO
Progetto: Il Genio Di Leonardo Nel Mondo
Dal 24 marzo al 21 maggio 2006, nella Sala delle Asse del Castello Sforzesco di Milano, è stata organizzata la mostra “Il Codice di Leonardo da Vinci al Castello Sforzesco”. Leonardo da Vinci rappresenta, per Milano, molto di più che il “grande ed unico personaggio” che è stato, ma un vero e proprio “brand” con cui viene identificata la Città di Milano stessa.
Perla che impreziosiva la mostra era, appunto, la presenza del famoso “Codice Trivulziano”. Conservato nella Biblioteca Trivulziana, esso costituisce, insieme al “Codice Atlantico” (custodito nella Biblioteca Ambrosiana), uno dei due soli codici leonardeschi tuttora presenti nella città che ospitò Leonardo per oltre un ventennio della sua vita.
Il Codice Trivulziano raccoglie spettacolari disegni e note realizzati dal sommo artista tra il 1487 e il 1490 tra i quali: studi di caricature, studi per il Duomo di Milano, studi d'arte militare. In esso sono altresì presenti circa 8.000 vocaboli del lessico dotto del tempo, preziosa testimonianza dell’epoca in cui il Genio visse.
Codici miniati sforzeschi, incunaboli e cinquecentine, ingrandimenti delle pagine del Codice, raffronti con le fonti ed analisi filologiche sui vocaboli facevano da corollario all'esposizione del prezioso manoscritto vinciano. L’esposizione della produzione libraria manoscritta ed a stampa della Milano sforzesca, infine, contribuiva a ricostruire, nelle sue linee fondamentali, la “Biblioteca di Leonardo”, a partire dagli anni milanesi.
In contemporanea con la mostra, l’allestimento prevedeva un percorso visivo (in esterno) di 100 pannelli, aventi per tema il Maestro e, in particolare, la sua attività milanese ed i segreti nascosti nei suoi Codici. Il cammino, composto da immagini, testi e citazioni, era ricco di suggestioni che si dispiegavano come un “filmato” sull’opera del grande Genio, raccontando i Codici ed il loro contenuto, ma anche le opere, i luoghi e i rapporti di Leonardo con Milano: i Navigli, i progetti per la città, l’avventura del Cenacolo, i dipinti e la committenza di Ludovico il Moro.
L’esposizione, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano Soprintendenza Castello Sforzesco, dalla Biblioteca Trivulziana e dalle Civiche Raccolte d’Arte, era stata curata da Pietro C. Marani e da Giovanni M. Piazza, i due più grandi conoscitori di Leonardo attualmente in vita.
Progetto: Il Codice Da Vinci A Osaka
Dato il grande successo di pubblico riscosso dalla Mostra, che è stata in grado di attirare in soli 60 giorni oltre 100.000 visitatori e che ha guadagnato 27 prime pagine su altrettante riviste nazionali ed internazionali senza considerare gli oltre 600 articoli in rassegna stampa , è semplice considerarla come uno dei principali eventi che hanno caratterizzato la Milano del 2006.
Il suo oggetto Leonardo da Vinci, noto al mondo e riconosciuto da alcune prestigiose ricerche come il terzo elemento distintivo dell’Italia nell’intero globo e la sua specifica declinazione la permanenza milanese del Genio e le sue opere per la città possono rendere la Mostra uno dei principali alfieri della Milanesità nel mondo. Da qui, nasce il progetto di rendere l’intera esposizione un evento itinerante su scala internazionale, in grado di far emergere Milano come metropoli universale dalle lontane e profonde radici, da sempre terra ospitale, simbolo del “fare”, della creatività e dell’inventività.
Fermo restando il fatto che il “Codice Trivulziano” deve “riposare” per almeno 18 mesi sottovuoto in una cella a temperatura controllata, senza poter essere spostato, risulta possibile immaginare fin da ora il percorso che potrebbe portare ad una nuova esposizione del Testo, nel contesto di un evento che sia parte integrante del percorso per la candidatura di Milano ad ospitare l’EXPO del 2015.
In occasione dell’incontro tra l’Amministrazione Comunale di Milano ed il Sindaco di Osaka, avvenuto nel mese di ottobre del 2006, è emersa la proposta di creare uno scambio culturale tra le due città, con particolare riferimento alla figura di Leonardo da Vinci. Nell’ambito della visita istituzionale, difatti, una parte di rilievo è stata destinata all’opera di Leonardo: la delegazione di Osaka ha avuto la possibilità di visitare il Cenacolo in Santa Maria delle Grazie e ha potuto inoltre ammirare le opere ed i progetti idraulici di Leonardo da Vinci, conoscere gli sviluppi di questi canali nel corso dei secoli ed il Master Plan Navigli.
A questo proposito, si propone di allestire ad Osaka la mostra “Il vero Codice da Vinci”, completa del “Codice Trivulziano” e di accogliere a Milano una proposta culturale legata alla importante e magnifica tradizione giapponese ed in particolare di Osaka.
Il costo dell’operazione, da stime fatte, risulta di circa € 1.200.000, così sommariamente specificati:
Utilizzo del Codice: € 200.000
Arricchimento della Mostra: € 150.000
Trasporti e Assicurazioni: € 300.000
Allestimenti: € 350.000
Marketing & Promozione: € 200.000
Si prevede, data la grandissima rilevanza dell’evento, di poter raggiungere introiti (sponsor, visitatori ed attività editoriale / merchandising) pari ad € 2.000.000.
Progetto: I Codici Trivulziano E Leicester Riuniti
Valide le premesse fatte per il precedente progetto, risulta possibile immaginare fin da ora il percorso che potrebbe portare, ad una nuova esposizione del Testo, nel contesto di un evento che sia parte integrante del percorso per la candidatura di Milano ad ospitare l’EXPO del 2015.
A tal proposito, sarebbe di grandissimo interesse, oltre che rappresentare un caso unico nella storia, l’organizzazione di un evento al fine di esporre insieme il “Codice Trivulziano” ed il “Codice Leicester” (ex “Codice Hammer”), acquistato nel 1994 da Mr. Bill Gates e conservato all’interno della sua collezione privata a Seattle.
Si propone, quindi, di realizzare un evento UNICO AL MONDO E MAI REALIZZATO PRIMA: una duplice mostra le cui sedi saranno Milano ed una grande metropoli degli Stati Uniti d’America , in collaborazione con la Multinazionale Microsoft, la quale potrebbe rappresentare lo sponsor esclusivo nonché il co-organizzatore di tutta la manifestazione. In questo senso, sono già attivi e consolidati i rapporti con l’Amministratore Delegato di Microsoft Europe.
Il costo dell’operazione, da stime fatte, risulta di circa € 2.100.000,00, così sommariamente specificati:
Utilizzo dei Codici: € 400.000
Arricchimento della Mostra: € 250.000
Trasporti e Assicurazioni: € 450.000
Allestimenti: € 500.000
Marketing & Promozione: € 500.000
Si prevede, data la grandissima rilevanza dell’evento, di poter raggiungere introiti pari ad Euro 3.000.000.
CONCLUSIONI
La presente piattaforma, da affinare ulteriormente, tramite il coinvolgimento ed il confronto con le realtà locali ed istituzionali, anche nell’ambito di una conferenza cittadina (o Stati Generali) sui Navigli, vuole quindi rappresentare una prima sintesi del patrimonio progettuale attivato negli ultimi dieci anni con l’impulso ed il contributo fondamentale di Regione Lombardia, in modo tale che le azioni quivi sommariamente prefigurate possano essere fonte e fondamento del miglior approccio alla rinascita degli storici Canali di Leonardo, da concretizzarsi con nuovo spirito nella prossima legislatura regionale.
In conclusione, siamo a totale e completa disposizione, ricordando che la grande forza intrinseca dei Navigli è proprio questa: da sempre, essi risolvono le questioni economiche e sociali del loro tempo e del loro territorio, divenendo così una vera e propria tradizione per Milano e per la Lombardia tutta.
Proprio come uno slogan coniato tempo fa esprimeva perfettamente: i Navigli, pervasi dallo spirito del passato, da nove secoli, la tradizione di innovare.
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